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Maupan Photo

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cartolina

 

Set.2019 LUCE NEL BUIO
C’è troppa luce nelle nostre giornate, c’è troppa luce nella nostra vita, e detto da un appassionato di fotografia potrebbe sembrare un’affermazione ancora più assurda di quanto già non appaia di primo istinto, ma la luce a cui mi riferisco io non è quella del Sole, della Luna (che poi è sempre del Sole!), delle stelle, del fuoco, bensì la luce artificiale che ci siamo creati per fuggire il buio.
Proviamo a pensare alla nostra giornata, quanta luce artificiale c’è?
O meglio, quanti momenti della nostra giornata passiamo senza essere accompagnati dalla luce artificiale?
Non è una riflessione banale e basta incappare in un blackout elettrico serale anche solo di poche ore per sperimentare un senso di smarrimento, di frustrazione, di impotenza; siamo così abituati a coabitare con la luce artificiale che la sua assenza ci deprime, ci mette a disagio, noi crediamo di conoscere il nostro ambiente ma in realtà ci accorgiamo del contrario proprio quando va via la luce ed ogni movimento diventa misurato e va ragionato.
Eppure se si vince lo smarrimento iniziale è un’esperienza bellissima camminare o semplicemente guardarsi intorno con l’aiuto della sola luce naturale, non esiste notte completamente buia (l’unico buoi assoluto si sperimenta in grotta), e bastano veramente pochi minuti per riappropriarsi di un contatto profondo con il territorio che ci circonda, di cui spesso “accecati” dalla luce artificiale abbiamo solo una visione superficiale; ed in questa impresa non siamo soli ma ci vengono in aiuto i nostri sensi, che messi alla prova ci sorprenderanno con le capacità acquisite in milioni di anni di evoluzione.
Non ce l’ho ovviamente con la luce artificiale che anzi mi sta aiutando a scrivere queste poche righe, ma sia la fotografia che la montagna mi hanno insegnato l’importanza del buio, delle ombre, mi hanno insegnato che c’è luce anche quando noi diamo per scontato che non ci sia, ma bisogna avere occhi (è proprio il caso di dirlo) per guardarla!
Passare una notte in montagna, lontano dalla civiltà e dai cavi elettrici (e lasciando la torcia elettrica spenta), non solo ci farà scoprire uno splendido cielo stellato, ma ci farà riappropriare dei nostri sensi, sperimentando una serenità interiore che nessuna luce artificiale può donarci; diamo un po’ di spazio al buio e scopriremo poi…che buio non è!
Buona visione con la cartolina di Settembre su Maupanphoto.com

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Ago.2019 LA VETRINA DEL PASTICCIERE
A tutti sarà capitato di passare davanti alla vetrina di una pasticceria (anche ai meno golosi) e di soffermarsi a guardare delle colorate torte o pasticcini, ed immaginare quale dovesse essere il loro sapore, di cui lo sguardo sembrava già darci un assaggio senza però soddisfarci del tutto (questo vale solo per i golosi! ), ecco una bella fotografia di paesaggio (ma il discorso ben si adatta anche ad altri generi), è un po’ come quella vetrina, ci racconta, ci mostra, sollecita delle nostre emozioni coinvolgendoci fin’anche nel profondo ma…ma sappiamo che tra noi e quella realtà c’è un vetro, c’è un filtro, e che per quanto corra la nostra immaginazione non potrà mai superarlo.
Bisogna entrare nel negozio ed assaggiarla la torta per gustarne il suo sapore, per scoprirlo e lasciarsi anche sorprendere da un sapore inatteso, così nacque l’idea del sito e dell’archivio fotografico: una finestra aperta sul paesaggio naturale, una finestra che fosse un viatico, un incoraggiamento a mettersi in cammino e scoprire la “Terra che ci nutre e ci sostiene” e che così spesso ignoriamo; la foto allora diventa un biglietto d’ingresso per uno spettacolo assai più grande, così magnifico e sorprendente che nessun fotografo per quanto bravo potrà mai rappresentare.
E la cartolina di questo mese è un biglietto d’ingresso per l’Alta Valle di Taranta in Majella, è un luogo magico con un fascino particolare, ed ogni volta che la percorro o guardo una sua foto mi ritorna in mente la prima impressione che ebbi nel trovarmi al centro della valle: quella di una grande arena circondata da tribune (gli spalti rocciosi), e mi ricordo che pensai subito al Circo Massimo su cui si affacciano le terrazze del Palatino, ed io condottiero di una silenziosa quadriga.
Lo so, nella foto tutto questo non si vede, non si sentono le folle applaudire il vincitore della corsa, eppure forse un eco lontano sopravvive, un invito ad aprire la porta ed entrare…
Buona visione con la cartolina di agosto su Maupanphoto.com

