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Cartolina Mag.2026 Come un elefante in una cristalleria

Questa foto mi fa venire in mente che l’uomo dovrebbe più spesso guardarsi dietro, vedere le impronte che sta lasciando, le impronte che lasciamo sono un po’ come la nostra firma, raccontano la nostra storia, in parte testimoniano anche i valori su cui l’abbiamo costruita… la nostra storia; e a pensarci bene è una caratteristica tipica di tutto il regno vivente, ogni specie animale o vegetale lascia un’impronta del suo passaggio su questa Terra, ed ogni impronta è come una pennellata che va a comporre il grande quadro della creazione, dove tutti siamo allo stesso tempo artista e soggetto.
Con il tempo le pennellate si sbiadiscono, poi spariscono del tutto, eppure nel tempo in cui sono state vivide hanno delimitato uno spazio, hanno indicato una direzione, a volte sono state la bozza su cui disegnare nuove idee (una nuova coscienza mi piace pensare); si potrebbe dire che la storia dell’uomo sia una storia in fondo fatta d’impronte: dalle prime pitture e incisioni rupestri lasciate dall’uomo del Paleolitico al rivoluzionario mondo digitale, dalle piramidi ai moderni grattacieli, dalle prime rudimentali ruote alle veloci autovetture odierne.
Non tutte le impronte purtroppo lasciano dei bei ricordi: si pensi alle guerre che accompagnano la storia dell’uomo fin dagli albori, a fatti abominevoli come i campi di sterminio, la bomba atomica, oppure ad una violenza subita, un’ingiustizia sopportata senza possibilità di difesa, il sopruso del più forte patito magari nell’indifferenza di tutti, non lasciano forse un’impronta profonda, straziante, arduo da cancellare?
Difficile trovare parole di consolazione, difficile intravedere una direzione, eppure la Natura mi ha insegnato (e non perde occasione per ricordarmelo!) che persino dalle ceneri dell’incendio più devastante (l’impronta) rinasce sempre la vita.
Così se è vero che la perfezione non ci appartiene, dovremmo però sforzarci di lasciare un’impronta su questo pianeta il più soffice possibile, rispettosa prima di tutto verso i nostri figli di cui stiamo amministrando i beni, un’impronta poi che si potesse sciogliere come la neve, che lascia dietro di sé quella linfa vitale, invisibile, che disseta, alimenta nuova vita, in quel gioco di colori, le diversità, che rendono così bello e sempre nuovo lo spettacolo della vita.
L’umanità a mio avviso è ben rappresentata dai fumetti di Mordillo: siamo affettuosi, sognatori, geniali, ma la nostra superbia ci rende estremamente goffi, e su questa zattera lanciata nello spazio infinito ci comportiamo spesso come un elefante in una cristalleria.
Andare sui sentieri di montagna mi ha insegnato a voltarmi spesso indietro: questo mi regala nuovi paesaggi che altrimenti avrei perso, mi aiuta a memorizzare/focalizzare punti chiave del mio passaggio che potranno essermi utili casomai ritorni sui miei passi, ma soprattutto mi aiuta a capire… dove sto andando.
Buona visione con la cartolina di Maggio su Maupanphoto.com.