Questo sito utilizza dei cookie tecnici e di terze parti, continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo, per maggiori informazioni e conoscere come disabilitarne l'uso consulta l'informativa estesa.

Maupan Photo

shape agendaPassate di qua per conoscere le novità sul sito o iniziative collegate alla fotografia che prendo occasione di consigliarvi (limitatamente alla città di Roma), quali: mostre, escursioni fotografiche o proiezioni; trovate in questa sezione anche i commenti e le riflessioni che scrivo prendendo spunto dalla cartolina che pubblico ogni mese sulla home-page del sito e che, a mio avviso, contribuiscono molto meglio di un asettico profilo a raccontare la mia fotografia e chi sono.

World Press Photo 2019
minia mostra
mostra fotografica al Palazzo delle Esposizioni
25 aprile / 26 maggio 2019

La mostra del World Press Photo 2019 si tiene anche quest'anno a Roma in prima assoluta italiana presso il Palazzo delle Esposizioni.
Dal 1955 il Premio World Press Photo, uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo, premia ogni anno diversi fotografi professionisti per i loro migliori scatti - presentati come singoli o come racconti - contribuendo così a costruire la storia del miglior giornalismo visivo mondiale.
L'esposizione nel suo insieme rappresenta un documento storico che permette di rivivere le storie che caratterizzano la contemporaneità nelle sue molteplici sfaccettature. Il suo carattere internazionale e le migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche, per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.
Quest'anno, il concorso ha visto la partecipazione di 4,783 fotografi da 129 paesi diversi che hanno presentato un totale di 78,801 immagini; una giuria indipendente composta, con un numero eguale di uomini e donne, da esperti del settore e presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente Visuals e Immersive Experiences presso National Geographic, ha selezionato anche quest'anno i partecipanti al World Press Photo Contest 2019. (estratto da: https://www.palazzoesposizioni.it/mostra/world-press-photo-2019)


Palazzo delle Esposizioni - Roma
Via Nazionale, 194
Info line 06.39967500
Orari: mar.mer.gio.dom. 10,00/20,00 - ven.sab. 10,00/22,30 - lun.chiuso

minia mostra "Mondo Perduto" Paolo Di Paolo / Fotografie 1954-1968
mostra fotografica al Museo MAXXI di Roma
17 aprile / 30 giugno 2019

È stato il fotografo più amato de Il Mondo di Pannunzio, dove in 14 anni ha pubblicato 573 foto, con reportage dall’Italia e dal mondo. Ha ritratto divi del cinema, scrittori, artisti, nobiltà e gente comune. Ha percorso le coste italiane con Pier Paolo Pasolini raccontando le vacanze degli italiani.
È Paolo Di Paolo (Larino, Molise, classe 1925), straordinario cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che ha saputo raccontare con delicatezza, rigore e sapienza il Paese che rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale.
Tra le sue foto, riscoperte dopo più di cinquant’anni di oblio, quelle di Pier Paolo Pasolini al Monte dei Cocci a Roma, Tennesse Williams in spiaggia con il cane, Anna Magnani con il figlio sulla spiaggia del Circeo, Kim Novak che stira in camera al Grand Hotel, Sofia Loren che scherza con Marcello Mastroianni negli studi di Cinecittà. E poi una famiglia per la prima volta di fronte al mare di Rimini e i volti affranti del popolo ai funerali di Palmiro Togliatti.
(estratto da: https://www.maxxi.art/events/paolo-di-paolo-mondo-perduto/)


Museo MAXXI - Spazio Extra MAXXI
Via Guido Reni 4A - Roma
Info line 892234
Orari: tutti i giorni tranne il lunedì 11,00/19,00

cartolina

 

Mag.2019 “Il Brutto Anatroccolo” è stata una delle prime foto che ho scattato con il medio formato (fotocamere analogiche che usavano, ormai credo ne siano rimaste pochissime in commercio, un formato della pellicola più grande del 35 mm.), è uno di quegli scatti in cui mi son sentito chiamato, senza cercarlo; mi ricordo che c’era un poco di vento ed il papavero si muoveva delicatamente da una parte all’altra rendendomi non poco difficile riuscire a bloccare il movimento (oggi con le fotocamere digitali basterebbe aumentare l’iso ed utilizzare un tempo più veloce, ma allora bisognava cercare un compromesso), ma nello stesso momento però mi suggeriva anche l’idea di una farfalla che si divertiva a svolazzare tra una spiga di grano e l’altra dicendomi: “Guarda come sono bella!”
È una foto a cui sono molto affezionato, ed ogni volta che la guardo mi ricorda che nella vita bisognerebbe cercare di essere “leggeri” senza perdere però la propria unicità, senza vergognarsi di quello che si è con tutti i pregi e difetti che ci portiamo addosso, ma nello stesso tempo nei confornti degli altri usare altrettanto rispetto ricordandosi che quello che a prima vista può sembrare un diverso, un fuori posto, in realtà potrebbe essere un’oppurtunità ed è sempre e comunque una ricchezza; mi accorgo che sempre più nella società odierna manca la “leggerezza” della farfalla così come quella del papavero, bisogna emergere a tutti i costi dal “campo di grano” e per farlo si va giù pesante, si spara grossa, offendendo e strillando, e non si comprende che togliere tutti i papaveri dal campo di grano sarebbe il più grosso errore che si può fare.
Buona visione con la cartolina di maggio su Maupanphoto.com

