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Cartolina Mar.2024 Sospesi nell'ignoto

È quando il cielo si confonde con la terra, quando un bianco abbacinante ti avvolge e ti sospende tra realtà e immaginazione, quando i tuoi passi sembrano lasciarti sempre nello stesso posto, quando non vedi nulla eppure l’aria che ti viene incontro ti sembra più reale che mai, quasi da poterla toccare, quando l’atmosfera si fa ovattata e ti fai scrupolo a parlare per non rompere quel magico silenzio, quando le cose intorno a te perdono i loro contorni reali e si trasfigurano in figure surreali, fiabesche, quando perdi la memoria di ciò che eri perché improvvisamente conta solo il presente, quando sei combattuto tra l’abbandonare i sensi ad una piacevole sensazione di smarrimento o metterti alla ricerca del faro che ti riporti sulla rotta stabilita.
È allora, in quei momenti, che un altro me sembra staccarsi dal mio corpo, alzarsi di qualche decina di metri sopra di lui e scoprire il quadro d’insieme, comprendere che siamo tutti comparse di una sceneggiatura di cui possiamo leggere un solo capitolo, comprenderlo… forse, non conosciamo l’inizio della storia, non ne conosciamo la fine, eppure una parte, la nostra parte, per quanto piccola ci è stata assegnata.
Ma di fronte ad una storia infinita, di fronte ad un universo infinito e inconoscibile, che senso può avere?
È vero, possiamo vivere come se non ci fosse un domani, al massimo consapevoli che torneremo in quell’ignoto da cui siamo venuti, ma in questo accecante bianco si fa strada in me un’altra idea, mi viene in mente la storia del granello di sabbia.
Cos’è un granello di sabbia nei confronti del mare con cui si va a confrontare?
Cosa ne sa un granelo di sabbia di quanto sia immenso, profondo e potente, il mare che si ritrova di fronte?
E non possiamo asserire con una ragionevole certezza che il mare sia infinito nei confronti di quel piccolo, piccolissimo granello di sabbia?
Eppure lui non se ne cura, si fa piccolo, si confonde con gli altri, non cerca una posizione di preminenza perché in una spiaggia tutti valgono uno, tutti contano quanto il vicino, e nonostante ogni granello mantenga la sua unicità tutti entrano in comunione per un disegno più grande che non conoscono: arginare il mare; paradossalmente proprio la loro minuzia gli consente di unirsi tenacemente gli uni agli altri, paradossalmente proprio la loro debolezza da singoli diviene forza insieme.
E se fossimo chiamati anche noi a fare spiaggia?
È giusto un’idea, solo un pensiero, di certo anche lui sospeso nell’ignoto.

Buona visione con la cartolina di Marzo su Maupanphoto.com