
Natale 2016
"Lascerò che il vento sferzi i miei ricordi, spegnerà i più deboli ravviverà i più forti"
Buon Natale
senza alberi addobbati,
senza presepi,
ma almeno spero...
dentro di noi, nei nostri occhi.

Natale 2016
"Lascerò che il vento sferzi i miei ricordi, spegnerà i più deboli ravviverà i più forti"
Buon Natale
senza alberi addobbati,
senza presepi,
ma almeno spero...
dentro di noi, nei nostri occhi.

Dic.2016 La cartolina di questo mese di Maupanphoto.com è dedicata a tutti quei monti non famosi, monti che anche quando trovano spazio nelle proposte escursionistiche delle guide specializzate sono spesso poi snobbati dagli escursionisti stessi a favore di nomi più blasonati, di cime più alte e storicamente conosciute; ma fortunatamente la montagna è anche questo, è uno scrigno che per quante volte tu possa avere aperto non smette mai di regalarti nuovi tesori, catturarti in nuove piccole o grandi avventure che ti svelano altri paesaggi, altre sensazioni, ed anche se sai bene che non sei il primo a calcare quei luoghi ti sembra quasi di partecipare ad una riscoperta, e come quando torni a casa dopo aver visto un bel film vorresti che anche i tuoi amici lo vedessero per condividere quel piacere con loro, così è per me scoprire questi monti, laghi, gole o quant’altro, sperando che le foto possano invogliare altre persone a confrontarsi con così tanta bellezza.
Il protagonista di questa cartolina è Roccatagliata, un colossale torrione separato dal resto della montagna di cui fa parte da una profonda spaccatura.

Aggiornamento Nov.2016 C’è un voluto un po’ più di tempo di quello che avevo previsto ma finalmente è on line (anche grazie all’aiuto di mio fratello Marzio che mi da sempre una mano a risolvere i problemi informatici) il nuovo aggiornamento del sito Maupanphoto.com: con l’inserimento di 38 nuovi eventi e 1.490 fotografie l’Archivio raggiunge quota 17.174 immagini (tutte indicizzate!), certo non sono tutti capolavori ma credo comunque che sia un “bel viaggio”, una panoramica finestra dove valga la pena affacciarsi ogni tanto per non dimenticare le bellezze del paesaggio che ci accoglie.
Questa volta oltre alle classiche uscite escursionistiche ci sono anche molti eventi a carattere alpinistico, si va un po’ più in alto per capirsi, fino a toccare i 4554m. di Punta Gnifetti!

Nov.2016 Che dire della cartolina di Novembre di Maupanphoto.com, è proprio lei la “cartolina” per antonomasia, scattata alle pendici della Cima delle Malecoste in un frizzante autunnale mattino del 2001, viene proprio voglia di scriverci sotto … saluti dal Gran Sasso!
Buon Novembre a tutti.
| Monte Rosa "Sogno Bianco" |
| proiezione fotografica presso il negozio Alta Quota - Via G.Benzoni 37, Roma |
| 4 novembre 2016 h.20:00 |
![]() |

