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- Scritto da Mauro

Cartolina Set.2021 Il Domino dell'Acqua
Guardando questa foto mi è venuto in mente che tutto nasce dal basso, si anche le montagne più alte sono nate dal basso, dalle profondità marine o della crosta terrestre; camminando sulle creste sommitali della Majella (questa foto è stata scattata sulla Cresta Sud-Est del Monte Sant’Angelo) la cosa risulta fin troppo evidente, anche ai più scettici infatti basta fermarsi un momento, chinarsi, ed accorgersi che tra i ciottoli su cui mettiamo gli scarponi sono inglobate conchiglie, formazioni di microscopici polipi corallini, gusci di animali più o meno riconoscibili anche ad un’occhio inesperto, e che ad ogni modo ci ricordano che quel massiccio roccioso così coriaceo e possente su cui stiamo camminando si è formato milioni di anni fa nelle acque di un mare che non abbiamo conosciuto, ma che è il padre in fondo del mare in cui ci bagnamo oggi.
Su altre montagne magari la cosa è più celata e ci deve venire in aiuto la spiegazione di un geologo, ma il fatto sta che in ogni caso la montagna c’insegna, toccandolo con mano o meglio col piede, che anche le strutture naturali più grandi che conosciamo, apparentemente così immutabili e indipendenti, sono frutto di un’evoluzione e sono esse stesse parte di un meccanismo più grande a cui non possono sottrarsi, e che le riporterà al fine…in basso, in un flusso circolare, eterno e affascinante.
Molti potrebbero pensare che questi sono concetti ormai ben affermati e presenti sui libri, ma il camminare su una cresta della Majella con un occhio attento ci fa prendere coscienza di questa verità, che è un gradino in più di conoscerla; prendere coscienza di una cosa per me significa capire che non sei più un semplice spettatore ma che sei parte di quella storia, e questo vale in tutti i campi: oggi siamo molto più informati rispetto ai nostri nonni, ma abbiamo coscienza di meno cose rispetto a loro perché è cambiato il modo di sperimentare le cose, sempre più virtuale, filtrato dai media.
La nostra vita è sempre più “cementificata”, sempre meno i nostri piedi, le nostre mani, i nostri sensi, entrano in contatto col terreno naturale, con quel “basso” da cui tutto nasce, mentre è importante che i bambini continuino a sporcarsi le mani di terra, è importante che in ogni città si preservino e si aumentino le aree verdi, è importante che gli studenti nei loro percorsi formativi facciano esperienze green: portare degli studenti per esempio in una fattoria o in una gita in montagna, non serve semplicemente per fargli vedere come si munge una mucca o dove scorre un ruscello prima che diventi fiume, se correttamente avvicinati a queste esperienze serve a fargli prendere coscienza che il formaggio che mangiamo a casa è il frutto di una collaborazione del fattore con i suoi animali e con l’ambiente, e che l’acqua che utilizziamo a casa non nasce dai rubinetti ma è il frutto di un ricircolo lunghissimo che può durare anni, come un lunghissimo domino in cui ogni tessera, anche la meno appariscente, serve a perpetrare il movimento dell’acqua, e toccare la roccia su cui scorre il ruscello, l’albero che affonda le sue radici nel terreno che lo circonda, vedere la rana che zompetta tra l’erba vicina ad esso, tutto serve a farci capire che noi siamo una parte del tutto e che in tutto c’è una parte di noi, e che tale deve rimanere: una parte, altrimenti salta l’equilibrio, salta il domino!
Buona visione con la cartolina di Settembre su Maupanphoto.com