
Cartolina Mag.2024 Il bacio mai dato
C’è qualcosa che nessuno ti potrà mai togliere perché nessuno potrà mai avere, sono le tue emozioni, perché queste vivono del tuo sguardo, del tuo respiro, dei tuoi sentimenti, crescono dentro di te e vedono la luce solo attraversando il tuo corpo, la tua storia; perfino tu che le sperimenti in fondo non ne sei il padrone, ed una volta uscite allo scoperto volano via e non le puoi trattenere, ti lasciano un piacevole ricordo, sia pure alimentano il tuo spirito, ma non le puoi immagazzinare, perché a ben guardare si conservano ricordi non emozioni.
Ma in fondo ci piacciono anche per questo, perché ogni volta sono nuove, ogni volta, per quanto l’esperienza ci renda edotti, non sappiamo cosa aspettarci, come si manifesteranno, sappiamo che ci sorprenderanno, come ci soprendono i sorrisi dei bambini, quanti ne abbiamo visti?
Eppure ogni volta che un bambino sorride ci stupisce, ci lascia disarmati, non ci viene da pensare a quanti simili ne abbiamo già visti, ma per un attimo più o meno lungo siamo rapiti dal suo sguardo, in quel sorriso troviamo la motivazione per staccare la spina e provare la piacevole sensazione dell’abbandono dai pensieri.
Le emozioni si potrebbero definire dei fugaci buchi neri, per tutta la loro durata assorbono tutto noi stessi, in quel momento si annulla passato e futuro, si ferma il nostro tempo, perdiamo il nostro peso e siamo risucchiati come un aquilone dal vento.
Così fu quel giorno che superando il Passo del Lupo mi affacciai sulla Spiaggia delle Due Sorelle, fu allora che sorpresi il mare baciare la spiaggia, vidi un lungo, appassionato, struggente bacio blu, e il sapore di quel bacio raggiunse le mie labbra; ma non ho le prove di quel bacio, fui solo io a vederlo, ed oggi rimane solo …un bacio mai dato.
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Cartolina Apr.2024 Al centro dell'Universo
Il paradosso di un universo infinito è che ogni suo punto può esserne considerato il centro, ogni suo punto, anche nell’intima spirale di una foglia di felce in crescita si nasconde il centro dell’universo; ma un uomo che ha perso l’umiltà di considerarsi una parte del tutto, un uomo che ha perso l’equilibrio con il suo ambiente, con i suoi simili, dove troverà il suo centro?
Perché se manca un centro, nello spazio infinito come in un piccolo uomo, tutto si annulla, grande o piccolo che sia, tutto diviene un’assenza.
Tutto ha bisogno di una gravità verso cui tendere, attraverso cui trovare l’equilibrio, come il germoglio di una felce: nasce piccolo e raggomitolato, ricorda il feto di un bimbo, ma poi si apre e si allunga a cercare la luce, il suo centro, per quanto sia cresciuto nel più profondo sottobosco.
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Cartolina Mar.2024 Sospesi nell'ignoto
È quando il cielo si confonde con la terra, quando un bianco abbacinante ti avvolge e ti sospende tra realtà e immaginazione, quando i tuoi passi sembrano lasciarti sempre nello stesso posto, quando non vedi nulla eppure l’aria che ti viene incontro ti sembra più reale che mai, quasi da poterla toccare, quando l’atmosfera si fa ovattata e ti fai scrupolo a parlare per non rompere quel magico silenzio, quando le cose intorno a te perdono i loro contorni reali e si trasfigurano in figure surreali, fiabesche, quando perdi la memoria di ciò che eri perché improvvisamente conta solo il presente, quando sei combattuto tra l’abbandonare i sensi ad una piacevole sensazione di smarrimento o metterti alla ricerca del faro che ti riporti sulla rotta stabilita.
