
Cartolina Lug.2023 Funamboli sul filo di lama
Non posso fare a meno di ritrovare nel camminare in montagna una metafora della vita, e sovente sono proprio le foto che scatto a ricordarmelo.
Questa mi fa ricordare che viviamo tutti su un palcoscenico, grande o piccolo che sia, ma sempre molto, molto precario; ogni individuo rispetto al suo tempo vive sul confine, sulla frontiera di quello che è stato (il passato, la storia dell’umanità) e quello che sarà (le nuove scoperte geografiche/spaziali, della tecnologia/scienza, della medicina); ed ogni giorno l’uomo s’impegna per rimanere in equilibrio tra passato e futuro, a costo spesso di sofferenze, di cadute, controbilanciate però dal raggiungimento anche di nuovi traguardi e di una nuova coscienza.
Siamo attori nostro malgrado di una storia unica, perciò ognuno di noi si sforza ogni giorno di mantenersi in equilibrio su quel crinale che sta percorrendo, per quanto molti messaggi fuorvianti ci illudino che ci sia una strada sicura, scopriamo tutti a nostre spese che non esiste, così chi con più classe chi con meno cavalchiamo la nostra storia meglio che si può; a volte gli abissi che vediamo ai lati del crinale ci paralizzano, allora ci aggrappiamo alla nostra “via ferrata”, che sia l’aiuto di un amico o l’esempio di chi è stato più coraggioso, questo ci sprona a tentare, ad andare avanti; altre volte sono le nuvole che ci nascondono il cammino, siamo rallentati dai dubbi, dalle insicurezze, dalle sconfitte che pesano come macigni sul nostro umore, sulle nostre speranze.
Ma è proprio allora che la montagna fa la sua magia: solo lei riesce a farti sentire piccolo, ti da infatti il metro di misura di quello che effettivamente sei, ma allo stesso momento ti fa sentire grande, perché ti fa sentire parte, protagonista, di un immensa, meravigliosa storia che travalica gli angusti confini che ci siamo imposti; ti fa sperimentare la cecità, lo smarrimento di fronte all’incapapacità di affrontare le forze della natura, ma poi ti dona la luce, perché guardando le cose dall’alto permette al tuo sguardo di andare lontano, molto oltre quello che ci potevamo aspettare dal basso.
È vero, in questo continuo bilico alcuni sembrano portare un fardello più leggero di altri, ed io non so, non ho trovato risposte per questa apparente disuguaglianza, mi limito ad osservare funamboli sul filo di lama e mi auguro che tutti, ma proprio tutti, raggiungano la loro meta.
Buona visione con la cartolina di Luglio su Maupanphoto.com

Cartolina Giu.2023 In capo al mondo
Nonostante non abbia viaggiato molto all’estero mi ritengo una persona fortunata perché ho capito che il capo del mondo si trova molto più vicino di quanto all’inizio avessi immaginato, anzi a dirla tutta non ce n’è uno solo ma tanti, tantissimi, cosa d’altronde neanche così strana considerando che la Terra è rotonda!
Quel posto così speciale che i nostri amici di ritorno da un viaggio all’estero ci dicono “devi assolutamente vedere”, in realtà lo abbiamo a disposizione a casa nostra, senza andare d’altra parte del mondo, e una fotografia può aiutarci a scoprirlo.
Si perché una bella foto per quanto riaccenda in chi l’ha scattata tanti ricordi, tante emozioni, e susciti in chi la guarda per la prima volta simili o diverse sensazioni, ha il pregio di sublimare un luogo, di estraniarlo dalla sua collocazione geografica; chi potrebbe negare infatti che lo scatto della cartolina di questo mese sia stato preso su un’isola sperduta di un mare lontano?
Attenzione non sto dicendo che è inutile viaggiare, allontanarsi dalla propria città, dalla propria regione, ogni viaggio è infatti un arricchimento, ma affinché si riveli un vero e proprio tesoro è necessario prima trovarlo con il nostro sguardo piuttosto che con i nostri piedi; spesso mi sembra che la gente sia più preoccupata a “marcare il territorio” che a conoscerlo, per questo non condivido la mania dei selfie che impazza ovunque anche quando si viaggia, vogliamo testimoniare agli altri la nostra presenza ma il nostro faccione in primo piano non fa che nascondere, offuscare la bellezza del luogo.
