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- Scritto da Mauro

Mag.2019 “Il Brutto Anatroccolo” è stata una delle prime foto che ho scattato con il medio formato (fotocamere analogiche che usavano, ormai credo ne siano rimaste pochissime in commercio, un formato della pellicola più grande del 35 mm.), è uno di quegli scatti in cui mi son sentito chiamato, senza cercarlo; mi ricordo che c’era un poco di vento ed il papavero si muoveva delicatamente da una parte all’altra rendendomi non poco difficile riuscire a bloccare il movimento (oggi con le fotocamere digitali basterebbe aumentare l’iso ed utilizzare un tempo più veloce, ma allora bisognava cercare un compromesso), ma nello stesso momento però mi suggeriva anche l’idea di una farfalla che si divertiva a svolazzare tra una spiga di grano e l’altra dicendomi: “Guarda come sono bella!”
È una foto a cui sono molto affezionato, ed ogni volta che la guardo mi ricorda che nella vita bisognerebbe cercare di essere “leggeri” senza perdere però la propria unicità, senza vergognarsi di quello che si è con tutti i pregi e difetti che ci portiamo addosso, ma nello stesso tempo nei confornti degli altri usare altrettanto rispetto ricordandosi che quello che a prima vista può sembrare un diverso, un fuori posto, in realtà potrebbe essere un’oppurtunità ed è sempre e comunque una ricchezza; mi accorgo che sempre più nella società odierna manca la “leggerezza” della farfalla così come quella del papavero, bisogna emergere a tutti i costi dal “campo di grano” e per farlo si va giù pesante, si spara grossa, offendendo e strillando, e non si comprende che togliere tutti i papaveri dal campo di grano sarebbe il più grosso errore che si può fare.
Buona visione con la cartolina di maggio su Maupanphoto.com