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Maupan Photo

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cartolina

 

Set.2018 Amo il mare delle isole, delle isole piccole, delle isole a settembre, delle isole senza frastuoni, delle isole semplici senza tanti orpelli, delle isole lontane ma vicine ai tuoi sentimenti, delle isole povere d’insegne ma ricche di profumi, di sapori, di persone, di storie, di silenzi; amo il mare che le circonda e che senza le isole diverrebbe ostile e senza speranza per il nostro animo errante, ed alla stessa maniera amo queste isole che senza il mare sarebbero terra anonima e sterile, non l’agognato e sicuro ricovero per il nostro viaggio, il caldo abbraccio per quella pace irraggiungibile che andiamo cercando, il trampolino necessario per il successivo salto.
Perché ogni porto nella vita dovrebbe essere sempre non solo un punto di arrivo ma un punto di partenza, e con questa speranza vi auguro una buona visione con la cartolina di Settembre di Maupanphoto.com

cartolina

 

Lug.2018 Mi son sempre chiesto se in una foto di paesaggio (limitiamoci a questo contesto) conti di più una buona inquadratura od una bella luce, certo il massimo ovviamente si ottiene quando i due elementi si combinano al meglio, ma se si dovesse scegliere a cosa rinunciare lì per lì sul momento dello scatto o a cosa auspicare di trovare sul posto…bè posso dire con tranquillità che sia la luce l’elemento in assoluto più importante, un’inquadratura mediocre od anche sbagliata diventerà comunque unica se la luce che la penetra sarà speciale, “sensuale” al punto da trasfigurare la realtà in qualcosa di diverso, di …oltre; e senza dilungarmi troppo credo che la cartolina di questo mese vada in questa direzione: una nevicata estiva, una parete oscura ed impervia, grigie nubi sullo sfondo, concorrono a rendere questa immagine drammatica, ma è la luce, quella luce tagliente e improvvisa che crea un’atmosfera di magia, di ipnotismo, sembra quasi che la montagna ti chiami dicendo: “Vieni a prendermi se hai coraggio!”
Buona visione con la cartolina di luglio su Maupanphoto.com

cartolina

 

Ago.2018 Ero indeciso se per questo caldo mese di agosto pubblicare come cartolina del mese una foto di montagna o di mare, poi mi è capitata sotto gli occhi questa foto e non ho più avuto dubbi!
In questo scatto c’è tutto in uno: c’è la roccia della montagna, c’è l’acqua cristallina, c’è l’azzurro del cielo, in un mix di riflessi che non sai più se è la montagna che si riflette nell’acqua o l’inverso, che a ben vedere è poi una verità che spesso ci dimentichiamo: che tutto è parte di qualcosa e nello stesso tempo riflesso di qualcos’altro, che ad ogni punto di vista ne corrisponde uno opposto, altrettanto vero e portatore di novità, che se dalla roccia nasce l’acqua così nell’acqua c’è il seme della roccia (basti pensare che le nostre meravigliose Dolomiti sono nate in fondo agli oceani!), e così l’aria stessa che ossigena entrambe e li alimenta è una colla invisibile di cui troppo spesso ci dimentichiamo inquinandola sconsideratamente.
Il riflesso che così bene apprezziamo in uno specchio come in una laghetto alpino a mio parere ci dovrebbe far riflettere che tutto attorno a noi è un “riflesso” di qualcos’altro, che tutto attorno a noi è interdipendente, e così saggiamente non limitarsi mai a considerare solo gli effetti diretti delle nostre azioni ma a considerarle sempre come parte di un equilibrio più ampio, che coinvolge la nostra umanità e la nostra Terra per intero, dovremmo considerare la Terra come un’isola fluttuante nello spazio.
Per questo sarò un po’ visionario, ma continuo a credere che anche un battito di farfalla avrà il suo peso, il suo riflesso, in questo Universo!
Buona visione su Maupanphoto.com

"Dolomiti, il cuore di pietra del mondo"
minia mostra
mostra fotografica di Georg Tappeiner al Palazzo delle Esposizioni
20 giugno / 02 settembre 2018

