Questo sito utilizza dei cookie tecnici e analitici prima parte, continuando con la navigazione l'utente accetta il loro utilizzo, per maggiori informazioni e conoscere come disabilitarne l'uso consulta l'informativa estesa.

Maupan Photo

Informativa estesa

cartolina

 

Cartolina Ago.2023 Un rifugio è per sempre

Mi sono sempre chiesto perché il rifugio ispiri tanto affetto e suggestione per gli amanti della montagna, siano essi alpinisti, sciatori, escursionisti o altro, perché sentiamo un trasporto particolare avvicinandosi ad esso e poi soggiornando presso di lui (è facile sperimentare infatti che se lo visitiamo solo di passaggio, ed ancor più se è molto affollato, non ci lascerà particolari emozioni o se non altro durature).
Sarebbe troppo facile dire per la bella posizione, il bel panorama, perché rappresenta un luogo sicuro in cui ci sentiamo protetti dalle avversità del tempo lontani da casa, od anche perché quando si cammina parecchie ore e si fatica poi si apprezzano di più quelle comodità, quei servizi, quel cibo che offre e che nella vita di ogni giorno, nella casa di ogni giorno, diamo per scontato.
Tutto questo in parte è vero ma credo ci sia qualcosa di più, credo che per quanto ci piaccia girare per le montagne, visitare nuovi luoghi e salire nuove cime, una parte di noi invece vorrebbe fermarsi, vorrebbe trovare un porto sicuro dove buttare l’ancora; in tutti noi, anche nelle persone più desiderose di viaggiare, di conoscere nuovi luoghi e culture, c’è una parte più interna (potremmo anche chiamarla anima) che vorrebbe invece fermarsi, per concentrarsi di più su quello che c’è dentro di noi invece di preoccuparsi sempre di ciò che c’è fuori.
E quanto più il rifugio è isolato, lontano dalle nostre strade abitudinarie (che ci ricondurrebbero inevitabilmente al tram tram quotidiano), quanto più è accogliente e ben tenuto, così da farci sentire il “profumo” di casa ma senza esserlo, quanto più vi arriviamo dopo un’escursione che ci ha regalato grandi soddisfazioni ed emozioni (il viaggio di ognuno), quanto più è poco affollato così da farci sentire non dei semplici clienti ma dei protagonisti della casa, tanto più il rifugio finisce per incarnare quel porto sicuro in cui fermarsi.
Senza volerlo nel momento in cui posiamo lo zaino scarichiamo anche la tensione di un giorno, si fermano le nostre gambe ma si ferma anche il nostro io interiore, la nostra anima, che trova nel rifugio quella calma, quella pace che andava cercando, ed anche se sappiamo che il giorno dopo ci rimetteremo in viaggio quella sensazione di “essere arrivati” permarrà in noi, la associeremo a quel rifugio e poi a quelli che seguiranno, ma…a differenza di tante altre sensazioni che perdono d’intensità con la frequenza, questa forte suggestione non verrà mai meno, e lasceremo il cuore in uno, cento, mille rifugi.
Buona visione con la cartolina di Agosto su Maupanphoto.com