Ott.2016 La cartolina di ottobre di Maupanphoto.com è tratta da un week-end passato in solitaria sui Monti Marsicani ormai un po’ di anni fa (anche se grazie alle foto lo rivivo come fosse stato ieri), e mi da l’occasione per riflettere su un concetto di cui spesso si parla nell’ambito dell’escursionismo: ovvero se sia giusto o meno andare a camminare da soli.
Ebbene come fotografo mi sono sempre accorto che tornando a casa da una gita, se ero andato da solo, mi ritrovavo quasi sempre nel mio “bottino” fotografico scatti più suggestivi, più originali, più intensi, all’inizio pensavo che si trattasse semplicemente di fortuna, cioè del caso di aver visto quella particolare inquadratura o essermi trovato in quel posto con quella luce in quel momento particolare, ma ben presto ho capito che per la fotografia intesa come espressione artistica e non solo documentaristica (non c’è niente di male infatti a fotografare solamente per fissare una situazione, un ricordo) bisogna essere “aperti”, non riesco a trovare bene il termine ma intendo dire che bisogna lasciare che tutto ciò che ci circonda possa fluire facilmente attraverso di noi senza trovare ostacoli, filtri, non bisogna essere distratti quindi da altre cose che non centrano niente con il paesaggio e le sensazioni che in quel momento ci circondano.
Siamo tutti d’accordo che se vogliamo apprezzare al meglio la musica non ha senso andare ad un concerto e mettersi a parlare con il nostro vicino (anche se poi qualcuno lo fa!), un po’ meno quando si tratta di esportare questo concetto in altri ambiti, così sarà più difficile fare delle belle fotografie o più semplicemente cogliere appieno i “messaggi” del luogo in cui ci troviamo, se nel frattempo stiamo a parlare con le altre persone o siamo distratti dalla necessità di rimanere insieme al gruppo; siamo così immersi in una vita fatta di suoni (o rumori sigh!), persone, impegni, che poi anche quando ne avremmo l’occasione abbiamo paura o timore di rimanere ad affrontare delle situazioni da soli, o più semplicemente ignoriamo questa possibilità magari con la scusa che …”se poi ti fai male?”
Voglio dire che è bellissimo camminare in compagnia, ridere e distrarsi, ma si dovrebbe dare spazio anche al camminare da soli, si può e si dovrebbe fare entrambe, senza correre inutili rischi, commisurando la nostra uscita in solitaria alle nostre esperienze e capacità, iniziare con passeggiate facili in luoghi che già si conoscono per esempio, per poi spostarsi un gradino più su, imparando a leggere le carte, a costruirsi un percorso, ma ciò che più conta imparando a sperimentare un’altra dimensione (termine un poco esagerato ma rende bene l’idea) che è lì accanto a noi ma di cui non ci accorgiamo.
Vi assicuro che non sono frasi ad effetto, è proprio così, io sono moltissimi anni che vado in giro in compagnia ma non rinuncio alle occasioni di andare anche da solo, ed anche sapere che se ci dovessimo malauguratamente fare male dobbiamo cavarcela da soli ci renderà più coscienziosi e responsabili non solo sul sentiero ma anche nella vita; andare a camminare da soli in montagna (collina/mare) è statisticamente assai meno pericoloso di camminare in città, di guidare un auto, o ancora di rimanere all’interno delle mura domestiche! e anche se nessuno ce lo dice (a differenza di quando avviene un incidente!) non è vero che è meno importante, ci da la possibilità di conoscere meglio noi stessi, la natura che ci circonda e di conseguenza a rispettarla di più.

Set.2016 Dalla bellissima Alicudi la cartolina di settembre di Maupanphoto.com.

Ago.2016 La cartolina di questo mese di Maupanphoto.com fu scattata nell’agosto del 2000 sulle Alpi Marittime, trovarsi accanto a questa casamatta mi ricordo mi fece una grande impressione, nonostante la costruzione non avesse subito le “offese” della guerra (infatti fu costruita durante la Seconda Guerra Mondiale a difesa di una linea che non fu mai interessata dai combattimenti), e nonostante lo spessore delle mura in cemento armato fosse spropositata, sembrava combattere una lotta impari contro il tempo che la stava lentamente ma inesorabilmente intaccando, mi colpì anche molto la sua forma che mi ricordava la parte alta di elmo medievale, come un cimelio che riemerge improvvisamente dalla terra; mi fa sempre sorridere pensare all’idea che abbiamo così fortemente “intaccato” (e inquinato!) il paesaggio naturale con la nostra civiltà, eppure se dovessimo sparire all’improvviso basteranno poche centinaia di anni alla Terra per riappropriarsi del suo aspetto naturale.

Lug.2016 Può una foto dilatare lo spazio, il tempo, oppure è destinata a fermare solamente un attimo, in un certo senso a rimanere imprigionata in quell’attimo che rappresenta?
Mi ha sempre affascinato nell’arte della fotografia questo dilemma, perché se da un punto di vista è indiscutibile che la foto “ferma” un attimo (un brevissimo attimo se pensiamo ai tempi di esposizione!) irripetibile non solo nella nostra storia ma a ben vedere nell’intera storia dell’Universo, da un altro punto di vista è proprio la foto che ci fa conoscere altri momenti, altri luoghi che noi altrimenti non avremmo conosciuto, e quindi “dilata” il nostro personale tempo e spazio, e credo che tanto più una foto è “riuscita” quanto più ci fa viaggiare, dilatando il nostro spazio ed il nostro tempo.
Questa mi auguro che sia per voi come lo è per me la cartolina di luglio di Maupanphoto.com.