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Lug.2019 LA FOTO MANCATA
Un tempo guardavo questa foto con un pizzico di amarezza e l’avrei definita una “foto mancata” (e se avrete pazienza vi spiegherò perché), oggi che la guardo con un occhio diverso mi infonde invece vivacità, serenità, e la definirei un “inno alla gioia”; così, senza volerlo, mi accorgo che se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, sono anche e altrettanto lo specchio del nostro cambiamento, di come guardiamo il mondo che ci circonda e le cose che ci capitano.
Mi trovavo sul Gran Sentiero delle Orobie (un trekking di parecchi giorni) e mi ricordo che dopo pranzo ero in procinto di risalire un lungo canale che mi avrebbe portato a scavalcare una forcella per ridiscendere al rifugio dove avrei passato la notte, nuvole nere si addensavano nel cielo lasciando presagire che prima o poi il temporale estivo sarebbe arrivato, quindi ripresi il cammino sperando che mi desse almeno il tempo di completare la salita, fui ascoltato ed infatti appena scavalcata la forcella arrivò il temporale, mi bagnai ben poco perché riuscii velocemente a ripararmi in una vecchia baita che era poco distante, dove mi liberai di zaino e borsa fotografica, e quando smise di piovere uscii per godermi il paesaggio e l’atmosfera tipica di “passato il temporale”.
Mentre mi coccolavo in questa situazione il Sole squarciò le nuvole ed un magnifico e completo arcobaleno che formava un colorato ponte sulla valle si formò davanti ai miei occhi, era…bellissimo e così intenso che rimasi per qualche secondo quasi intontito a guardarlo, poi mi ricordo che pensai “cavolo ma questa foto spacca!”, mi precipitai nella baita a riprendere la macchina fotografica, riuscii e…era sparito, tanto era stato bello quanto fugace.
Mi rimproverai pensando che un bravo fotografo non dovrebbe mai lasciare il suo strumento, anche se sapevo che la stanchezza ed il rilassamento del momento erano valide giustificazioni, fatto sta che nel tempo questa foto è rimasta a lungo per me l’emblema della “foto mancata”, averla persa mi faceva sentire meno ricco, una freccia in meno nella mia faretra di super-fotografie, allora pensavo ancora di poter diventare un fotografo professionista ed una foto strabiliante potesse cambiare le persone.
Oggi con i sofisticati software di post-produzione non sarebbe difficile aggiungere un arcobaleno, e so che molti fotografi lo farebbero pensando “in fondo fino ad un attimo prima c’era per davvero”, non è certamente da me, mi sentirei d’ingannare non solo gli spettatori ma anche la Natura che tante volte mi ha regalato al contrario foto inaspettate, inimmaginate, tradirei la mia modesta missione di ambasciatore delle sue bellezze, ed un arcobaleno “sparito” è una di queste, anche se capisco che non può essere visto ma solo vissuto.
Ma c’è qualcosa in più: oggi mi rendo conto che se anche avessi colto quell’attimo ed impressionato l’arcobaleno sulla pellicola… non sarei più ricco, non sarei lo stesso diventato un professionista, ed anche una foto speciale, di quelle che riempiono di stupore, non è sufficiente a cambiare le persone (inteso come maggiore sensibilizzazione nei confronti del mondo che ci circonda); si certo una bella foto dice molto e può far riflettere, ma il cambiamento dipende poi da chi la guarda perché...“Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi” (Antoine De Saint-Exupery).
Buona visione con la cartolina di luglio su Maupanphoto.com

