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Maupan Photo

cartolina

 

Feb.2019 Non sempre, ma a volte capita, che parti la mattina di buon ora con bei propositi, arrivato sul posto constati che il tempo non è proprio quello che ti aspettavi e le condizioni per un motivo o per l’altro non sono a tuo favore, l’esperienza ti fa capire che non puoi raggiungere la meta prefissata ed allora devi improvvisare, improvvisare un nuovo itinerario, ma non avendo le ali in montagna non è che puoi andare dove vuoi, così apri la cartina (mai partire per una gita senza una cartina anche in posti che credi di conoscere benissimo!!!) e provi ad immaginarti un nuovo percorso, e vagando con lo sguardo e con le dita sulla mappa scopri un nome buffo: Cima dei Coppi, mai sentita, che sarà mai?
“Effettivamente si potrebbe passare per di qua, poi per di là, salire la cima, poi tornare per quella cresta e passando alle spalle del monte intercettare quella sterrata, per poi tornare sul tratto iniziale e chiudere l’anello; si la quota del monte è poco significativa, poco il dislivello, ma vista la mala parata meglio che niente!”
Così ti metti in cammino…
“Però certo che la neve caduta di recente rende tutto così suggestivo e magico, anche questi campi così spogli che belli! e quella bella formazione cos’è? Ma dai, hai capito che bello il versante sud di Cima dei Coppi, chi se lo sarebbe mai aspettato con tutte quelle fascie rocciose e articolate.”
Con un po’ di difficoltà (che rende molto più “saporita” la gita) a trovare il percorso migliore tra l’abbondante neve seguo una crestina molto pittoresca che mi porta sulla cima formata da due cucuzzoli che in effetti ricordano due coppe rovesciate, e d’improvviso si apre di fronte a me un panorama meraviglioso: niente cime importanti, niente spettacolari pareti o dirupi, niente orizzonti lontanissimi, eppure c’è un incanto che ti prende, ti circonda, ti sembra di avvertire il “respiro” dell’Inverno, ed allora comprendi che è proprio vero che la bellezza, mi riferisco a quella senza tempo, metafisica, ma di cui comunque tanto abbiamo bisogno, non è un assoluto ma una condizione, una condizione che non puoi premeditare, che viene da fuori ma che ti può pervadere se sei in ascolto; e ti viene da dire …Grazie…anche se non sai a chi.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com