Io ci provo, provo a cogliere l’essenza di un luogo, il più bel ricordo che posso avere di un posto dove sono stato non è il mio viso (quello me lo ricorda ogni giorno lo specchio☺) ma le suggestioni che quel posto ha suscitato in me, e che può ancora stimolare in me o in chiunque altro oggi; mi piace sempre pensare alle foto, sebbene siano un elemento così statico e puntuale, come ad una finestra aperta, la pagina bianca di un diario ancora da scrivere.
Buona visione con la cartolina di Giugno su Maupanphoto.com

Cartolina Mag.2023 L'Ascensore
Giorni fa mi è tornato a mente un ricordo di quando ero bambino, un gioco che facevo con mio zio: l’ascensore.
Per quanto fosse un giochino semplice io ne ero elettrizzato e non perdevo occasione appena c’incontravamo di chiederglielo, anche perché non tutti i nipoti hanno l’opportunità di avere uno zio alto quasi 2 metri, e lui era sempre molto disponibile, anzi sembrava divertirsi insieme a me, ed io sentivo nella sua presa ferma che mi sollevava in aria una dimostrazione di affetto.
Poi mi è capitata sotto gli occhi questa fotografia, ed ho capito che una montagna è un po’ come un ascensore, ci trasporta in alto per vedere le cose da un altro punto di vista, e questo nuovo sguardo non ci permette solo di vedere più lontano ma ci rivela anche una nuova interpretazione della realtà che ci circonda (o per lo meno ce n’offre la possibilità!), si potrebbe definire una forma di dimostrazione di affetto della Natura nei nostri confronti, che ci da modo di comprendere meglio dove ci troviamo, chi siamo, ci dona quell’energia e spazio necessari ad alimentare i nostri sogni.
Così non deve sembrare strano, se dopo tanto salire, le cime delle montagne mi hanno insegnato che per ampliare il nostro sguardo non è necessario per forza salire in alto quanto piuttosto avere nuovi occhi, ed ho potuto ritrovare quella stessa sensazione di infinito, di libertà, anche immergendomi nelle profondità del mare o di una grotta.
Oggi guardando questa foto scopro che le nuvole che incappucciano la montagna mi rivelano molto di più di quello che nascondono (la cima), vedo l’incontro di due dimensioni apparentemente contrapposte: la terra che cerca il cielo innalzandosi con le montagne, il cielo che cerca la terra carezzandola con le sue nuvole, e mi sento di ringraziare infinitamente mio zio per avermi accompagnato al 1° piano di questa “ascesa”.
Buona visione con la cartolina di Maggio su Maupanphoto.com

Cartolina Apr.2023 La giusta distanza
Può capitare di avere le parole, di averne troppe di parole, di avere troppe cose da dire, da raccontare di una montagna; capita quando hai condiviso con lei tanti giorni, tanti sguardi, tante emozioni, sei cresciuto un poco con lei, un poco anche grazie a lei; eppure proprio perché senti di conoscerla così bene, senti di essere inadeguato a raccontarla, a tracciarne anche solo uno scarno profilo, perché hai scoperto che lei è molto di più di quello che avevi immaginato da studente universitario al primo incontro, e non ti basterà una vita, questa vita, per conoscerla fino in fondo.
L’amore verso di lei quello no, in quello senti di essere all’altezza, perché l’amore travalica le dimensioni, la nostra storia, la nostra sapienza, le nostre capacità; l’amore colma le differenze, anche quelle di un topolino come me nei confronti di una montagna tanto grande, l’amore crea quella connessione che la nostra natura terrena sembrerebbe bandire.
Per quanto grande essa sia puoi sempre accarezzarla, sentire il suo profumo, ascolatre la sua voce e i suoi silenzi, o quanto preziosi i suoi silenzi!
E ti ritrovi a gioire con lei, a sfogare con lei i tuoi pianti, a sussurarle quelle cose che non puoi dire a nessuno.
Poi arriva il momento dopo tanti anni di fare un passo indietro, ma non per allontanarmi da lei, piuttosto per trovare la giusta distanza, ammirare la sua maestosità, e in quella visione sentirsi appagato, dolcemente accolto in quell’abbraccio a lungo cercato.