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Giu.2019 Tra terra e cielo… ogni amante della montagna prima o poi ci finisce, prima o poi ci finisce per perdersi con lo sguardo e con la mente in questa linea di confine, in questo trampolino di lancio verso un’altra dimensione…che si avverte ma non si raggiunge, ma che proprio lì ti sembra così vicina; è un orizzonte non tanto per gli occhi quanto per la mente, che ti affascina, ti ipnotizza, ma che ti incute anche un po’ di timore perché avverti che è una via senza ritorno, una liberazione si dai nostri affanni ma anche dalle nostre piccole sicurezze.
Buona visione con la cartolina di giugno su Maupanphoto.com

World Press Photo 2019
minia mostra
mostra fotografica al Palazzo delle Esposizioni
25 aprile / 26 maggio 2019

La mostra del World Press Photo 2019 si tiene anche quest'anno a Roma in prima assoluta italiana presso il Palazzo delle Esposizioni.
Dal 1955 il Premio World Press Photo, uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo, premia ogni anno diversi fotografi professionisti per i loro migliori scatti - presentati come singoli o come racconti - contribuendo così a costruire la storia del miglior giornalismo visivo mondiale.
L'esposizione nel suo insieme rappresenta un documento storico che permette di rivivere le storie che caratterizzano la contemporaneità nelle sue molteplici sfaccettature. Il suo carattere internazionale e le migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche, per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.
Quest'anno, il concorso ha visto la partecipazione di 4,783 fotografi da 129 paesi diversi che hanno presentato un totale di 78,801 immagini; una giuria indipendente composta, con un numero eguale di uomini e donne, da esperti del settore e presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente Visuals e Immersive Experiences presso National Geographic, ha selezionato anche quest'anno i partecipanti al World Press Photo Contest 2019. (estratto da: https://www.palazzoesposizioni.it/mostra/world-press-photo-2019)


Palazzo delle Esposizioni - Roma
Via Nazionale, 194
Info line 06.39967500
Orari: mar.mer.gio.dom. 10,00/20,00 - ven.sab. 10,00/22,30 - lun.chiuso

minia mostra "Mondo Perduto" Paolo Di Paolo / Fotografie 1954-1968
mostra fotografica al Museo MAXXI di Roma
17 aprile / 30 giugno 2019

È stato il fotografo più amato de Il Mondo di Pannunzio, dove in 14 anni ha pubblicato 573 foto, con reportage dall’Italia e dal mondo. Ha ritratto divi del cinema, scrittori, artisti, nobiltà e gente comune. Ha percorso le coste italiane con Pier Paolo Pasolini raccontando le vacanze degli italiani.
È Paolo Di Paolo (Larino, Molise, classe 1925), straordinario cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che ha saputo raccontare con delicatezza, rigore e sapienza il Paese che rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale.
Tra le sue foto, riscoperte dopo più di cinquant’anni di oblio, quelle di Pier Paolo Pasolini al Monte dei Cocci a Roma, Tennesse Williams in spiaggia con il cane, Anna Magnani con il figlio sulla spiaggia del Circeo, Kim Novak che stira in camera al Grand Hotel, Sofia Loren che scherza con Marcello Mastroianni negli studi di Cinecittà. E poi una famiglia per la prima volta di fronte al mare di Rimini e i volti affranti del popolo ai funerali di Palmiro Togliatti.
(estratto da: https://www.maxxi.art/events/paolo-di-paolo-mondo-perduto/)