È allora, in quei momenti, che un altro me sembra staccarsi dal mio corpo, alzarsi di qualche decina di metri sopra di lui e scoprire il quadro d’insieme, comprendere che siamo tutti comparse di una sceneggiatura di cui possiamo leggere un solo capitolo, comprenderlo… forse, non conosciamo l’inizio della storia, non ne conosciamo la fine, eppure una parte, la nostra parte, per quanto piccola ci è stata assegnata.
Ma di fronte ad una storia infinita, di fronte ad un universo infinito e inconoscibile, che senso può avere?
È vero, possiamo vivere come se non ci fosse un domani, al massimo consapevoli che torneremo in quell’ignoto da cui siamo venuti, ma in questo accecante bianco si fa strada in me un’altra idea, mi viene in mente la storia del granello di sabbia.
Cos’è un granello di sabbia nei confronti del mare con cui si va a confrontare?
Cosa ne sa un granelo di sabbia di quanto sia immenso, profondo e potente, il mare che si ritrova di fronte?
E non possiamo asserire con una ragionevole certezza che il mare sia infinito nei confronti di quel piccolo, piccolissimo granello di sabbia?
Eppure lui non se ne cura, si fa piccolo, si confonde con gli altri, non cerca una posizione di preminenza perché in una spiaggia tutti valgono uno, tutti contano quanto il vicino, e nonostante ogni granello mantenga la sua unicità tutti entrano in comunione per un disegno più grande che non conoscono: arginare il mare; paradossalmente proprio la loro minuzia gli consente di unirsi tenacemente gli uni agli altri, paradossalmente proprio la loro debolezza da singoli diviene forza insieme.
E se fossimo chiamati anche noi a fare spiaggia?
È giusto un’idea, solo un pensiero, di certo anche lui sospeso nell’ignoto.
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Cartolina Feb.2024 Mondi lontanissimi
Ci penso e ci ripenso, e mi convinco sempre più che quel senso di pace, di gioia, di completezza, che mi pervade quando ammiro nel silenzio un paesaggio naturale dove lo sguardo si può perdere senza incontrare ostacoli umani, ebbene, sia la risposta ad una chiamata che viene da lontano, ed il bisogno di salire sopra un monte sia null’altro che la possibilità di ricevere meglio questo messaggio, scevro d’interferenze.
È buffo, ma in fondo salire sulla cima di un monte per me ha lo stesso effetto di sedersi sul bagniasciuga a guardare il mare, lasciarsi cullare dallo sciabordio delle onde, e mettersi in ascolto anche qui di echi di storie lontane, che verrebbe da chiedersi perché fare tanta fatica a salire una montagna, se non fosse poi che è sempre più difficile trovare un pezzetto di spiaggia scevra “d’interferenze”.
Da lassù è più facile lasciarsi rapire la mente e il cuore dall’inconoscibile, cogliere sulla linea dell’orizzonte l’arrivo della navicella spaziale che ti riporterà a casa; è strano non riesco a pensare ad un mondo più bello della nostra Terra, i miei occhi son colmi delle sue meraviglie e non c’è giorno che non mi sorprenda con le sue creazioni, eppure da lassù mi sembra che sia solo un luogo di passaggio, un trampolino di lancio per qualcosa di ancora più magnifico, un mondo lontanissimo dalla nostra realtà terrena, eppure un luogo dove potrò sentirmi finalmente a casa.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com

Cartolina Gen.2024 Merletti veneziani
Non me ne vogliano le altre manifatture se pensando ai merletti (che questa foto mi ricorda) mi vengono in mente quelli dell’Isola di Burano, perché in fondo i merletti son tutti belli, un po’ come i tramonti, unici e cangianti ogni volta, magici oserei dire, perché per quanto si abbia fretta son poche le persone che di fronte ad un tramonto non si fermano incantati dalla sua bellezza, ed anche solo se per pochi secondi si lasciano abbandonare al suo abbraccio colorato.
I tramonti ci ricordano che per godere della bellezza bisogna rallentare il passo, tutti, nessuno escluso, ed il rischio di non farlo non è da poco, un aforisma africano recita: “Chi non si ferma a guardare la bellezza diventerà cieco”; non è spaventoso?
