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Aggiornamento Archivio Mar.2017 Credo che in parte il mio amore per la natura sia nato fin da bambino, quando passavo le ore ad ascoltare (…e riascoltare!) le Fiabe Sonore di Fabbri Editore, quelle di “A mille ce n’è…” per intendersi; rimanevo incantato da quelle storie, ma anche dalle voci e dai disegni sui libri che accompagnavano i 45 giri, si può dire che abbia imparato a leggere su quei libri (non me ne abbiano i miei maestri!), ma forse ancor di più abbia imparato un profondo rispetto ed ammirazione per quella natura che non faceva semplicemente da sfondo alle storie umane ma che diveniva essa stessa protagonista o compagna, prendendo la voce di un pesciolino d’oro o di un cigno, o fornendo la chiave, l’insegnamento, per risolvere la sofferenza in cui l’uomo si veniva a trovare; il fatto che fossero storie di fantasia passava in secondo piano, quello che rimaneva nella mia mente di bambino era l’indicazione di una strada, di un approccio alla vita.
Così ancora oggi da adulto sono alla ricerca di quei boschi incantati, di castelli stregati, di rocche inaccessibili, di gole oscure, e anche se so che non incontrerò mai un pesciolino d’oro che esaudisca i miei desideri la magia della natura continua a manifestarsi in ogni mia uscita, tutt’altro che immaginaria ma reale e viva intorno a me; io la racconto, o almeno ci provo, con le mie foto, che sia la Spiaggia del Marcellino, l’Affondatore di Vallivona o le Gole del Sammaro, c’è un po’ di quelle vecchie fiabe in tutte queste mie avventure.