Museo MAXXI - Spazio Extra MAXXI
Via Guido Reni 4A - Roma
Info line 892234
Orari: tutti i giorni tranne il lunedì 11,00/19,00

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Mag.2019 “Il Brutto Anatroccolo” è stata una delle prime foto che ho scattato con il medio formato (fotocamere analogiche che usavano, ormai credo ne siano rimaste pochissime in commercio, un formato della pellicola più grande del 35 mm.), è uno di quegli scatti in cui mi son sentito chiamato, senza cercarlo; mi ricordo che c’era un poco di vento ed il papavero si muoveva delicatamente da una parte all’altra rendendomi non poco difficile riuscire a bloccare il movimento (oggi con le fotocamere digitali basterebbe aumentare l’iso ed utilizzare un tempo più veloce, ma allora bisognava cercare un compromesso), ma nello stesso momento però mi suggeriva anche l’idea di una farfalla che si divertiva a svolazzare tra una spiga di grano e l’altra dicendomi: “Guarda come sono bella!”
È una foto a cui sono molto affezionato, ed ogni volta che la guardo mi ricorda che nella vita bisognerebbe cercare di essere “leggeri” senza perdere però la propria unicità, senza vergognarsi di quello che si è con tutti i pregi e difetti che ci portiamo addosso, ma nello stesso tempo nei confornti degli altri usare altrettanto rispetto ricordandosi che quello che a prima vista può sembrare un diverso, un fuori posto, in realtà potrebbe essere un’oppurtunità ed è sempre e comunque una ricchezza; mi accorgo che sempre più nella società odierna manca la “leggerezza” della farfalla così come quella del papavero, bisogna emergere a tutti i costi dal “campo di grano” e per farlo si va giù pesante, si spara grossa, offendendo e strillando, e non si comprende che togliere tutti i papaveri dal campo di grano sarebbe il più grosso errore che si può fare.
Buona visione con la cartolina di maggio su Maupanphoto.com

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Apr.2019 Credo che l’italiano sia una lingua straordinaria, sicuramente un po’ tutte le lingue lo sono e lascio ad altri più preparati fare una classifica degli idiomi più potenti ed efficaci ad esprimere il pensiero umano, ma ciò che voglio dire ora è che la duttilità, la plasticità della nostra lingua mi affascina e mi sorprende ogni giorno di più, è come avere una bacchetta magica fra le mani (o forse dovrei dire nella bocca!) con cui inventare sempre espressioni nuove usando parole vecchie, usate e riusate, ma non così fino a quel momento; non è quindi una questione di quantità di parole presenti nel dizionario, né una questione di quanti significati possa avere la stessa parola, bensì di quanto le parole di un linguaggio si prestino ad essere utilizzate in differenti contesti assumendo dei significati sempre nuovi, voglio dire che il sapiente uso delle parole gli dona nuova vita, le rigenera; quante volte ci è capitato di rimanere estasiati e sorpresi nel leggere una frase, dei versi, che esprimevano un concetto da noi già ben conosciuto ed espresso centinaia di volte ma non così incisivamente ed intimamente come fino a quel momento?
Ecco la mia riflessione di questo mese è sulla composizione, una parola già di per se potente per i suoi molteplici significati, tra cui appunto quello di composizione fotografica, ma che prendo in prestito per soffermamrmi su un concetto più trascendente che mi ha sempre interessato come fotografo paesaggista: credo infatti che non ci sia maestra migliore e più sapiente nell’arte della composizione della Natura, gli elementi che compongono il pianeta Terra, apparentemente finiti, vengono continuamente ricombinati insieme generando nuovi paesaggi, e per quanto la conoscenza mi abbia reso più preparato alle novità ogni volta ne rimango affascinato e non viene mai meno lo stupore, così che inizi a chiederti come potrà meravigliarti ancor di più di quanto abbia già fatto la volta successiva.
Ma la cartolina di aprile di Maupanphoto racconta anche un’altra cosa: che la Natura in questa sua continua opera di rimodellamento del paesaggio cerca un equilibrio, un equilibrio che non nasce dall’appiattimento ma dalla composizione delle diversità.
Buona visione su Maupanphoto.com