Eppure sembra veramente arduo contrastare l’assioma imperante della nostra società che ci spinge ad andare di corsa per accumulare quante più cose possibili, a “quantificare” il nostro vissuto in ogni settore per poterlo poi esprimere in numeri, in traguardi raggiunti; ma così ci perdiamo la vista del cuore, bisogna creare un’interazione con l’oggetto amato, e per farlo è necessario prendersi del tempo affinché le emozioni più intense e profonde possano venire a galla, bisogna prendersi del tempo per la bellezza, bisogna prendersi del tempo… per noi.
Mi accorgo allora tirnado le somme di questa riflessione che c’è un’altra cosa che accomuna merletti e tramonti: entrambi ci richiedono pazienza e attenzione, i primi per essere creati, i secondi per essere goduti.
Buona visione con la cartolina di Gennaio su Maupanphoto.com e BUON ANNO a voi.

Cartolina Dic.2023 Il Cappello delle Streghe
Abbiamo bisogno di streghe, gnomi e animali parlanti, di regni lontani e di scope magiche, di castelli inaccessibili e di leggende antiche, ma soprattutto abbiamo bisogno di sapere che “l’isola che non c’è”, che non troveremo mai su nessuna mappa, esiste finché noi continueremo a cercarla; per questo le fiabe non dovrebbero essere relegate solo ai più piccoli, dovremmo continuare a prendercene cura anche da adulti, perché in questo mondo, oggi come ieri, flagellato dalle guerre, se ad un bambino violentato nei suoi affetti più cari, cresciuto nell’odio e nella vendetta, raccontassimo di un mondo lontano, dove la tenacia del giusto vince sulla prepotenza del più forte, dove la verità trionfa sulla menzogna, nonostante mille avversità o forse… grazie a mille avversità, dove la bontà seminata non va mai perduta ma porta frutto, ecco io credo che avremmo meno terroristi di domani e più uomini capaci di immaginare un mondo migliore, di creare il cambiamento.
Buona visione con la cartolina di Dicembre su Maupanphoto.com

Cartolina Nov.2023 Polvere di stelle nell'Universo
Un aspetto della fotografia di paesaggio che ho scoperto pian piano con il tempo, è che, a dispetto delle ineccepibili regole di tecnica fotografica, vere e verificabili per ogni scatto, queste da sole non bastano a giustificare una foto speciale; le regole se ben applicate decretano una foto ben fatta, che può essere anche bella dal punto di vista estetico, ma da sole non sono sufficienti a renderla unica, particolare, personale; si perché quando una foto ti piace tanto la senti come qualcosa di personale anche se è stata scattata da qualcun altro, senti infatti che il fotografo ha trovato qualcosa che stavi cercando anche te, ma che il tuo sguardo non aveva ancora colto.
Nelle foto speciali c’è quella che io definisco la magia della fotografia, nasce dalla fusione di tanti elementi diversi come: colori, soggetti, piani prospettici, quantità e angolazione della luce, ombre, direzione delle linee di fuga, etc., in dosi ogni volta diverse, dove persino la loro assenza in taluni casi concorre a formare uno scatto unico, irripetibile; infatti anche tornando nello stesso luogo, nello stesso periodo, nella stessa ora e condizioni atmosferiche simili di un altro giorno o di un altro anno, non riuscirai mai a replicare quella stessa foto.
Questa magia pervade alcune foto molto più di altre e le rende speciali, e mi fa anche capire che una foto, per quanto sia bravo il fotografo, non è mai il prodotto di un solo artista, bensì l’incontro di due storie: quella del fotografo appunto, ma anche quella della Natura che ha plasmato in milioni di anni quel paesaggio, e per quanto quel paesaggio venga da lontano, i momenti (la storia) che si scambiano fotografo e Natura sono unici.
Una cosa però li accomuna, entrambe sono… polvere di stelle nell’Universo.