Buona visione con la cartolina di Aprile su Maupanphoto.com

Cartolina Mar.2023 Il lato B
Siamo fin troppo bravi, pardon…veloci, ad emettere sentenze, a giudicare qualcuno o qualcosa, ad usare quello stesso “corto” metro che non vorremmo fosse usato su di noi, troppo presi a trovare un colpevole per poter chiudere l’accaduto, per poterci scrollare di dosso quella polvere che inesorabilmente si è depositata sul nostro bel vestitino e poi andare avanti, perché si sa il mondo va veloce, non ci aspetta; troppo presi…per non prenderci il lusso di fermarsi a guardare, di conoscere una storia, cento storie.
A volte basterebbe sedersi sulla spiaggia, tra la sabbia ingombra di rottami e guardare il mare: le onde, quelle stesse onde innocenti esecutrici di un disegno di morte, ci porterebbero all’orecchio, con il loro incedere incessante ma persuasivo, mille storie, mille sogni; quelle stesse onde che hanno infranto tante vite infrangerebbero anche le nostre convinzioni, le nostre certezze, e ci sorprenderemmo a scoprire il senso di pace che ci dona l’orizzonte, quello stesso orizzonte di libertà che tutti cercano, verso cui tutti veleggiano, e che le nostre città hanno finito col nasconderci.
In fondo chi non cerca di cambiare il proprio destino?
Fin da bambini quando lasciamo il caldo e sicuro abbraccio della madre e muoviamo i primi passi, inciampando, cadendo, ma troppo forte è il desiderio, la necessità di farci fautori del nostro destino; è paradossale poi, perché in fondo nessuno di noi conosce il proprio destino, chi sa veramente in quale direzione andare?
Eppure ci mettiamo in cammino, guidati dalla speranza, dai nostri sogni, da quell’orizzonte che infonde in noi così tanta pace, e se abbiamo dei figli li portiamo con noi non certo per incoscienza ma per amore, e così diveniamo clandestini per amore.
Forse per alcuni apparirò prevedibile, eppure ancora una volta la Natura mi ha insegnato che c’è sempre un lato B, in un paesaggio come in una storia, in una persona; che se una parete si erge dinanzi a te non è per respingerti ma per invitarti a fermarti, a conoscerla meglio, a conoscersi meglio: con i propri limiti, le proprie paure; a scoprire che si può raggiungere la cima se si ha la pazienza di spostarsi…sul lato B.
Buona visione con la cartolina di Marzo su Maupanphoto.com

Cartolina Feb.2023 Al di là
Per alcuni di noi è una spinta inarrestabile, qualcosa che portiamo dentro instillato non so da chi, e che non trova appagamento nel raggiungimento del nostro obiettivo immediato, perchè appena raggiunto non svanisce ma anzi sembra quasi andare ad alimentare, a caricare quella molla interna che ci spingerà ancora una volta a salire per guardare al di là.
Si perché per quanto possa essere difficile un’impresa (dal nostro punto di vista), per quanto possa essere appagante il risultato, dopo uno, dieci, cento panorami che ti lasciano senza fiato, che ti fanno sentire gigante e formica insieme, che ti regalano una pienezza ed una consapevolezza che a stento ritrovi nella vita sociale di tutti i giorni, ebbene se la volta seguente stai “da capo a dodici” e ti senti spinto a salire quel canale, quel vallone, quella parete, ti domandi ma sarà proprio per raggiungere quella cima?
Ma non sarà forse per provare ancora quell’eccitazione che ti pervade il corpo, per provare la gioia dell’attesa, per rispondere a quell’esigenza interiore di mettersi in cammino, di rispondere si ad una “chiamata” di andare al di là, di cercare qualcosa che sta al di sopra di noi, ma non solo in senso materiale (le cime dei monti) ma anche metafisico.
Con gli anni mi sono reso conto che la vita è come un asintoto, si tende senza mai raggiungere completamente quel o quell’altro risultato, perché più passano gli anni più prendiamo coscienza del confine che abbiamo davanti, questo confine muta, si sposta insieme a noi; all’inizio è frustrante, poi col tempo capisci che è benefico, e che solo grazie alle domande ci mettiamo alla ricerca delle risposte.