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Aggiornamento Mar.2019
Alla fine è arrivato il nuovo aggiornamento dell’Archivio fotografico del sito come ogni volta/anno superando nuove difficoltà, si perché ogni volta dico tra me e me “bene ho trovato il sistema più efficiente per fare l’aggiornamento” e puntualmente la volta dopo si aprono nuove prospettive o difficoltà che mi inducono a cambiare qualcosa; questa volta per esempio ho colto l’occasione per riprofilare tutte le foto dell’archivio (il profilo colore di una foto è quello che permettere al software del pc ma anche del browser che stiamo utilizzando di interpretare i colori di una foto digitale), ovviamente per cercare di migliorare i colori delle stesse, ho anche in parte modificato le dimensioni delle foto (già che c’ero!), e contemporaneamente ho riaggiornato completamente con nuove foto e un paio di nuovi album il Portfolio.
Con quest’ultimo aggiornamento l’Archivio ha superato la soglia dei 1000 eventi e delle 22.500 foto, tra cui si può come sempre navigare o con la ricerca testuale (in questo caso dai risultati si può passare poi alla visione del singolo evento/gita) oppure più intuitivamente con la ricerca per aree geografiche, con dei sottolivelli che restringono poi il campo di ricerca fino all’evento fotografico prescelto; ma al di là dei numeri il mio intento non è mai stato tanto quello documentaristico (che sicuramente migliora con l’accrescimento dell’archivio) quanto quello educativo: soffermarsi sulla lettura del paesaggio, dai grandi ai piccoli spazi, per coglierne la bellezza e l’importanza, con la speranza di nutrire gli occhi per nutrire lo spirito.
Per questo il sito è un invito a muoversi, a conoscere nuovi posti, e spero che la curiosità sia il vostro “motore di ricerca” tra le pagine del sito e vi aiuti a raggiungere con successo la vostra “meta”.
Per darvi un’idea sotto riporto l’elenco dei soli eventi dell’ultimo aggiornamento che riguarda tutto il 2018.
Buona navigazione su Maupanphoto.com

