Passate di qua per conoscere le novità sul sito o iniziative collegate alla fotografia che prendo occasione di consigliare (limitatamente alla città di Roma), quali: mostre, escursioni fotografiche o proiezioni; trovate in questa sezione anche i commenti e le riflessioni che scrivo prendendo spunto dalla cartolina che pubblico ogni mese sulla home-page del sito e che, a mio avviso, contribuiscono molto meglio di un asettico profilo a raccontare la mia fotografia e chi sono.

9 Ottobre 2026 / La Storia Infinita
(Serata al CAI di Foggia per la presentazione del sito e della nuova pagina Sipario) 📌 RINVIATO
Mi fa sempre molto piacere avere la possibilità di parlare di fotografia e del mio sito, così ho accolto con entusiasmo l'offerta di un mio amico di presentare Maupanphoto presso la sede della sezione CAI di Foggia, sarà anche l'occasione per parlare dell'ultima nata tra le pagine del sito, ovvero SIPARIO ed il canale YouTube ad essa collegato; per chi fosse interessato tutte le info sono in locandina, l’ingresso è gratuito e l’invito è rivolto come sempre a tutti.

Cartolina Ott.2026 Mezzo sorriso
Scorro le foto tra cui scegliere la cartolina del mese, sono fortunato per ottobre (ricordo che la cartolina viene sempre scelta tra le foto scattate proprio nel mese corrispondente) perché ne trovo subito di carine, di bell’impatto visivo, ma manca qualcosa, non scatta la vocina interiore, poi arriva lei: “Quattro chiacchere vista mare”, e capisco subito che sarà la prescelta.
Ogni volta che guardo una mia foto mi tornano alla mente tante cose: prima di tutto il contesto in cui fu scattata, spesso i momenti prima e dopo lo scatto, la fatica o le difficoltà incontrate in quella gita, ravviva in me certe emozioni tipiche dell’andare per monti, di stare nella natura, può capitare che associ allo scatto anche degli aneddoti, e “Quattro chiacchere” ha certamente tutte queste caratteristiche, ma ne ha una in più: è contagiosa, caratteristica rara.
Non posso fare a meno di guardarla e di accennare un sorriso più o meno velato, non posso fare a meno di guardarla e di capire che la vita con i suoi alti e bassi va presa anche con una buona dose di spensieratezza, per non correre il pericolo di chiudersi in se stessi o peggio, di avercela col mondo intero; nella foto c’è un bel panorama, una bella prospettiva, dei colori forti, un’inquadratura insolita, ma ciò che veramente mi coinvolge è quel mezzo sorriso del ragazzo, mezzo proprio perché il soggetto è di profilo, eppure così pieno, così completo, che non lascia dubbi che ogni tanto vale la pena fare quattro chiacchere… a precipizio sul mare!
Buona visione con la cartolina di Ottobre su Maupanphoto.com

Cartolina Set.2026 La Collana di Zaffiri
Fino a non tanti anni fa, quando si andava in vacanza, che fosse al mare o in montagna, c’era un momento ben importante, in genere una specie di rito collettivo in cui ci si riuniva tutti attorno al tavolo di un bar o altro: la scrittura delle cartoline.
Oggi parlarne sembra quasi ridicolo, ma allora mi ricordo (inizialmente ero solo un bambino) era un passaggio quasi obbligatorio della villeggiatura, bisognava decidere a chi mandare i saluti e cosa scrivere, ed a volte si suddividevano i compiti in famiglia a seconda di chi fosse il destinatario, non potevano mancare i parenti più stretti a cui in genere si mandava giusto dei saluti canonici, molto sintetici e formali, ma poi c’erano gli amici, e lì la situazione si complicava un po’ perché non potevi cavartela con frasi di circostanza, una “bella cartolina” serviva a far capire al destinatario che era una persona importante per te.
È così dovevi riuscire a concentrare in poche parole, fatti, emozioni, luoghi; allora cercavi l’ispirazione, altre volte la battuta con cui cavartela con poche righe, altre volte ti veniva da scrivere così tante cose che la scrittura partiva grande e poi diveniva sempre più piccola, e si contorceva negli angoli più marginali della cartolina; ed infine bisognava lasciare lo spazio per le firme, si faceva girare la cartolina e tutti firmavano, ma l’atto finale d’imbucarle nella cassetta postale… quello doveva spettare a me, il più piccolo!