Le Dolomiti sono un monumento d’arte diffuso che l’UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità per la loro straordinaria bellezza e importanza scientifica per la storia della Terra; ora, per la prima volta in mostra a Roma, questa magnificenza è documentata da una quarantina di prestigiosi scatti del fotografo Georg Tappeiner.
L’autore, che vive nelle Dolomiti, ha "respirato" quella bellezza che ci affascina e scattando le foto ci ha restituito arte, nell’arte; quelle di Georg Tappeiner sono vedute stupefacenti che diventano creazioni artistiche del paesaggio e tornano a restituire all’arte della fotografia quella dignità che pareva essere smarrita; non a caso il National Geographic, la prestigiosa rivista nata per ‘esplorare il mondo e prendersi cura della Terra’, ha pubblicato per prima alcuni dei bellissimi scatti di Tappeiner e proprio a seguito di questa iniziativa è nata la mostra “Dolomiti. Il cuore di pietra del mondo“.
Lo sguardo del fotografo è di grande efficacia comunicativa e, al contempo, immortala con assoluta potenza la straordinarietà del Bene Naturale Dolomiti. (estratto da: https://www.palazzoesposizioni.it/mostra/dolomiti-il-cuore-di-pietra-del-mondo)


Palazzo delle Esposizioni - Roma
Spazio Fontana - Via Milano, 13
Info line 06.39967500 - Ingresso libero
Orari: mar.mer.gio.dom. 10,00/20,00 - ven.sab. 10,00/22,30 - lun.chiuso

cartolina

 

Giu.2018 Un buon metodo per affrontare le difficoltà è quello di ripensare a situazioni simili o, meglio, più impegnative, che si è superato nel passato; nei primi anni in cui andavo in montagna per esempio, mi capitò durante un’alta via sulle Dolomiti (per l’esattezza mi trovavo con alcuni amici sulle Marmarole) di dover risalire con gli zaini pesanti da trekking durante una giornata assolta un lunghissimo canalone di ghiaie, sembrò interminabile ed alla fine eravamo tutti veramente esausti, ma a parte la soddisfazione di esserci riusciti e la bellezza del paesaggio che trovammo al di sopra, la cosa divertente fù che da allora in poi ogni volta che facevamo qualcosa di impegnativo lo paragonavamo con un’ipotetica scala di difficoltà “Vallon del Froppa” (il nome del canalone sulle Marmarole), ed al massimo si arrivava a 7/8 su 10!
È ovvio poi che con il tempo se ti lasci coinvolgere dalla passione per la montagna l’asticella si alza pian piano, e forse oggi se rifacessi il Vallon del Froppa non lo troverei in fondo così impegnativo, ma è sempre vivo comunque il suo ricordo e di tante altre gite seguite a quella dove l’impegno fisico è stato proponderante, e che divengono una spinta potente a superare la difficoltà del momento.
Perché vi racconto questo? Bè perché la foto della cartolina di giugno di Maupanphoto.com ricorda proprio una di quelle gite: il raggiungimento della Forchetta di Santa Colomba dal Vallone di Fossaceca.
Buona visione.

cartolina

 

Mag.2018 Vi è mai capitato di camminare tra i fiori? Immagino di si, ma vi è mai capitato di camminare su un mare di fiori, un tappeto fitto che si stende a perdita d’occhio?
Quando ti capita una cosa del genere non serve una fotografia per ricordartelo, una scena così ti rimane impressa nel cuore ancor prima che nella memoria, e in un certo senso diviene un termine di paragone per tante altre scene forti che ti capiterà d’incontrare, non servirà però tornare nello stesso posto e nello stesso periodo per riassaporare quella sensazione di colorata gioia, perché la natura ha un orologio tutto suo, ho compreso infatti negli anni che certe situazioni sono il risultato di particolari condizioni, anzi direi di “sfumature” di certe condizioni, quali l’innevamento invernale, l’umidità del suolo, la temperatura dell’aria e quando e per quanto tempo queste condizioni si verificano, che una fioritua così può verificarsi due anni di seguito come dopo 5, 10 anni, ed in fondo la ricchezza della natura è anche in questa sua imprevedibilità che rende sempre nuovo ogni giorno.
Buona visione con la cartolina di Maggio di Maupanphoto.com

World Press Photo 2018
minia mostra
mostra fotografica al Palazzo delle Esposizioni
27 aprile / 27 maggio 2018