In fondo è tutto qui, questa coscienza il bagaglio che ho accumulato in tanti anni, e debbo dire GRAZIE alla Montagna che me lo ha insegnato, grazie a lei se ancora oggi trovo gli stimoli per andare avanti, per mettermi in discussione e puntare a quel confine, a quello zero che so che non raggiungerò mai in questa esistenza terrena.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com

Cartolina Gen.2023 Il caldo abbraccio della neve
Mi manca, mi manca la neve, mi manca da morire il suo candore che tutto copre senza cancellare, che tutto silenzia, che ci riporta indietro nel tempo a quando eravamo bambini e ci lasciavamo stordire dalla sua magia: come poteva infatti una cosa così piccola e impalpabile, che si scioglieva tra le nostre dita, che cadeva così lenta come al rallentatore, come poteva ricoprire così tanto il paesaggio da trasfigurarlo, da farci piombare in un’altra dimensione dove tutto sembrava fermarsi mentre il freddo cristallizzava le nostre emozioni?
Mi manca da morire ora che è il suo tempo e non arriva, ora che dovrebbe alimentare le nostre sorgenti e la mia fantasia, c’è troppo nero nelle nostre giornate, mi manca il suo bianco perché in quel bianco vedo così tanta saggezza, vedo il cerchio della vita, vedo lontano, molto più lontano di quando guardo sul mio cellulare, nella mia televisione.
Mi manca da morire perché ogni singolo cristallo a ben guardare ci apre alla storia del mondo, come in una sfera di cristallo divinatoria possiamo leggervi il nostro passato e il nostro futuro; ma chi si ferma più a guardare le forme dei cristalli di neve? Quale futuro ci aspetta ora che non possiamo più leggerlo sulla neve?
Si dice che la neve sia fredda, forse, ma quale bambino che gioca sulla neve si accorge che è fredda? Ma quando torna inzuppato e fradicio nell’abbraccio della mamma, non sente forse un calore che senza la neve sarebbe stato più “freddo”?
Questa neve che tarda a venire mi manca da morire, perché il suo bianco mantello mi ricorda che abbiamo bisogno di abbracci: del caldo abbraccio di un focolare, del caldo abbraccio di un amico, del caldo abbraccio della persona amata.
Si dice che la neve sia fredda, forse, ma mi manca il suo caldo abbraccio.
Buona visione con la cartolina di Gennaio su Maupanphoto.com

Cartolina Dic.2022 Parole d'inciampo
Può capitare, leggendo un libro, che “s’inciampi” in delle parole, queste ti fanno cadere, interrompono il tuo ritmo di lettura, e per andare avanti ti costringono a leggerle di nuovo, a cercare di capire il loro senso più profondo che non risiede certo nel significato letterario delle stesse; eppure questa sosta forzata a ben vedere il più delle volte risulta assai benefica, perché se siamo inciampati proprio in quelle parole significa …che stavano aspettando noi!
Allo stesso modo mi capita spesso “d’inciampare” durante le mie passeggiate, di sentire una vocina interna che mi dice di fermarmi e di guardarmi intorno con maggiore intensità del normale, di fare attenzione a cogliere quello che è invisibile agli occhi; non mi pongo in quei momenti alla ricerca di qualcosa di particolare, piuttosto cerco di cogliere il sapore, di nutrirmi di quell’atmosfera surreale che il paesaggio emana, che a me piace chiamare di “sospensione”, e che ho paura di perdere se non fermassi il mio passo e non mi mettessi in ascolto.
In quei momenti cerco di fare il pieno di quel senso di tranquillità, di pace che sento intorno a me, so bene infatti che quando tornerò a casa, nella vita di tutti i giorni, potrà tornarmi utile; col tempo quindi mi è venuto spontaneo domandarmi da dove nasceva questo interscambio con il paesaggio, questa sintonia che ti fa sperimentare questa sensazione, e perché non la sperimentavo in altre situazioni.
Mi ero dato fondamentalmente due risposte: la prima è che dipende da noi, il cammino infatti ci libera la mente, allontana i pensieri che l’affollano ogni giorno, e ci rende così più predisposti ad accogliere quello che l’ambiente intorno a noi ci comunica, o più semplicemente esprime; la seconda è che ritrovo nel paesaggio naturale quell’armonia, quella pienezza che manca alla nostra vita, quella vita che ci sforziamo di riempire di cose salvo poi ritrovarsi sempre poveri di qualcosa, non sazi di quel qualcosa che non sappiamo bene neanche noi di che si tratti, una fame però che magicamente sparisce di fronte a certi paesaggi, così dirompenti nel loro apparente silenzio.