Buona visione con la cartolina di Novembre su Maupanphoto.com

Aggiornamento Ott.2023
Mi piace pensare a questo archivio fotografico come ad un puzzle che si va via via ingrandendo, le aree che ho frequentato con maggiore assiduità sono rappresentate con tessere più piccole, che restituiscono un maggior dettaglio, ricco di colori e sfumature, quelle al contrario che ho visitato di meno sono rappresentate da tessere più grandi, a volte solo abbozzate, che aspettano di essere rifinite meglio suddividendole in parti più piccole con futuri viaggi/escursioni; ma spero comunque che sempre più prenda forma, anche grazie alle descrizioni, la visione d'insieme di un mondo che cerco di raccontare nella maniera che sento più mia, quella fotografica.
Sono sempre più convinto che quello che vediamo è solo una piccola parte di quello che ci circonda, sprechiamo, se così si può dire, la nostra vista, perché in pochi ci insegnano ad usare al meglio i nostri occhi, così i nostri occhi finiscono per invecchiare molto più precocemente di noi, smettiamo di cercare quello che è "invisibile agli occhi" perché siamo convinti che non esista, mentre invece basterebbe lasciarsi guidare dal cuore per scoprire che: uno scoiattolo gioca, un albero sente, una roccia racconta.
Buona visione allora su Maupanphoto.com con la speranza che anche queste foto, nel loro piccolo, aiutino a ringiovanire i nostri occhi.
Di seguito è riportato l'elenco dei 44 eventi che costituiscono questo aggiornamento del 2023, sono raggruppati per area geografica e gruppo montuoso per dargli una più rapida collocazione, mentre ricordo che dal sito si può risalire ad un evento (i più recenti sono sempre quelli elencati per primi nella galleria selezionata) dalla pagina di Archivio, filtrando prima tramite le aree geografiche poi con i gruppi montuosi, oppure tramite una ricerca testuale nella casella Cerca (scrivendo per esempio il titolo completo dell’evento che, salvo rare eccezioni, verrà riportato come unico risultato nella lista di risposta).
ALPI SUD-ORIENTALI https://maupanphoto.com/index.php/archivio/alpi-sud-orientali
Prealpi Gardesane:
- Monte Vignola / da Polsa
- Monte Bondone / per il Sentiero delle Tre Cime
- Traversata del Monte Baldo / per il Rifugio Telegrafo
Prealpi Vicentine:
- Col Santo & co / per la Bocchetta dei Foxi
- Coston dei Laghi & co / per il Cengio Rosso
- Monte Campomolon / dal Valico di Valbona
- Dosso del Sommo / per la Forra del Lupo
- Passo Buole / per il Monte Zugna
- Cime de la Vigolana / per la Fricca
- Cime del Sengio Alto / per la Selletta Nord-Ovest
APPENNINO SETTENTRIONALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-settentrionale
Appennino Modenese:
- Monte Cimone & co (2) / per l’Apicella
- Poggio alle Porche & co / per Foce Campolino
Appennino Bolognese:
- Cima Tauffi / per il Passo della Croce Arcana
APPENNINO CENTRALE CATENA OCCIDENTALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-occidentale
Maremma:
- Vie Cave di Pitigliano / dal Ponte sul Fiume Lente
Monti Volsini e Alta Tuscia:
- Traversata Bomarzo-Chia / per la Piramide Etrusca
- Anello della Rupe / da Porta Rocca
Monti Simbruini:
- Monte Pratiglio & co / per il Pozzo della Neve
- Cima Staffi Occidentale & co / per il Valico Croce Campitelli
APPENNINO CENTRALE CATENA CENTRALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-centrale
Monti della Valnerina:
- Monte Aspra & co / per la Valle Pagana
Monti Reatini:
- Monte Porillo & co / per la Cresta Sud
- Monte Tilia / per la Valle Castello
Monti di Campo Felice:
- Serralunga di Forcamiccia / da la Brecciara