La mostra del World Press Photo 2018 si tiene a Roma, in prima assoluta italiana, presso il Palazzo delle Esposizioni dal 27 aprile al 27 maggio 2018.
Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell'ambito del fotogiornalismo; ogni anno, da più di 60 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata ad esprimersi su migliaia di domande di partecipazione inviate alla Fondazione World Press Photo di Amsterdam da fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo.
Per l'edizione 2018 la giuria, che ha suddiviso i lavori in otto categorie, tra cui la nuova categoria sull'ambiente, ha nominato 42 fotografi provenienti da 22 paesi...
L’esposizione del World Press Photo 2018 non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo; il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione. (estratto da: https://www.palazzoesposizioni.it/mostra/world-press-photo-2018-roma)


Palazzo delle Esposizioni - Roma
Via Nazionale, 194
Info line 06.39967500
Orari: mar.mer.gio.dom. 10,00/20,00 - ven.sab. 10,00/22,30 - lun.chiuso

cartolina

 

Aggiornamento Apr.2018 Per me è sempre un momento molto importante l’aggiornamento dell’archivio fotografico Maupanphoto, sono nuove storie che se fino ad un attimo prima erano solo mie ora le posso condividere con tutti, per quanto infatti una foto, per sua natura, colga un attimo, in realtà uno scatto ben riuscito fa proprio l’opposto: dilata il tempo, apre lo spazio, e induce la nostra immaginazione a navigare su quell’immagine guidata dalle emozioni che suscita in noi; ogni foto racconta qualcosa che l’eventuale descrizione non dice, se la foto è “povera” breve sarà il suo racconto, se la foto è “ricca” saremo sorpresi delle cose che ci svelerà; ma il fotografo non può fare miracoli, c’è bisogno di tempo e fantasia, un po’ come quando si legge un libro.
Gli eventi di questo nuovo aggiornamento sono tantissimi e con essi l’archivio supera la soglia delle 20.000 immagini (20.172!), si va dai monti poco conosciuti dell’Appennino Meridionale al più classico Gran Paradiso, dal mitico Sentiero Bove alle sempre bellissime Dolomiti, senza tralasciare cime o itinerari insoliti in Appennino, perché se è vero che le montagne stanno sempre lì, sta alla nostra passione e fantasia trovarne sempre di “nuove”!
Buona visione su Maupanphoto.com

p.s. la foto di presentazione del post può sembrare poco attinente al tema del camminare per monti e nella natura, ma lo è molto del cammino dello sguardo che ognuno di noi può fare riportando a casa una bellissima storia!

cartolina

 

Apr.2018 Tra le tante attività all’aria aperta che ho sperimentato credo che lo scialpinismo sia la più travolgente ma anche la più insensata, nel senso che le emozioni che ti regala sono intense e bellissime ma la sciata “perfetta” in realtà si realizza assai di rado, specie per chi come me non è uno sfegatato della sciata a tutti i costi e non vive in zone di montagna dove è più facile approfittare delle giornate più adatte a questa attività, capita raramente di trovare le condizioni ottimali per una discesa coi fiocchi (in tutti i sensi!), più che mai in un Appennino sempre più caldo; troppe le variabili che entrano in gioco e su cui possiamo fare ben poco, tra meteo, condizioni locali non solo del territorio e del manto nevoso ma a volte anche di assurdi divieti, nonché i potenziali pericoli da prevenire con attenzione, portano spesso a ridimensionare i propri obiettivi, così viene da chiedersi se valga la pena faticare così tanto a salire per poi scendere si …ma senza tutto questo godimento.
Però poi c’è lei …la giornata perfetta!
Dove tutto va come avresti voluto che andasse: un sole splendido, una leggera brezza, una temperatura mite o fredda, un ripido pendio ed un manto di neve fresca e farinosa o al contrario primaverile e lavorata, ma comunque che sostiene dolcemente le tue curve, è allora che sperimenti una leggerezza ed una gioia che non hai mai provato prima, ti sembra di volare tra i cristalli di neve e l’azzurro del cielo, è un momento magico dove la fatica sparisce e per pochi istanti riesci ad abbandonarti a questa corrente che ti porta verso il basso, poi il dolce sfregolio degli sci sulla neve ti riporta alla realtà …e freni.
Ed una volta che hai sperimentato queste sensazioni è come una droga, una buona droga che cercherai ancora, anche se il più delle volte rimarrai insoddisfatto, mai deluso però, perché la montagna non delude mai se sei pronto ad ascoltarla così da cogliere gli splendidi doni che sempre ci offre.
Buona visione con la cartolina di Aprile di Maupanphoto.com

cartolina

 