Infine giorni fa sono inciampato in queste parole, che possono apparire a prima vista banali nella loro semplicità un po’ naif, ma che a mio avviso sono profondamente vere e mi insegnano ad allargare ulteriormente il mio sguardo sul mondo.
“À contempler tranquillement les choses tranquilles, pierres, arbres, tu peux parvenir à acquérir leur tranquillité” (da “Rendez-vous au Colorado” di Philippe Labro)
Buona visione con la cartolina di Dicembre su Maupanphoto.com

Aggiornamento Archivio Nov.2022
Ed eccoci arrivati ad un nuovo aggiornamento dell’archivio fotografico Maupanphoto, con il quale supero la soglia delle 30.000 immagini catalogate; tirando le somme di un anno di fotografie ti rendi conto del bottino che hai raccolto, e di quello, perché no, che hai lasciato per strada, come per esempio la cima più alta del Portogallo: il Vulcano Pico, ma tutto, anche le foto non scattate in un certo senso, fanno parte del tuo bagaglio di cui bisogna andare fieri.
Anche perché ad essere sinceri ci sono pure le foto che non ti saresti aspettato di scattare, i luoghi dove non ti saresti immaginato di arrivare; insomma se il mondo è sicuramente troppo vasto per essere visitato dappertutto, anche per il viaggiatore più incallito, ho però capito che la vita è sufficientemente lunga per imparare ad avere uno sguardo nuovo, ad essere ricchi di quello che s’incontra lungo il nostro cammino, e le foto mi aiutano a ricordarlo.
Buona visione quindi su Maupanphoto.com, sperando di stimolare come sempre nuovi viaggi e nuovi “viaggiatori”... ovunque voi andrete.
Di seguito riporto l'elenco degli 81 eventi che costituiscono il “bottino” di questo 2022, raggruppati per area geografica e gruppo montuoso per dargli una più rapida collocazione; ricordo che dal sito si può risalire ad un evento (i più recenti sono sempre quelli elencati per primi nella galleria selezionata) dalla pagina di Archivio filtrando prima tramite le aree geografiche poi con i gruppi montuosi, oppure tramite una ricerca testuale nella casella Cerca (scrivendo per esempio il titolo completo dell’evento che, salvo rare eccezioni, verrà riportato come unico risultato nella lista di risposta); infine l’elenco degli eventi che rientrano nel nuovo aggiornamento si possono trovare anche sul relativo post nella pagina Agenda con i link diretti ad ogni area.
ALPI SUD-ORIENTALI https://maupanphoto.com/index.php/archivio/alpi-sud-orientali
Dolomiti di Sesto, Braies e d’Ampezzo:
- Croda Sora i Colesei / per il Vallon Popera
- Cima Popera / per la Strada degli Alpini
- Collerena / per Forcella Giralba
Prealpi Gardesane:
- Monte Stivo / per le Prese
Prealpi Vicentine:
- Cima Palon / per la Strada delle 52 Gallerie
- Cima Carega / per la Val Grande di Ometto
Prealpi Bresciane:
- Parco Giardino Sigurtà / (Valeggio sul Mincio)
- il Vittoriale degli italiani e Lago di Garda / (Gardone Riviera)
APPENNINO SETTENTRIONALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-settentrionale
Appennino Reggiano:
- Pania e Serra di Corfino / per la Cresta Sud-Est
- Monte Vecchio e Bocca di Scala / per la Fonte del Buon Vino
APPENNINO CENTRALE CATENA OCCIDENTALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-occidentale
Maremma:
- Sipagge dell'Argentario / per la Via Panoramica
- Cala Salto del Cervo / per Poggio alle Sugherine
- Monte Penna / per la Sorgente del Carpino
Monti Aurunci:
- Monte Vomero / per la Cresta Sud
Agro Romano:
- Museo delle Mura / (Roma)
- Villa di Massenzio / (Roma)
- Museo Orto Botanico / (Roma)
Monti Simbruini:
- Cime di Campo Staffi / per l'Anticotento
Monti Ernici:
- Monte Tesoro & co / per il Costone Mugliera
- Colle San Giacomo / per il Versante Sud-Est
APPENNINO CENTRALE CATENA CENTRALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-centrale
Monti del Catria, Nerone e Cucco:
- Monte Nerone / per la Gola dell'Infernaccio
- Corno del Catria e Monte Catria / per la Costa del Corno
