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Cartolina Gen.2021 Metti un ometto per amico
Non mi ricordo di aver mai visto un ometto “fuori posto”, per chi fosse a digiuno di montagna gli ometti sono quei cumuli di pietre, alti da pochi centimetri a più di un metro, che si pongono lungo un percorso per segnalarlo; perché un ometto essendo fatto sempre da pietre raccolte sul posto è in naturale armonia col paesaggio circostante, nonostante ci rendiamo conto che è un manufatto artificiale siamo inclini sempre a vederlo di buon occhio, persino a volte meglio di certi bolli di vernice mal posti che finiscono per imbrattare il paesaggio ancor prima di segnalare il sentiero.
L’ometto è discreto per sua natura anche quando è voluminoso, ci infonde subito un senso di sicurezza di tranquillità, non ci indica solo la strada ci fa anche sentire…meno soli, ed in montagna anche quando si cerca la solitudine, il silenzio, la selvaticità, vi assicuro non fa mai male; mi basta anche solo vedere una foto con un ometto, e mi tornano alla memoria tante situazioni in cui un ometto mi ha sollevato dalla preoccupazione per aver perso un sentiero o peggio di vagare alla cieca nella nebbia.
Ogni bravo escursionista che si avventura su percorsi non segnalati dai bolli di vernice dovrebbe sempre “rinforzare” o costruire ex novo degli ometti lungo il percorso per chi verrà dopo di lui, che in caso di nebbia possono risultare fondamentali anche solo per tornare sui propri passi.
Con certi ometti poi si instaura quasi un rapporto di amicizia, come quello della foto, perché tornando su quel monte ti aspetti di ritrovarlo lì, magari vedere se nel frattempo è cambiato qualcosa, e comunque ti verrebbe quasi da dirgli: “Eccomi, son tornato, sono io, ti ricordi di me?”.
E come sempre buona visione con la cartolina di Gennaio su Maupanphoto.com