
Cartolina Lug.2020 Suite Grappa
Una quindicina di anni fa percorrendo l’Alta Via 8 delle Dolomiti o degli Eroi sul Massiccio del Grappa, ebbi l’opportunità di una bellissima esperienza: dopo una giornata di faticoso cammino per sentieri impegnativi e spesso soffocati dalla vegetazione arrivai ad una dolce radura dove trovai la Malga Conte, subito rimasi colpito da un curato orticello, del tutto inaspettato in quell’ambito, ma anche il resto della malga denotava una cura ed un’attenzione che mi lasciò sorpreso, in più c’era il tetto così particolare, fatto di foglie che m’incuriosiva oltre modo.
Ebbi la fortuna d’incontrare il proprietario, il Signor Giovanni, con cui iniziai a parlare, e fu così che mi raccontò la storia di quel tetto, di quel tipo di tetto, chiamato sfogliarol, una storia così surreale che sembrava quasi inventata: si trattava di un sistema antico ma efficace per ricoprire le malghe di quelle montagne, a prima vista quei tetti di foglie che sembravano così delicati potevano in realtà durare anche una trentina d’anni!
Erano ottenuti con uno stretto intreccio di frasche di faggio, ma l’importante era che fossero raccolte in piena estate ed in un momento molto particolare (se non ricordo male in una notte di Luna piena), solo così le foglie seccando sarebbero rimaste attaccate ai rami per sempre, la costruzione di un tetto coinvolgeva tante persone, era un momento importante della comunità, e la sapienza nel saper intrecciare le frasche faceva si che il tetto divenisse impermeabile alla pioggia, alla neve, ma permeabile al vento che così non lo avrebbe abbattuto.
Purtroppo già allora mi disse che c’era il rischio che questa arte andasse perduta perché ormai poche persone ne erano a conoscenza e questo mi rattristò molto, e ancora oggi mi domando ricordando quell’alta via quante persone saranno rimaste capaci a costruire uno sfogliarol.
Ma il regalo più bello il Signor Giovanni me lo fece più tardi, gli dissi che al termine di quella tappa non era previsto alcun rifugio e che l’idea era di dormire ad un’altra malga-ricovero che si trovava poco più avanti, e lui, nonostante all’apparenza sembrasse una persona piuttosto introversa e schiva, mi offrì ospitalità; fu per me un grande onore ed andai a dormire proprio sul piano rialzato della sua malga, dove potei toccare con mano dall’interno quel tetto di foglie che tanto mi aveva colpito.
Non so se qualcuno mi capirà, ma non avrei fatto a cambio per nessuna suite per quanto lussuosa e a 5 stelle mi avessero offerto, perché per me quella suite non aveva prezzo!
Buona visione con la cartolina di Luglio su Maupanphoto.com