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Cartolina Mar.2026 Palloncini colorati

La perdita improvvisa di un amico mi ha fatto tornare alla mente ricordi di quando ero bambino, un po’ come tutti ero affascinato dai palloncini colorati venduti dagli ambulanti per strada, che sapientemente li raggruppavano in grossi mazzi per attirare di più l’attenzione; e ricordo le prime volte che i miei genitori me ne comprarono qualcuno, e nonostante le loro raccomandazioni, immancabilmente quel sottile filo sfuggiva alle mie mani ed il palloncino volava in alto nel cielo piroettando quasi a prendersi gioco di me.
Tanta era la frustrazione, anche se allora non sapevo si chiamasse così, che le volte successive appena stretto tra le mani il filo a cui era legato il palloncino mi concentravo tantissimo, e non volevo che nessuno mi parlasse o mi prendesse la mano per evitare l’ennesima fuga; il mio unico obiettivo era solo quello di arrivare a casa, dove avrei potuto finalmente mollare la presa protetto dai soffitti compiacenti delle stanze.
Ma a prescindere da tutto questo mi ricordo benissimo che mi sorgeva spontanea una domanda: ma che fine fanno i palloncini che volano in cielo? Immaginavo che su su in alto ci fosse comunque una specie di soffitto dove pian piano si accumulavano tutti i palloncini sfuggiti di mano ai bambini distratti, e la volta del cielo si colorasse sempre più con migliaia di questi “giocattoli volanti”.
Crescendo mi fu spiegato che il palloncino salendo sempre più in alto prima o poi sarebbe scoppiato, e quindi molto meno elegantemente sarebbe tornato giù a terra; allora la risposta mi andò più che bene, in fondo svaniva il mio cielo colorato ma era consolante sapere che tutto rientrava in una sfera di conoscibile e controllabile, anche se… cavolo, ma perché non mi capitava mai di trovare uno di questi palloncini miseramente riatterrati al suolo?
Poi un giorno finalmente lo trovai (ormai ero adulto ed ai palloncini colorati non ci pensavo più da un pezzo), fu allora che compresi: quello che tornava a terra in effetti non era il palloncino vero e proprio, ma solo il suo corpo, il suo involucro, lo spirito, o più prosaicamente, il gas all’interno, quello veramente era rimasto in cielo!
Compresi solo allora che il vero scopo dei palloncini colorati non è quello di rimanere sulla terra, non è quello di afflosciarsi giorno dopo giorno nell’angolo buio della stanza di un bambino, bensì è proprio quello di volare in cielo, il cielo è la loro meta, questo il reale scopo per cui sono stati creati; non a caso durante le feste quando si rilasciano volutamente centinaia di palloncini colorati tutti insieme, vederli volteggiare sempre più in alto e allontanarsi dalla nostra vista, non ispira nei nostri animi un senso di gioia, di liberta?
Oggi nella tristezza del momento penso che in fondo siamo tutti palloncini colorati, che tutti siamo chiamati, almeno nello spirito, a tornare al cielo, qualcuno trova la via più diretta, ci precede, a suo modo ci indica la strada, ed una volta arrivato… ci aspetta.
E nella cartolina di questo mese, nella foto che ho scelto, spero riusciate a intravedere questa direzione.
Ciao Giamma.