Allora ho pensato che è curioso, che oggi che le cartoline sono passate di moda, a più di cinquant’anni di distanza io mi ritrovi nuovamente a scrivere cartoline, forse di un genere diverso, ma sempre in fondo con la stessa motivazione, direi lo stesso stile: condividere con gli altri un momento importante, una vista importante del mio cammino, accompagnandola con poche parole, quelle giuste spero, per far comprendere l’importanza del nostro sguardo nell’accostarsi alla vita intorno a noi, uno sguardo che non può essere superficiale, bensì profondo, rispettoso, galante, come il mare di questa foto che si avvicina alla terra offrendole una collana di zaffiri.
Buona visione con la cartolina di Settembre su Maupanphoto.com

Cartolina Ago.2026 Val di Panico
Ho camminato tanto, salito tante cime e visto tanti orizzonti, e poi alla fine per cosa?
Per giungere fino a qui, fermarmi su questi prati al centro di questa valle alpina e… il cielo si è coperto, mi sono fermato senza alcuna possibilità di riparo e di scampo dall’imminente temporale estivo: in un solo quarto d’ora la pioggia è venuta, forte, poi è andata via lasciando una tavolozza azzurra sopra di me; mi sono fermato ad asciugarmi, allora è stata un’esplosione di profumi, colori, suoni, le farfalle (uscite chissà da dove?) hanno iniziato ad assembrarsi sui fiori, una brezza ha piegato dolcemente le spighe dorate della sesleria, i lamponi hanno sfoggiato il loro rosso più acceso, un gheppio ha iniziato a volteggiare a “spirito santo” nel cielo, mentre uno stormo di gracchi è volato via… gracchiando.
L’erba grassa e verde ricopre i pendii e scopri che gli alberi che si spingono più in alto, generalmente si trovano sotto delle fasce rocciose, dove la neve non riesce ad accumularsi e slavinare.
Il sole mi bacia e forse è tempo di andare, forse chissà un’altra volta, un’altra volta ancora avrò il privilegio di assaporare tante pace e serenità.
Buona visione con la cartolina di Agosto su Maupanphoto.com

Lug.2026 Sipario
Si aggiunge oggi un nuovo tassello al progetto Maupanphoto: la pagina del Sipario, una pagina pensata fin dall’inizio del progetto per dare spazio a dei momenti di puro relax, non finalizzati necessariamente alla conoscenza di un luogo ma semmai alla percezione di nuove sensazioni, nuove atmosfere; la pagina è una raccolta di slideshow, si rifà quindi ai tempi dell’analogico e alla mia passione per le diapositive, quando il coronamento di un viaggio, di un trekking, era la serata in cui s’invitava gli amici per un momento conviviale con la proiezione delle dia.
L’immagine grande sullo schermo, i colori vivaci, e quella luce che sembrava uscire dallo schermo riflettente creava una sensazione molto più forte, più coinvolgente rispetto alle fotografie; ma per quanto col tempo anche i proiettori analogici si fossero evoluti (con dissolvenza incrociata e sincronia della musica abbinata), l’avvento del digitale ha spalancato in questo campo un mondo di nuove possibilità, e se nulla può sostituire una bella immagine di partenza, ora si può veramente con quell’immagine dare spazio alla fantasia, e coinvolgere lo spettatore ancor di più nella visione (aspetto non trascurabile in una vita sempre più frenetica).
Ma c’è di più: ogni foto, per me che l’ho scattata, mi riporta alla mente molti più ricordi di quelli impressi nell’immagine, sono quei momenti che hanno preceduto o seguito lo scatto, le sensazioni provate in quel momento o in quell’occasione, e la somma di tutto ciò fa prendere vita nella mia mente a quelle immagini; ecco le slideshow sono in fondo racconti con i quali cerco di restituire alle foto quel movimento che per loro natura non possono avere ma che, seppur celato, è dentro di loro.