cartolina

 

Apr.2019 Credo che l’italiano sia una lingua straordinaria, sicuramente un po’ tutte le lingue lo sono e lascio ad altri più preparati fare una classifica degli idiomi più potenti ed efficaci ad esprimere il pensiero umano, ma ciò che voglio dire ora è che la duttilità, la plasticità della nostra lingua mi affascina e mi sorprende ogni giorno di più, è come avere una bacchetta magica fra le mani (o forse dovrei dire nella bocca!) con cui inventare sempre espressioni nuove usando parole vecchie, usate e riusate, ma non così fino a quel momento; non è quindi una questione di quantità di parole presenti nel dizionario, né una questione di quanti significati possa avere la stessa parola, bensì di quanto le parole di un linguaggio si prestino ad essere utilizzate in differenti contesti assumendo dei significati sempre nuovi, voglio dire che il sapiente uso delle parole gli dona nuova vita, le rigenera; quante volte ci è capitato di rimanere estasiati e sorpresi nel leggere una frase, dei versi, che esprimevano un concetto da noi già ben conosciuto ed espresso centinaia di volte ma non così incisivamente ed intimamente come fino a quel momento?
Ecco la mia riflessione di questo mese è sulla composizione, una parola già di per se potente per i suoi molteplici significati, tra cui appunto quello di composizione fotografica, ma che prendo in prestito per soffermamrmi su un concetto più trascendente che mi ha sempre interessato come fotografo paesaggista: credo infatti che non ci sia maestra migliore e più sapiente nell’arte della composizione della Natura, gli elementi che compongono il pianeta Terra, apparentemente finiti, vengono continuamente ricombinati insieme generando nuovi paesaggi, e per quanto la conoscenza mi abbia reso più preparato alle novità ogni volta ne rimango affascinato e non viene mai meno lo stupore, così che inizi a chiederti come potrà meravigliarti ancor di più di quanto abbia già fatto la volta successiva.
Ma la cartolina di aprile di Maupanphoto racconta anche un’altra cosa: che la Natura in questa sua continua opera di rimodellamento del paesaggio cerca un equilibrio, un equilibrio che non nasce dall’appiattimento ma dalla composizione delle diversità.
Buona visione su Maupanphoto.com

cartolina

 

Aggiornamento Mar.2019 Alla fine è arrivato il nuovo aggiornamento dell’Archivio fotografico del sito come ogni volta/anno superando nuove difficoltà, si perché ogni volta dico tra me e me “bene ho trovato il sistema più efficiente per fare l’aggiornamento” e puntualmente la volta dopo si aprono nuove prospettive o difficoltà che mi inducono a cambiare qualcosa; questa volta per esempio ho colto l’occasione per riprofilare tutte le foto dell’archivio (il profilo colore di una foto è quello che permettere al software del pc ma anche del browser che stiamo utilizzando di interpretare i colori di una foto digitale), ovviamente per cercare di migliorare i colori delle stesse, ho anche in parte modificato le dimensioni delle foto (già che c’ero!), e contemporaneamente ho riaggiornato completamente con nuove foto e un paio di nuovi album il Portfolio.
Con quest’ultimo aggiornamento l’Archivio ha superato la soglia dei 1000 eventi e delle 22.500 foto, tra cui si può come sempre navigare o con la ricerca testuale (in questo caso dai risultati si può passare poi alla visione del singolo evento/gita) oppure più intuitivamente con la ricerca per aree geografiche, con dei sottolivelli che restringono poi il campo di ricerca fino all’evento fotografico prescelto; ma al di là dei numeri il mio intento non è mai stato tanto quello documentaristico (che sicuramente migliora con l’accrescimento dell’archivio) quanto quello educativo: soffermarsi sulla lettura del paesaggio, dai grandi ai piccoli spazi, per coglierne la bellezza e l’importanza, con la speranza di nutrire gli occhi per nutrire lo spirito.
Per questo il sito è un invito a muoversi, a conoscere nuovi posti, e spero che la curiosità sia il vostro “motore di ricerca” tra le pagine del sito e vi aiuti a raggiungere con successo la vostra “meta”.
Per darvi un’idea sotto riporto l’elenco dei soli eventi dell’ultimo aggiornamento che riguarda tutto il 2018.
Buona navigazione su Maupanphoto.com

cartolina

 