Mar.2018 Strano che guardando questa immagine mi siano venuti in mente i miei primi scatti, mio padre mi aveva regalato una sua vecchia macchina fotografica a soffietto, e scelsi di andare a fare le mie prime foto agli scavi archeologici di Ostia Antica, erano foto in bianco e nero, un po’ perché avevo letto che bisognava iniziare da lì (B&N) un po’ perché costava di meno poi lo sviluppo, ma mi bastarono pochi rullini per capire che la mia passione doveva essere a colori; e di colori non mi sono mai saziato, ed anzi è stato proprio con l’avvento della fotografia digitale e con lo sviluppo del lavoro di post-produzione che mi sono sempre più soffermato a studiare questo inifinito mondo; a ben pensare infatti quando c’erano i rullini (fotografia analogica), sia che fossero negativi che dia, alla fine alla resa finale ci pensava il laboratorio, e tu potevi fare ben poco se non cambiare marca di rullino o laboratorio, magari così ci si affezzionava ad una particolare pellicola e ci si fidelizzava ad un particolare laboratorio (ed anche lì comunque non mancavano le sorprese!).
Oggi è completamente diverso, non sei solo responsabile dello scatto ma anche del risultato finale, oggi quando guardo un cielo so che quello che noi sommariamente chiamiamo “un cielo azzurro” può assummere centinaia e centinaia di tonalità diverse (a causa di molteplici variabili come: temperatura della luce, inquinamento atmosferico, inclinazione dei raggi, etc.), tonalità che tra l’altro il nostro meraviglioso occhio può cogliere se gli insegnamo a farlo, ed il discorso si può estendere ovviamente a tutto: al colore del mare, al colore dell’erba, al colore della notte, al colore di un fiore!
Ed anche se so che alla fine il risultato stesso di quello che noi vediamo non sarà uniforme perché influenzato da altrettanti fattori come: la luce ambiente, il profilo colore del programma che stiamo utilizzando, la tipologia del monitor e della scheda grafica del pc, comunque penso che valga la pena di immergersi in questo meraviglioso mondo di colori e perdere un po’ più di tempo per pubblicare una foto.
Buona visione con la cartolina di Marzo di Maupanphoto.com

minia mostra "Magnum Manifesto" Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia
mostra fotografica al Museo dell'Ara Pacis a Roma
07 febbraio 2018 / 03 giugno 2018

Arriva a Roma, nella sua prima tappa europea e unica italiana, la mostra Magnum Manifesto; l’intento della mostra è quello di celebrare il settantesimo anniversario della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo, Magnum Photos, creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947; da quel giorno, la Magnum Photos è diventata un riferimento nel tempo sempre più importante per la documentazione e per il fotogiornalismo; gli autori di Magnum hanno documentato guerre, testimoniato le tensioni sociali, interpretato il nostro tempo, ritratto tanto le persone comuni quanto i grandi della terra, preconizzato i nuovi drammi del futuro.
La mostra raccoglie parte del lavoro realizzato in tutti questi anni e getta uno sguardo nuovo e approfondito sulla storia e sull’archivio dell’Agenzia; le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria.
Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni: la prima scruta l’archivio di Magnum attraverso una lente umanista e si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione e universalismo che emersero dopo la seconda guerra mondiale; la seconda mostra la frammentazione del mondo tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, con uno sguardo particolare rivolto alle minoranze e agli esclusi; la terza, infine, segue le diverse forme espressive grazie alle quali i fotografi Magnum hanno colto i mutamenti del mondo e i pericoli che lo minacciano.
(estratto da: http://www.arapacis.it/sites/default/files/f_file/Comunicato%20stampa_4.pdf)


Museo dell'Ara Pacis - Spazio espositivo Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) - Roma
Info line 06.0608
Orari: tutti i giorni 09,30/19,30