In questa “illusione” la musica svolge un ruolo molto importante, per cui non scelgo mai una canzone a caso ma cerco di trovare l’abbinamento più adatto alla storia che voglio raccontare, e spero che l’ascoltatore mi dia un po’ di fiducia anche quando l’artista o il brano non incontra i suoi gusti musicali.
Ecco questo è tutto, o meglio… solo l’introduzione per nuovi viaggi, da fare non solo con gli occhi ma anche con la fantasia.
Buona visione su Maupanphoto.com.

Cartolina Lug.2026 Metamorfosi
Guardare una foto per me è sempre una sfida, un gioco, in cui lascio che la mia fantasia spazi sull’immagine, entri in quel paesaggio e mi conduca dove non sapevo di voler andare, un po’ come osservare un autostereogramma, dove fino ad un istante prima che compaia non sai quale sarà l’immagine celata nel disegno ripetitivo.
Perché si può guardare una foto superficialmente, distrattamente, e coglierne solo l’apparenza esteriore, uno sguardo che potremmo definire oggettivo (degli escursionisti che camminano lungo una cresta in montagna), oppure si può scegliere di lasciarsi sedurre da qualche elemento della foto che ci convinca a dedicargli qualche secondo in più, potremmo definirlo un sguardo penetrante, che va oltre l’apparenza (le linee flessuose disegnate dalla roccia, dai prati, dalla cresta stessa nella sua interezza, concorrono a formare un simbolico abbraccio alle spalle degli escursionisti), ed infine si può scegliere… di non scegliere, lasciare che sia la foto a dettare i tempi, tuffarsi in lei con uno sguardo profondo, emozionale, non per cercare qualcosa ma per trovare chissà cosa.
Ecco allora che l’imponente montagna sullo sfondo, pur nella sua possanza, autorità, robustezza, grazie alle sue linee sinuose, alle sue pieghe, alle sue rughe, si fa grembo e genera la vita, e quegli escursionisti che vengono verso di noi, altro non sono che il frutto di quella montagna alle loro spalle, perché per quanto possano sembrare due realtà antitetiche, montagna e persone sono fatte degli stessi elementi, nelle nostre vene scorre la storia di un’evoluzione durata centinaia di milioni di anni, ed ignorare questa verità, ignorare questo legame con la Madre Terra, ci condurrà inesorabilmente al declino sia fisico che morale.
Buona visione con la cartolina di Luglio su Maupanphoto.com.

Cartolina Giu.2026 La Bianca Piovra
Mi è sempre piaciuto camminare lungo la costa, che sia sabbiosa o irta di scogli, non sai mai quello che può regalarti, specie sulle isole non battute dal turismo di massa, mi aspetto sempre di trovare anche solo piccoli indizi ma testimoni di una storia, su cui poi mi piace fantasticare; così capitò quel giorno sull’Isola dell’Asinara, tra gli scogli scuri una massa bianca attirò la mia attenzione, mi avvicinai e riconobbi il grosso ceppo di un albero arenatosi lì chissà quando.
Ne rimasi affascinato e continuai a girargli intorno nella speranza che mi raccontasse qualcosa in più della sua storia: da dove veniva, qual’era il suo nome (specie), ma soprattutto quale fosse l’avventuroso viaggio che lo aveva condotto fin lì; mi colpì quella patina bianca che lo ricopriva, e che lo rendeva ancora più esanime di quanto l’apparenza già rivelasse, ma soprattutto quei mozziconi di radici che mi ricordarono un piovra sconfitta alla fine di un lungo viaggio dalle soverchianti forze del mare.
Eppure quel che rimaneva del tronco era sufficientemente grande da far pensare che fosse stato un albero possente, vissuto a lungo, che aveva sfoggiato la sua chioma al vento per parecchi anni, genitore di una prole numerosa, ed ora?
Ora si poteva dire che avesse ancora una missione? Pensai che un artista passando di lì ne avrebbe potuto trarre ispirazione per un dipinto, uno scultore forse lo avrebbe portato nella sua bottega per farne un’opera d’arte, e chissà poi, magari, finire i suoi giorni come “Natura morta” in una lussuosa villa al mare.