- Monte Cucco & co / per Monte le Gronde
Monti Martani:
- Grotta GIS ed Eremo di S.Erasmo / da Cesi
Monti di Campo Felice:
- Serralunga di Vallefico e di Santo Iago / da Valle Marina
Monti del Cicolano:
- Monte Rosa / per la Cresta Est
Monti del Cornacchia:
- Serra Traversa & co / per la Valle Mancina
Monti del Sirente:
- Serra di Celano / per la Via dei Passetti
- Monte Secino, Etra e Savina / per la Cresta Sud
Monti del Greco:
- Monte Genzana & co / per il Fosso di Pietra Libertina
- Montagna di Preccia e Serra Cavallo Morto / da Cantoniera Mimola
Monti Marsicani:
- Cima Macchia di Rose & co / per Coppo della Genzana
Monti delle Mainarde:
- Monte Forcellone & co / per Costa de la Monna
APPENNINO CENTRALE CATENA ORIENTALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-orientale
Monti della Laga:
- Monte Gorzano / per la Via dei Lupi
Monti del Gran Sasso Sud:
- Monte Corvo Vetta Orientale / per la Grotta del Capraro
Monti del Morrone:
- Cima Mucchia di Pacentro & co / per la Rava dell'Inferno
- Monte Morrone & co / per lo Iaccio Rosso
APPENNINO MERIDIONALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-meridionale
Monti del Matese:
- la Gallinola / per la Cresta Nord-Ovest
Monti del Cilento:
- Monte Cervati e la Nevera / per la Madonna della Neve
- Costa della Masseta e degli Infreschi / da Scario
- Traversata Masseta-Infreschi / per il Vallone del Marcellino
Monti del Sirino:
- Monte Sirino e Timpa Schiena d'Asino / per il Sentiero dei Pellegrini
Monti del Pollino:
- Timpa Canocchiello e Serra delle Ciavole / per la Fontana di Rummo
- Monte Grattaculo / per il Belvedere Emilio Colombo
Monti dell’Orsomarso:
- Monte Caramolo e Serra della Lupara / per la Cresta Sud
ESTERO https://maupanphoto.com/index.php/archivio/estero
Portogallo:
- Monte Brasil e Angra / Isola di Terceira
- Mistérios Negros e Pico do Gaspar / Isola di Terceira
- Algar do Carvão e Praia da Vitória / Isola di Terceira
- Angra do Heroísmo / Isola di Terceira
- Caldeira de Guilherme Moniz / Isola di Terceira
- Fortes de São Sebastião e Porto Martins / Isola di Terceira
- Vinhas e Ponta dos Biscoitos / Isola di Terceira
- Morro Grande das Velas / Isola di São Jorge
- Fajã da Caldeira de S.Cristo e Ponta das Eiras / Isola di São Jorge
- Ponta dos Rosais e Fajã do Ouvidor / Isola di São Jorge
- Ponta dos Capelinhos / Isola di Faial
- Whale Watching e Vinhas de Criação Velha / Isola di Pico
- Horta / Isola di Faial
- Ponta da Ferraria / Isola di São Miguel
- Ponta Delgada e Caldera de Sete Cidades / Isola di São Miguel
- Ponta Delgada e Lagoa das Furnas / Isola di São Miguel
Oman:
- Sultan Qaboos Grand Mosque / (Muscat)
- National Museum e Al Alam Palace / (Muscat)
- Riyam-Matrah trek / (Muscat)
- Royal Opera House Muscat / (Muscat)
- Barka' fish market e Aim Al Thawwara / (Barka')
- Wadi Bani Awf e Balid Sayt trek / (Balid Sayt)
- Jebel Shams e Balcony Walk / (Jebel Shams)
- Misfah Al Abriyeen / (Misfah Al Abriyeen)
- Jabreen Castle e Bahla pottery school / (Bahla)
- Al Hamra / (Al Hamra)
- Nizwa Fort / (Nizwa)
- Nizwa Souq e Sultan Qaboos Mosque / (Nizwa)
- Birkat al Mawz e Harat Al Bilad / (Birkat al Mawz)
- Wahiba Sands / da Arabian Orix Camp
- Wadi Bani Khalid / (Bani Khalid)
- Sur e Ras Al Jinz Turtle Reserve / (Sur)
- Bimmah Sinkhole / (Hawiyat Naim Park)
- Wadi Tiwi / (Tiwi)
- Fins Beach / (Sur)
- Daymaniyat Islands e Crowne Plaza Terrace / da Muscat

Cartolina Nov.2022 Il Gigante e la Bambina
Mi ricordo perfettamente come fosse ieri (ma son passati 20 anni!) di quando scattai questa foto: la mia amica era andata un poco avanti lungo il sentiero, e appena scavalcai il crinale del monte la vidi più in basso traversare ai piedi di grandi faggi alla testata della Valle dell’Inferno (Monti Ernici), dalla posizione sopraelevata in particolare si poteva apprezzare la maestosità del primo, un albero gigantesco.