Monte Velino (non raggiunto) per il Canalone Sud / Monti del Velino
Monte Forcellone (2) per il Canale Nord-Ovest / Monti delle Mainarde
Monte di Mezzo (4) per il Fosso Rubiata / Monti della Laga
Monte Cacume per il Passo di Cerasole / Monti Lepini
Monte San Marcello e Serra Matarazzo per la Valle Lattara / Monti della Meta
Monte Magnola per Monte Cocurello e il Sasso / Monti del Velino
Pizzalto per il Versante Est / Monti della Majella
Monte Cagno per la Cresta Sud-Est / Monti di Campo Felice
Monte San Magno per la Cresta Sud / Costa sabauda
Monte Rotondo per il Canale di Lamata / Monti del Velino
Traversata della Provvidenza per la Sella dei Grilli / Monti del Gran Sasso Sud
Cima Lepri per il Fosso di Iaccio Porcelli / Monti della Laga
Monte del Papa e Timpa Scazzariddo per il Gavitone / Massiccio del Sirino
la Montea per la Cresta Sud-Est / Monti dell'Orsomarso
la Mula per Piano Casiglia / Monti dell'Orsomarso
Monte la Caccia per Serra la Croce / Monti dell'Orsomarso
Monte Faggeto per la Cresta Sud-Est / Monti Aurunci
Canalone Maiori (non completato) dallo Chalet del Sirente / Monti del Sirente
Colle Bellavista e di Mastro Cosimo per Serra le Tre Finestre / Monti del Matese
Monte Miletto per il Fondacone / Monti del Matese
Gole del Serra (non completate) da Rocca San Zenone / Monti della Valnerina
Tre Confini e i Monti di Pratolungo per il Vallone Scopinaro / Monti del Cornacchia
Spiagge e colori elbani percorsi vari / Arcipelago Toscano
Monte Capanne per la cresta di Monte Cenno / Arcipelago Toscano
Torre San Giovanni (San Piero in Campo) / Arcipelago Toscano
Cima del Monte + Castello del Volterraio dalla S.P. del Volterraio / Arcipelago Toscano
Monte San Bartolomeo da Pomonte / Arcipelago Toscano
Isola di Pianosa (Marina di Campo) / Arcipelago Toscano
Punta di Fetovaia da Fetovaia / Arcipelago Toscano
Miniere di Calamita (Capoliveri) / Arcipelago Toscano
Villa San Martino (Portoferraio) / Arcipelago Toscano
Sperone della Cavigliara e Monte Rotondo per Valle Canavine / Monti di Campo Felice
Monte Acuto e Alpe di Succiso per la Costaccia / Appennino Reggiano
Monte Cipolla e Prato per il Passone / Appennino Reggiano
Monte Lagoni e Libro Aperto per la Cresta Nord-Ovest / Appennino Modenese
Cima di Lago Vivo e Monte Altare per la Valle del Rio Torto / Monti della Meta
Monte Trascinone e Argatone per la Valle Franchitta / Monti Marsicani
Colle di Camporotondo e Serra del Campitello per la Valle Tasso / Monti Marsicani
Torre Diamantidi e Paion per la Ferrata dei Campanili / Dolomiti di Fiemme (Dolomiti)
Schenon del Latemar per Forcella Grande del Latemar / Dolomiti di Fiemme (Dolomiti)
Cima di Valsorda e Monte Agnello per Passo Feudo / Dolomiti di Fiemme (Dolomiti)
Sella del Ciampac per il Sentiero delle Pale Rabbiose / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Roda de Vael e Cima Sud-Ovest delle Coronelle per la Ferrata Masaré / Dolomiti di Garda e di Fassa
Passo Santner per la Ferrata Santner / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Catinaccio d'Antermoia per la Ferrata Ovest / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Molignon e Monte Pez per la Ferrata Laurenzi / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Denti di Terrarossa per la Ferrata Maximilian / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Anello del Sassolungo per Col de Mesdì / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Cima di Mezzo del Sassopiatto per la Ferrata Schuster / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Cima di Lausa per il Passo di Lausa / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Monte Spigolino e Corno alle Scale per il Cingio Sermidiano / Appennino Bolognese
Alpe Tre Potenze e Monte Gomito per la Valle Sestaione / Appennino Modenese
Reunion's coastlines, Isola di Reunion / Francia
Cilaos e Col du Taibit, Isola di Reunion / Francia
Bourg-Murat e Foret de Belouve, Isola di Reunion / Francia
Piton de la Fournaise, Isola di Reunion / Francia
Cirque de Mafate, Isola di Reunion / Francia
Hell-Bourg e Maison Folio, Isola di Reunion / Francia
Vanillerie e Cascades de St.Suzanne, Isola di Reunion / Francia
Whale watching a St.Gilles, Isola di Reunion / Francia
Saint Denis, Isola di Reunion / Francia
Monte Marrone e Mare per il Sentiero degli Alpini / Monti delle Mainarde
Serra Pantanella e Santa Maria per il Valico dello Scalone / Monti del Greco
Monte di Cambio (2) per il Rifugio Porcini / Monti Reatini
Cima Campi della Magnola per Monte Arso e delle Lenzuola / Monti del Velino
Monte Turchio per la Cresta Nord / Monti del Cornacchia
Monte Ginepro per la Valle Amara / Monti della Duchessa
Monte Agnello e Vermicano per il Passo del Diavolo / Monti Ernici
Monte Pietra Gentile e Macchia di Rose per il Vallone Bruciato / Monti Marsicani
Cima di Vallevona per la Cresta Sud-Est / Monti Carseolani

