
Cartolina Feb.2026 Ti porterò dove nessuno è mai stato
Se oggi ci ripenso non so perché iniziai a fotografare tanti anni fa, mi ricordo che ero affascinato dai paesaggi scoperti sui servizi fotografici di Walter Bonatti e di altri esploratori come lui, dai panorami così potenti e puri di Ansel Adams, dalla bellezza e dalla spettacolarità della vita che traspariva dagli scatti di tanti altri fotografi naturalisti e paesaggisti; in definitiva ero interessato dai soggetti più che dallo strumento usato per ritrarli, spinto dall’amore per la Natura che ho avuto fin da piccolo.
Probabilmente all’inizio la macchina fotografica mi sembrò un passaggio necessario, come un aereo o una macchina lo erano per poter raggiungere quei luoghi, quei contesti naturali, la macchina fotografica lo era per riportare quei luoghi a casa con me, per cercare di mantenerne più vivo il loro ricordo; e tengo ancora a mente che nei primi tempi ero anche molto invidioso di questi personaggi che avevano girato il mondo fotografando i luoghi più selvaggi e impensabili della Terra, un po’ perché mi sembrava che più passava il tempo più ci fosse sempre meno da scoprire, un po’ perché sentivo di non avere quell’intraprendenza che li caretterizzava.
Il mio atteggiamento cambiò quando iniziai a leggere libri sulla fotografia, presi conoscenza di concetti come la profondità di campo, la composizione dell’inquadratura, il punto di vista e, soprattutto, la luce; mi accorsi così che la fotocamera era molto di più di un replicatore di paesaggi o di momenti di vita, aveva le potenzialità non tanto di contenere dei ricordi (modalità per la quale viene usata dalla maggioranza delle persone) quanto di crearli, un po’ come il pennello per il pittore, la fotocamera ti da la possibilità di esprimerti, di raccontare il tuo mondo, cioè quello che vedono i tuoi occhi.
Questa per me fu una scoperta sensazionale, perché mi accorsi che con gli occhi giusti avrei potuto continuare a scoprire nuovi paesaggi ovunque intorno a me, raccontare di luoghi dove altri forse erano già passati ma che nessuno prima di me aveva mai visto, e lo avrei potuto fare non solo in capo al mondo ma anche dietro casa mia!
Così è iniziata questa ricerca, questo cammino, che non si conclude mai al momento dello scatto ma continua anche dopo quando riguardo la foto, in essa ritrovo il mio sguardo è vero, ma per un mistero, inspiegabile e piacevole insieme, mi regala sempre qualcosa in più, e tanto più la mia fantasia scivola sulle linee di fuga in essa disegnate, tanto più mi sento come un bambino contento del suo giocattolo.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com