La prima sensazione fu quella di sentirmi una formichina di fronte alla grandezza del Creato, della Natura, ma alcuni giorni dopo una volta ritirata la diapositiva dal laboratorio fotografico, guardandola rimasi ancora più impressionato da quella immagine che mi fece venire in mente la favola di Oscar Wilde “Il Gigante egoista”; da allora ho iniziato a considerare la Natura come un gigante buono che guarda a noi umani con simpatia, come a dei bambini un po’ caciaroni ma a cui in fondo vuole un mondo di bene, e di cui non potrebbe fare a meno per dare senso ad un “disegno” trascendente di cui lui stesso fa parte.
Ed oggi più che mai credo che abbiamo bisogno di giocare insieme a questo gigante buono nel suo giardino, non sempre in questo confronto andrà tutto bene, a volte potrà apparirici burbero, un poco egoista, ma non disarmiamoci, perché una volta fatto breccia nel muro che ci separa dal lui scopriremo che il suo giardino è pieno di doni per noi.
Buona visione con la cartolina di Novembre su Maupanphoto.com

Cartolina Ott.2022 In Paradiso
Nessuno di noi può affermare con certezza l’esistenza del Paradiso, e tantomeno conoscere in che condizioni si troverebbe un anima in quel contesto, ma…
cercando la cartolina di ottobre del sito sono incappato nelle foto di questa gita sul Gran Sasso di un paio di anni fa, dove l’ultima cima del percorso aveva/ha un nome che mi aveva stuzzicato per parecchio tempo, nome che è tutto un programma, un bel programma!
Così mi è venuto spontaneo pensare se ci fosse mai qualche analogia, qualche collegamento, con le sensazioni che si sperimentano durante un’escursione e quelle di questo immaginifico luogo: il Paradiso; una delle molle infatti che ci spinge a tornare a fare un’escursione in montagna o più in generale in natura, è quella sensazione di appagamento, di sazietà interiore, di ricchezza che si sperimenta mentre si cammina, ricchezza che però paradossalmente non nasce dall’accumulare cose durante l’escursione, bensì nel liberarci dai “pesi” che ci portiamo appresso ogni giorno, come: pensieri, preoccupazioni, desideri; nasce cioè da un viaggiare “leggeri” non solo perché si ha con se solo uno zaino con poche cose, ma anche perché il contesto ci porta più facilmente che altrove ad estraniarsi dal nostro ruolo sociale ed a vivere intensamente il momento, saziando null’altro che il nostro sguardo, la nostra fantasia.
Lo so è una ricchezza effimera, perché tornati a casa ci sentiremo di nuovo “poveri” dei traguardi non raggiunti, delle occasioni perse, delle persone non incontrate, appesantiti dalle preoccupazioni e dalle sconfitte subite; nonostante questo però rimarrà in noi il ricordo di quella sensazione di ricchezza sperimentata anche solo per pochi momenti, per poche ore, quel profumo di Paradiso che ci porterà a sperare ancora.
Buona visione con la cartolina di Ottobre su Maupanphoto.com