Io gli augurai invece di riprendere il largo, di ripartire per il suo lungo viaggio, perché in natura nulla muore mai per davvero ma tutto si trasforma: chioma, tronco e radici sono in fondo energia che fluisce, si concentra per poi espandersi di nuovo; un po’ come la vita, che spesso si arena tra gli scogli, ma ha sempre in se la forza per riprendere il cammino.
Buona visione con la cartolina di Giugno su Maupanphoto.com.
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World Press Photo Exhibition 2026 |
| mostra fotografica al Palazzo delle Esposizioni | |
| 7 maggio / 29 giugno 2026 |
Dal 7 maggio al 29 giugno 2026, Palazzo Esposizioni Roma ospita, come ogni anno, la mostra del World Press Photo, il prestigioso contest di fotogiornalismo giunto quest'anno alla 69° edizione.
Dal 1955, il concorso premia ogni anno i migliori fotografi professionisti, contribuendo a costruire la storia del giornalismo visivo contemporaneo.
Le immagini premiate nel concorso 2026 rappresentano una selezione tra oltre 57.000 fotografie inviate da fotografi provenienti da 141 Paesi, offrendo uno sguardo complesso e stratificato sul presente.
La mostra, come ogni anno, si configura non solo come esposizione, ma come dispositivo critico capace di interrogare il ruolo dell’immagine nella costruzione della memoria collettiva e nella comprensione delle tensioni contemporanee.
(estratto da: https://https://www.comune.roma.it/web/it/evento/world-press-photo-2026-al-via-la-69-edizione.page)
Palazzo delle Esposizioni - Roma
Via Nazionale, 194
Orari: mar./dom. 10,00/20,00 - lun. chiuso

Cartolina Mag.2026 Come un elefante in una cristalleria
Questa foto mi fa venire in mente che l’uomo dovrebbe più spesso guardarsi dietro, vedere le impronte che sta lasciando, le impronte che lasciamo sono un po’ come la nostra firma, raccontano la nostra storia, in parte testimoniano anche i valori su cui l’abbiamo costruita… la nostra storia; e a pensarci bene è una caratteristica tipica di tutto il regno vivente, ogni specie animale o vegetale lascia un’impronta del suo passaggio su questa Terra, ed ogni impronta è come una pennellata che va a comporre il grande quadro della creazione, dove tutti siamo allo stesso tempo artista e soggetto.
Con il tempo le pennellate si sbiadiscono, poi spariscono del tutto, eppure nel tempo in cui sono state vivide hanno delimitato uno spazio, hanno indicato una direzione, a volte sono state la bozza su cui disegnare nuove idee (una nuova coscienza mi piace pensare); si potrebbe dire che la storia dell’uomo sia una storia in fondo fatta d’impronte: dalle prime pitture e incisioni rupestri lasciate dall’uomo del Paleolitico al rivoluzionario mondo digitale, dalle piramidi ai moderni grattacieli, dalle prime rudimentali ruote alle veloci autovetture odierne.
Non tutte le impronte purtroppo lasciano dei bei ricordi: si pensi alle guerre che accompagnano la storia dell’uomo fin dagli albori, a fatti abominevoli come i campi di sterminio, la bomba atomica, oppure ad una violenza subita, un’ingiustizia sopportata senza possibilità di difesa, il sopruso del più forte patito magari nell’indifferenza di tutti, non lasciano forse un’impronta profonda, straziante, arduo da cancellare?
Difficile trovare parole di consolazione, difficile intravedere una direzione, eppure la Natura mi ha insegnato (e non perde occasione per ricordarmelo!) che persino dalle ceneri dell’incendio più devastante (l’impronta) rinasce sempre la vita.
Così se è vero che la perfezione non ci appartiene, dovremmo però sforzarci di lasciare un’impronta su questo pianeta il più soffice possibile, rispettosa prima di tutto verso i nostri figli di cui stiamo amministrando i beni, un’impronta poi che si potesse sciogliere come la neve, che lascia dietro di sé quella linfa vitale, invisibile, che disseta, alimenta nuova vita, in quel gioco di colori, le diversità, che rendono così bello e sempre nuovo lo spettacolo della vita.