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Mar.2019 C’è una scogliera a picco sul mare a Baia Vignanotica in Puglia, è una falesia rocciosa, stratificata e verticale, di un bianco che appena esce un poco di sole diviene accecante, e su questa candida parete rocciosa ci sono due pini di d’Aleppo che non solo si sono permesi di germogliare, ma sono cresciuti alti e vigorosi, sicuramente non da meno dei loro fratelli che hanno scelto le più comode dune sabbiose e le colline retrostanti la vicina spiaggia; sono cresciuti a dispetto di tutto e di tutti, dove l’immaginazione stenta a credere, sfidando i gelidi venti orientali da cui non hanno la benché minima difesa, sfidando il sole accecante e le torride temperature estive che metterebbero a dura prova anche delle piante grasse, sfidando la salsedine che corrode l’acciaio più temperato, e la sabbia che modella la roccia più dura.
Una radice che fuorisce dalla roccia sta lì a raccontarci che non si tratta di magia, ma di una tenacia che supera le apparenze, che sfida le avversità, ci racconta che ogni esistenza va vissuta pienamente anche quando si capita nel posto sbagliato (un po’ come “il brutto anatroccolo”); arriverà il giorno in cui una frana, una tempesta o più semplicemente la vecchiaia farà precipitare fra le onde questi pini, forse pochi se ne accorgeranno e la loro presenza sarà presto dimenticata, ma la mia ammirazione ed il mio grazie per loro non verrà mai meno e questa foto me lo ricorderà.
Buona visione con la cartolina di marzo di Maupanphoto.com

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Feb.2019 Non sempre, ma a volte capita, che parti la mattina di buon ora con bei propositi, arrivato sul posto constati che il tempo non è proprio quello che ti aspettavi e le condizioni per un motivo o per l’altro non sono a tuo favore, l’esperienza ti fa capire che non puoi raggiungere la meta prefissata ed allora devi improvvisare, improvvisare un nuovo itinerario, ma non avendo le ali in montagna non è che puoi andare dove vuoi, così apri la cartina (mai partire per una gita senza una cartina anche in posti che credi di conoscere benissimo!!!) e provi ad immaginarti un nuovo percorso, e vagando con lo sguardo e con le dita sulla mappa scopri un nome buffo: Cima dei Coppi, mai sentita, che sarà mai?
“Effettivamente si potrebbe passare per di qua, poi per di là, salire la cima, poi tornare per quella cresta e passando alle spalle del monte intercettare quella sterrata, per poi tornare sul tratto iniziale e chiudere l’anello; si la quota del monte è poco significativa, poco il dislivello, ma vista la mala parata meglio che niente!”
Così ti metti in cammino…
“Però certo che la neve caduta di recente rende tutto così suggestivo e magico, anche questi campi così spogli che belli! e quella bella formazione cos’è? Ma dai, hai capito che bello il versante sud di Cima dei Coppi, chi se lo sarebbe mai aspettato con tutte quelle fascie rocciose e articolate.”
Con un po’ di difficoltà (che rende molto più “saporita” la gita) a trovare il percorso migliore tra l’abbondante neve seguo una crestina molto pittoresca che mi porta sulla cima formata da due cucuzzoli che in effetti ricordano due coppe rovesciate, e d’improvviso si apre di fronte a me un panorama meraviglioso: niente cime importanti, niente spettacolari pareti o dirupi, niente orizzonti lontanissimi, eppure c’è un incanto che ti prende, ti circonda, ti sembra di avvertire il “respiro” dell’Inverno, ed allora comprendi che è proprio vero che la bellezza, mi riferisco a quella senza tempo, metafisica, ma di cui comunque tanto abbiamo bisogno, non è un assoluto ma una condizione, una condizione che non puoi premeditare, che viene da fuori ma che ti può pervadere se sei in ascolto; e ti viene da dire …Grazie…anche se non sai a chi.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com