Mar.2019 C’è una scogliera a picco sul mare a Baia Vignanotica in Puglia, è una falesia rocciosa, stratificata e verticale, di un bianco che appena esce un poco di sole diviene accecante, e su questa candida parete rocciosa ci sono due pini di d’Aleppo che non solo si sono permesi di germogliare, ma sono cresciuti alti e vigorosi, sicuramente non da meno dei loro fratelli che hanno scelto le più comode dune sabbiose e le colline retrostanti la vicina spiaggia; sono cresciuti a dispetto di tutto e di tutti, dove l’immaginazione stenta a credere, sfidando i gelidi venti orientali da cui non hanno la benché minima difesa, sfidando il sole accecante e le torride temperature estive che metterebbero a dura prova anche delle piante grasse, sfidando la salsedine che corrode l’acciaio più temperato, e la sabbia che modella la roccia più dura.
Una radice che fuorisce dalla roccia sta lì a raccontarci che non si tratta di magia, ma di una tenacia che supera le apparenze, che sfida le avversità, ci racconta che ogni esistenza va vissuta pienamente anche quando si capita nel posto sbagliato (un po’ come “il brutto anatroccolo”); arriverà il giorno in cui una frana, una tempesta o più semplicemente la vecchiaia farà precipitare fra le onde questi pini, forse pochi se ne accorgeranno e la loro presenza sarà presto dimenticata, ma la mia ammirazione ed il mio grazie per loro non verrà mai meno e questa foto me lo ricorderà.
Buona visione con la cartolina di marzo di Maupanphoto.com

cartolina

 

Feb.2019 Non sempre, ma a volte capita, che parti la mattina di buon ora con bei propositi, arrivato sul posto constati che il tempo non è proprio quello che ti aspettavi e le condizioni per un motivo o per l’altro non sono a tuo favore, l’esperienza ti fa capire che non puoi raggiungere la meta prefissata ed allora devi improvvisare, improvvisare un nuovo itinerario, ma non avendo le ali in montagna non è che puoi andare dove vuoi, così apri la cartina (mai partire per una gita senza una cartina anche in posti che credi di conoscere benissimo!!!) e provi ad immaginarti un nuovo percorso, e vagando con lo sguardo e con le dita sulla mappa scopri un nome buffo: Cima dei Coppi, mai sentita, che sarà mai?
“Effettivamente si potrebbe passare per di qua, poi per di là, salire la cima, poi tornare per quella cresta e passando alle spalle del monte intercettare quella sterrata, per poi tornare sul tratto iniziale e chiudere l’anello; si la quota del monte è poco significativa, poco il dislivello, ma vista la mala parata meglio che niente!”
Così ti metti in cammino…
“Però certo che la neve caduta di recente rende tutto così suggestivo e magico, anche questi campi così spogli che belli! e quella bella formazione cos’è? Ma dai, hai capito che bello il versante sud di Cima dei Coppi, chi se lo sarebbe mai aspettato con tutte quelle fascie rocciose e articolate.”
Con un po’ di difficoltà (che rende molto più “saporita” la gita) a trovare il percorso migliore tra l’abbondante neve seguo una crestina molto pittoresca che mi porta sulla cima formata da due cucuzzoli che in effetti ricordano due coppe rovesciate, e d’improvviso si apre di fronte a me un panorama meraviglioso: niente cime importanti, niente spettacolari pareti o dirupi, niente orizzonti lontanissimi, eppure c’è un incanto che ti prende, ti circonda, ti sembra di avvertire il “respiro” dell’Inverno, ed allora comprendi che è proprio vero che la bellezza, mi riferisco a quella senza tempo, metafisica, ma di cui comunque tanto abbiamo bisogno, non è un assoluto ma una condizione, una condizione che non puoi premeditare, che viene da fuori ma che ti può pervadere se sei in ascolto; e ti viene da dire …Grazie…anche se non sai a chi.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com

cartolina

 