Monti del Cicolano:
- Monte Moro e le Rocchette / per Casle Donati
- Monte Palombo / per la Valle di Corno
- Monte Nuria & co / dal Laghetto di Petrella
Monti del Sirente:
- Monte Ventrino / per Vallelanci
- Cima Costone di Valle Faito / per il Versante Sud
Monti della Duchessa:
- Monte Rozza & co / per la Cresta Ovest
APPENNINO CENTRALE CATENA ORIENTALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-orientale
Monti della Laga:
- Madonna della Tibia / per la Piana dei Ferri
- Anticima Sud Cima della Laghetta (2) / per lo Iaccio Tondo
Monti del Gran Sasso Sud:
- Monti Infornace e Prena / per la Via del CAI di Penne
- Monte Camicia e le sue grotte / per il Vado di Ferruccio
- Monte Capo di Serre / per la Cresta Sud-Est
- Corno Grande Vetta Occidentale e Corno Piccolo / per la Via Direttissima
Monti del Gran Sasso Nord:
- Cimone di Santa Colomba (2) / per lo Spigolo Sud
Monti della Majella:
- Monte Macellaro / per il Vallone di Izzo
- Eremo di S.Angelo + la Loggetta / dall’Area Faunisitca del Camoscio
APPENNINO MERIDIONALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-meridionale
Monti Picentini:
- Punta di Tormine / per Porta di Monte Diavolo
Monti del Cilento:
- Monte San Biagio / per la Via ferrata del Redentore
- Torre e Porto degli Infreschi / da Marina di Camerota
Monti dell’Alta Val d’Agri:
- Ponte alla Luna / per la Via ferrata Arenazzo
Monti del Pollino:
- Monte Alpi (2) / per la Cresta Nord
Monti dell’Orsomarso:
- la Calvia / da Carpinosa
- la Montea (2) / per la Sella de la Melara

Cartolina Ott.2023 Posso tornare a casa
Un giorno la montagna mi disse:
“Sulla cima del monte fermati a guardare intorno a te,
ascolta il silenzio eco di mille storie,
osserva l’erba pettinata onda su onda dal vento,
rincorri gli uccelli mentre disegnano le loro fughe nel cielo,
ammira i fiori, ricami a perdere sul grande arazzo della vita,
libera il pensiero affinchè si perda rincorrendo il volo danzante di una farfalla
o l’incedere brontolone di un bruco,
poi socchiudi gli occhi e senti il respiro della terra.
Ognuno ha il suo tempo,
quando sarà arrivato il tuo riapri gli occhi…
scorgerai in un angolo del paesaggio un bambino che gioca con le formiche*
estraneo al mondo che gli gira intorno,
allora capirai…
Capirai che non sei più spettatore ma parte di questo splendido dipinto,
l’artista ha lasciato un posto anche per te sulla sua tela,
sei parte di quella bellezza che per tanto tempo hai ammirato,
sei la chiave che nessuno ti potrà mai rubare anche nei momenti più bui,
perché, tu, sei, bellezza!”
Tutto questo avvenne come in una scena al rallentatore,
e come non mi era mai successo prima mi ritrovai completamente appagato,
non avvertii più quella sensazione di disagio, di rimpianto,
che avevo sempre quando mi allontanavo dall’amata montagna,
gli rivolsi un sorriso come a ringraziarla,
e riprendendo il cammino mi dissi:
ora si, posso tornare a casa.
*) È un’immagine personale ed unica, ognuno di noi infatti ha un ricordo che lo rappresenta di quando era bambino, e giocava con la mente libera dai pensieri e dalle preoccupazioni di cui ci siamo poi caricati da adulti.
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Cartolina Set.2023 Il tempo che ci è stato regalato
Bisogna uscire dal sentiero per poterlo apprezzare appieno,
bisogna rimanere al buio per scoprire quanto sia preziosa la luce,
bisogna finire assetati per capire quanto sia vitale l’acqua,
bisogna sperimentare il vuoto di un’esistenza per mettersi alla ricerca di un porto sicuro,
ma soprattutto…bisogna soffrire per imparare ad amare.