Giu.2016 Molti hanno le idee chiare su questo aspetto: c’è chi preferisce passare le vacanze al mare e chi in montagna, io sono innamorato … di entrambe! Non potrei mai scegliere una a scapito dell’altra, anche se di fatto vado più frequentemente in montagna, è più una questione di organizzazione, è più difficile infatti trovare a distanze relativamente brevi da casa dei tratti di costa, non dico integri e selvaggi, ma per lo meno non pesantemente urbanizzati e cementificati, così spesso relego questo rapporto bellissimo con il mare quando riesco ad organizzare una vacanza in qualche nostra bellissima isola.
Così la cartolina di questo mese di Maupanphoto.com ci porta ad Ustica, una isola di cui ho un ricordo bellissimo, ricca di storia, di contrasti forti nei colori e nel paesaggio, e con dei fondali ricchissimi di vita; di questa vacanza ho un aneddoto che mi piace raccontare: per la sistemazione sull’isola mi ero affidato al diving che avevo contattato per le immersioni, così non avevo avuto modo di vedere e sapere dove sarebbe stata l’abitazione scelta, ora sull’isola esiste un unico paese e qualche albergo, il tutto collegato con un’unica strada che compie un lungo anello, per questo quando arrivai e mi condussero ad una casetta sperduta sul lato opposto dell’isola rispetto al paese, lontano da tutto e da tutti, bè non posso nascondere che ci rimasi molto male e avrei voluto cambiare, ma al momento non c’erano altre sistemazioni libere così vi rimasi.
Ebbene non passarono un paio di giorni che quel posto si rivelò meraviglioso ed ancora oggi ci penso con nostalgia, aveva una veranda che si affacciava sul mare, era piacevole farvi colazione la mattina ma ancor di più cenarvi la sera in compagnia di suggestivi tramonti, andavo a dormire con un concertino di grilli e per la spesa scoprii che i negozi del posto ti portavano la spesa a casa senza alcun aggravio, infine per gli spostamenti affittai una bicicletta che se mi fece sudare qualche maglietta in più mi permise di conoscere assai meglio il territorio.
Oggi so … che non bisogna mai giudicare un luogo, come una persona, dalla prima impressione.
| Gianni Berengo Gardin "Vera Fotografia" | ![]() |
| mostra fotografica al Palazzo delle Esposizioni |
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| 19 maggio / 28 agosto 2016 |
Vera fotografia, a cura di Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia, ripercorre la lunga carriera di Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930), il fotografo che forse più di ogni altro ha raccontato il nostro tempo e il nostro Paese in questi ultimi cinquant’anni. La sua vita e il suo lavoro costituiscono una scelta di campo, chiara e definita: fotografo di documentazione sempre, a tutto tondo e completamente.
In mostra sono esposti i suoi principali reportage.Accanto alle celebri immagini, altre poco viste o inedite propongono nuove chiavi di lettura per comprendere il suo lavoro e il ruolo di visione consapevole della realtà che una “vera fotografia” può offrire.
Essere fotografi per Berengo Gardin significa assumere il ruolo di osservatore e scegliere un atteggiamento di ascolto partecipe di fronte alla realtà, come hanno fatto i grandi autori di documentazione del Novecento. In questi anni, del resto, l’autore è stato sempre in prima linea nel raccontare quel che doveva essere cambiato, quel che doveva essere celebrato. Con la sua macchina fotografica si è concentrato a lungo soprattutto sull’Italia, sul mondo del lavoro, la sua fisionomia, i suoi cambiamenti, registrati come farebbe un sismografo. Oppure sulla condizione della donna, osservata da nord a sud, cogliendo le sue rinunce, le aspettative e la sua emancipazione. O sul mondo a parte degli zingari, cui l’autore ha dedicato molto tempo, molto amore e molti libri...
Circa 250 fotografie, stampe vintage in formato 30x40, suddivise per sezioni: Venezia, Milano, Il mondo del lavoro, Manicomi, Zingari, La protesta, Il racconto dell’Italia, Ritratti, Figure in primo piano, La casa e il mondo, Dai paesaggi alle Grandi Navi. Nelle sale ci sono anche 24 stampe di grandi dimensioni: foto scelte e commentate da amici, intellettuali e colleghi. Veri e propri commenti d’autore. (estratto da: http://www.palazzoesposizioni.it/categorie/il-catalogo-gianni-berengo-gardin-vera-fotografia)
Palazzo delle Esposizioni - Roma
Via Nazionale, 194
Info line 06.39967500
Orari: mar.mer.gio.dom. 10,00/20,00 - ven.sab. 10,00/22,30 - lun.chiuso