Gen.2019 C’è una bellissima poesia di Edith Nesbit, The things that matter, che mi viene in mente ogni volta che durante le mie escursioni incontro ruderi a testimonianza di una passata presenza umana, che sia un vecchio ricovero pastorale, un antico casale, una rocca medioevale o un antico villaggio come in questo caso (il borgo medioevale di Tolfa Nuova), queste pietre più o meno sparse mi rammentano che per quanto accumuliamo nella nostra vita non potremo portare nulla con noi dopo la morte, tantomeno quel che lasceremo, per quanto “solido e ben costruito”, sarà destinato a durare a lungo, tutto lentamente tornerà alla terra sia in senso metaforico che reale e ovviamente, prima di tutto, il nostro corpo; e allora come nella poesia della Nesbit mi domando cosa resterà di tutto ciò che ho imparato, se sia più importante conoscere una ricetta per dei buoni biscotti o la Divina Commedia, se sia più importante aver visitato Parigi o i vicoli di un paese di cui non ricordi neppure il nome, sapere perché un aereo può volare nel cielo o dove preferisce posarsi il pettirosso nel mio giardino, se sia più giusto investire il tuo tempo per cercare di far carriera a lavoro o nel perseguire le tue passioni anche se non ti portano denaro, …
In effetti non sono vere e proprie domande quanto dubbi che tornano a galla ogni volta, eppure queste struggenti rovine non mi mettono tristezza, al contrario mi infondono un senso di pace, mi testimoniano che alla fine ci sarà sempre una specie di “redenzione universale”, la livella di cui parlava così argutamente Totò, e mi spingono ad essere più umile (una parola oggi così desueta!).
Buona visione con Maupanphoto.com

cartolina

 

Dic.2018 Sempre più spesso mi capita di vedere mentre cammino per strada, sono in fila ad un semaforo nell’auto, sono dentro la metro…persone chine con lo sguardo sul loro telefonino, è paradossale che proprio oggi che siamo sempre più accompagnati nella nostra vita quotidiana da mille applicazioni e servizi che ci dovrebbero connettere più facilmente con gli altri, in gergo chiamati social, siamo in realtà sempre più distaccati dalla realtà che ci circonda, sempre meno socializzanti con le persone che incontriamo per strada, sui mezzi pubblici, siamo sempre più chiusi nella nostra “cabina telefonica”, come se il mondo dovesse per forza passare di lì; ma quello che mi spaventa veramente tanto è vedere i bambini/ragazzi delle elementari e delle medie camminare con il telefonino in mano, come a dovere esser sempre pronti a rispondere, a ciattare, assai più logico sarebbe tenere il cellulare nello zaino, nella cartella, al più in tasca, ma questo comporterebbe magari di perdere l’attimo!
Ma se anche un bambino perde la capacità e la curiosità di guardarsi attorno, di relazionarsi con la “strada”…grande maestra di vita…come crescerà? Come crescerà se la realtà gli verrà sempre più filtrata attraverso degli strumenti artificiali invece che con i suoi occhi, con i suoi piedi, con la sua pelle; vorrei tanto che le mie foto risvegliassero questa curiosità a guardarsi attorno, a scoprire le cose semplici ma ricche di emozioni che ci circondano, a scoprire che non c’è bisogno di stare per forza di fronte alle Cascate del Niagara, al concerto del nostro cantante preferito, o sul grattacielo più alto di New York per stupirsi, ma che ci si può meravigliare anche del più piccolo fiore che sboccia in una crepa dell’asfalto, e capire che per vedere con gli occhi bisogna prima liberare la mente!
Buona visione e Buon Natale da Maupanphoto.com

cartolina

 

Nov.2018 Se andate a cercare tra le guide o le cartine le Fiamme di Falasca non le troverete, eppure sono lì in bella mostra nella cartolina di Novembre su Maupanphoto, questo perché buttandomi in questa avventura dell’archivio fotografico mi accorsi ben presto di quanti luoghi, e non sto parlando di piccoli angoli di natura, ma di monti, valli o spettacolari formazioni rocciose come questa, non trovassero alcun nome sulle cartine topografiche (un discorso a parte va fatto per le pareti dove si sviluppano vie di roccia, dove il nome viene quasi sempre riportato sulle guide specialistiche), e non sempre aiuta contattare i locali che, come ho avuto modo di sperimentare, spesso attribuiscono nomi differenti allo stesso posto.
Così avendo la necessità per i fini stessi dell’archivio, ma anche perché dare un nome ad una cosa significa rivestirla di maggiore personalità, mi son trovato e mi trovo spesso a dovere attribuire un nome ad una certo luogo geografico, cerco di farlo allora con molta umiltà e col “minor male possibile” oserei dire, cioè cercando un riferimento noto che sia il più vicino possibile combinato con un appellativo riferito ovviamente alle caratteristiche del luogo; in questo caso Falasca è preso dal nome della marcata forcella che si trova al termine di questa bellissima cresta rocciosa (derivato forse da un tipo di paglia: il falasco, utilizzata per fare sedie o fasciare fiaschi e damigiane, o ancora dal nome di una popolazione originaria del centro Italia: i Falisci), mentre Fiamme…bè è abbastanza ovvio!
Buona visione su Maupanphoto.com