L’umanità a mio avviso è ben rappresentata dai fumetti di Mordillo: siamo affettuosi, sognatori, geniali, ma la nostra superbia ci rende estremamente goffi, e su questa zattera lanciata nello spazio infinito ci comportiamo spesso come un elefante in una cristalleria.
Andare sui sentieri di montagna mi ha insegnato a voltarmi spesso indietro: questo mi regala nuovi paesaggi che altrimenti avrei perso, mi aiuta a memorizzare/focalizzare punti chiave del mio passaggio che potranno essermi utili casomai ritorni sui miei passi, ma soprattutto mi aiuta a capire… dove sto andando.
Buona visione con la cartolina di Maggio su Maupanphoto.com.

Apr.2026 / Viviamo su un piccolo fazzoletto di terra ma abbiamo bisogno di grandi orizzonti
(Serata al CAI di Roma per la presentazione del nuovo sito ed aggiornamento dell'Archivio al 2025)
Mi spiace che l’aggiornamento di quest’anno dell’Archivio si sia fatto attendere, ma avevo deciso a fine 2025 di fare una revisione completa del sito per renderlo più attuale ai nuovi standard informatici e del web, così sebbene l’aggiornamento fosse già pronto ho preferito farlo uscire contestualmente alla nuova versione del sito, per non trovarmi a ricaricare le foto e le relazioni due volte a distanza di pochi mesi.
Sebbene l’aspetto grafico del sito sia cambiato di poco, il sito in realtà è stato rifatto da zero con programmi aggiornati o del tutto nuovi, è stato introdotto un modulo di ricerca che interroga tutti i contenuti sostanziali del sito, migliorata l’adattabilità ai dispositivi mobili, fatti alcuni ritocchi di grafica, modificati alcuni testi; a queste modifiche strutturali si è poi aggiunto l’aggiornamento dell’Archivio con le immagini scattate nel 2025, per un totale di 49 nuovi eventi/album, che fanno superare all’Archivio nel suo complesso la soglia delle 35.000 foto.
Sebbene la parte del leone la faccia come sempre l’Appennino, gli eventi spaziano dal Nord al Sud Italia, alcuni eventi sono ambientati in Sardegna, ed infine c’è un lungo trekking sui Pirenei centrali a cavallo tra Francia e Spagna; album a cui si affiancano, per la maggioranza dei casi, le relative relazioni nella pagina di Sentieri.
Sarebbe finita qui se non fosse che, grazie all’interessamento di un amico, mi è stato proposto di presentare la nuova versione del sito nella sede istituzionale del CAI di Roma, cosa a cui ho aderito con piacere; perciò per chi fosse interessato l’appuntamento è per Giovedì prossimo 16 Aprile alle ore 19:00, a Via di Monte Testaccio 64 (proprio sotto il Monte dei Cocci), l’ingresso è gratuito e l’invito è rivolto a tutti.
Sotto riporto l’elenco complessivo dei 49 eventi del 2025, che ricordo si possono trovare facilmente sul sito perché gli eventi più recenti vengono sempre riportati, nel gruppo/area di appartenenza, in alto nell’elenco.