Ma tutti questi doni quando li riceviamo in eredità finiamo per non stimarli,
per non comprendere il caro prezzo che qualcun’altro prima di noi ha pagato,
quasi fosse un diritto di nascita la strada che ci conduce dove vogliamo,
l’interruttore di casa che ci fornisce energia per tutti i nostri apparecchi,
il rubinetto che aperto, magicamente fa uscire l’acqua anche in cima a un grattacielo,
una società dove si abbia la libertà di scelta,
l’affetto dei genitori, di una famiglia.
Questa foto per me sta a significare un GRAZIE a caratteri cubitali, a tutti coloro che mi hanno preceduto su questo cammino, a tutti coloro che si sono spaccati la schiena per costruire questa mulattiera, con il sudore sulla fronte, con i calli sulle mani; un grazie a tutti coloro che anche se inconsapevolmente mi hanno regalato la cosa più preziosa che loro possedevano, che ognuno di noi possiede: un po’ del loro tempo, e se oggi posso arrivare in cima al monte e guardare l’orizzonte blu del mare, perdermi nel suo abbraccio, nella sua dolcezza, ed attardarmi in questo incanto, lo devo a loro, al cui riguardo la mia fatica di oggi, il mio sudore versato, è ben poca cosa.
Buona visione con la cartolina di Settembre su Maupanphoto.com

Cartolina Ago.2023 Un rifugio è per sempre
Mi sono sempre chiesto perché il rifugio ispiri tanto affetto e suggestione per gli amanti della montagna, siano essi alpinisti, sciatori, escursionisti o altro, perché sentiamo un trasporto particolare avvicinandosi ad esso e poi soggiornando presso di lui (è facile sperimentare infatti che se lo visitiamo solo di passaggio, ed ancor più se è molto affollato, non ci lascerà particolari emozioni o se non altro durature).
Sarebbe troppo facile dire per la bella posizione, il bel panorama, perché rappresenta un luogo sicuro in cui ci sentiamo protetti dalle avversità del tempo lontani da casa, od anche perché quando si cammina parecchie ore e si fatica poi si apprezzano di più quelle comodità, quei servizi, quel cibo che offre e che nella vita di ogni giorno, nella casa di ogni giorno, diamo per scontato.
Tutto questo in parte è vero ma credo ci sia qualcosa di più, credo che per quanto ci piaccia girare per le montagne, visitare nuovi luoghi e salire nuove cime, una parte di noi invece vorrebbe fermarsi, vorrebbe trovare un porto sicuro dove buttare l’ancora; in tutti noi, anche nelle persone più desiderose di viaggiare, di conoscere nuovi luoghi e culture, c’è una parte più interna (potremmo anche chiamarla anima) che vorrebbe invece fermarsi, per concentrarsi di più su quello che c’è dentro di noi invece di preoccuparsi sempre di ciò che c’è fuori.
E quanto più il rifugio è isolato, lontano dalle nostre strade abitudinarie (che ci ricondurrebbero inevitabilmente al tram tram quotidiano), quanto più è accogliente e ben tenuto, così da farci sentire il “profumo” di casa ma senza esserlo, quanto più vi arriviamo dopo un’escursione che ci ha regalato grandi soddisfazioni ed emozioni (il viaggio di ognuno), quanto più è poco affollato così da farci sentire non dei semplici clienti ma dei protagonisti della casa, tanto più il rifugio finisce per incarnare quel porto sicuro in cui fermarsi.
Senza volerlo nel momento in cui posiamo lo zaino scarichiamo anche la tensione di un giorno, si fermano le nostre gambe ma si ferma anche il nostro io interiore, la nostra anima, che trova nel rifugio quella calma, quella pace che andava cercando, ed anche se sappiamo che il giorno dopo ci rimetteremo in viaggio quella sensazione di “essere arrivati” permarrà in noi, la associeremo a quel rifugio e poi a quelli che seguiranno, ma…a differenza di tante altre sensazioni che perdono d’intensità con la frequenza, questa forte suggestione non verrà mai meno, e lasceremo il cuore in uno, cento, mille rifugi.
Buona visione con la cartolina di Agosto su Maupanphoto.com