Buona visione allora con il nuovo aggiornamento su Maupanphoto.com
ALPI SUD-ORIENTALI
Cima Presanella / per la Bocchetta di Monte Nero > Alpi dell’Adamello e Presanella
Corno di Lago Scuro e C.Presena / per il Sentiero dei Fiori > > Alpi dell’Adamello e Presanella
Monte Tonale Orientale e Torrione d'Albiolo / per il Sentiero degli Austriaci > Alpi dell’Ortles
APPENNINO SETTENTRIONALE
Monte Amiata / per il Crino dei Pizzicatopi > Antiappennino Toscano
Monte Spallone e M.Sagro / per Foce della Faggiola > Alpi Apuane
Monte Cavallo / per Foce di Cardeto > Alpi Apuane
Monte Tambura e M.Crispo / per l'Anfiteatro della Carcaraia > Alpi Apuane
APPENNINO CENTRALE (CATENA OCCIDENTALE)
Monte la Tolfaccia / per il Fosso Caldano > Monti della Tolfa
Monte Maio e M.Feuci / per Fummicarola > Monti Aurunci
Monte Porco Morto e M.Macchia Porrara / per Colle Creta > Monti Sabini
Cima Cerrogne e C.Piccolaro / per la Cresta Nord-Ovest > Monti Lepini
Monte Sentinella e M.Gemma / per il Pian della Croce > Monti Lepini
Monte Soratte / per la Via Passeggiando nel verde > Monti Sabini
APPENNINO CENTRALE (CATENA CENTRALE)
Peschio della Slavina / per la Cresta Est > Monti del Sirente
la Serra / per Colle del Tinello > Monti del Cicolano
Lago di Rascino e Monte di Crespiola / per il Piano di Rascino > Monti del Cicolano
Monte Velino / per la Rava della Croce > Monti del Velino
Monte Cardito e M.Terminillo / per la Sella Cardito > Monti Reatini
Cima Cresta della Monna e Colle le Crocelle / per Colle Ferrari > Monti del Greco
le Ferrarecce e Monte Cava / per Colle Peschiaroli > Monti della Duchessa
Grotta dei 5 laghi al Monte Nerone / dall'Ingresso Alto > Monti del Catria, Nerone e Cucco
la Serra e Monte della Rocca / per la Cresta Sud > Monti della Duchessa
il Castello del Costognillo e Monte Sevice / per Capo di Teve > Monti del Velino
Cima di Monte e Colle la Tavola / per i Prati di San Bartolomeo > Monti Reatini
Monte Fazzolettone e M.Corno / per la Rocca > Monti Reatini
Monte Cavallo e M.Cesima / per la Vallecupa > Monti di Acquafondata e di Venafro
APPENNINO CENTRALE (CATENA ORIENTALE)
Monte Rofeno e M.Ruzza / per la Cascata dello Schizzataro > Monti del Gran Sasso Sud
Monte Aragno e M.Castellano / per l'Entrata > Monti del Gran Sasso Sud
la Scaglia e Monte Corvo / per la Cresta Nord-Orientale integrale > Monti del Gran Sasso Nord
Monte Bertona / per la Via Ferrata Bertona > Monti del Gran Sasso Nord
APPENNINO MERIDIONALE
la Mula / per l'Acqua di Frida > Monti dell’Orsomarso
Spiaggia di Grisolia e Cirella Vecchia / dalla S.Statale 18 Tirrenia Inferiore > Monti dell’Orsomarso
Monte Petricelle e M.Cannitello / per l'Alta Valle dell'Esaro > Monti dell’Orsomarso
Monte Ferriero e Coppola di Paola / per i Cozzi dell'Anticristo > Monti del Pollino
ISOLE
la Pelosetta e l'Isola della Pelosa / da Stintino > Costa Occidentale (Sardegna)
Bosa / da Bosa > Costa Occidentale (Sardegna)
S'Archittu / da S.Caterina di Pittinuri > Costa Occidentale (Sardegna)
Spiaggia di Is Arutas / alla Penisola del Sinis > Costa Occidentale (Sardegna)
Capo San Marco / alla Penisola del Sinis > Costa Occidentale (Sardegna)
Spiaggia di Piscinas / alla Costa Verde > Costa Occidentale (Sardegna)
da Cala Domestica a Buggerru / per Paris Serra is Passialis > Costa Occidentale (Sardegna)
Punta la Marmora e Bruncu Spina / per Arcu Gennargentu > Monti del Gennargentu (Sardegna)
Sorgente Su Gologone / da Oliena > Supramonte (Sardegna)
Dolina di Tiscali / per la Valle di Lanaitho + Grotta di Sa Oche > Supramonte (Sardegna)
Fiume Cedrino in canoa / dalla Sorgente Su Gologone > Supramonte (Sardegna)
Gole di Gorropu / per la Valle di Riu Flumineddu > Supramonte (Sardegna)
Costa di Cala Girgolu / da Monte Petrosu > Costa Orientale (Sardegna)
Nuraghe di Noddule e Fonte Su Tempiesu / da Orune > Barbagia Nuorese (Sardegna)
ESTERO
Pirenei Centrali Trek / da Gavarnie a Etsaut > Pirenei
