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Maupan Photo

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"Dolomiti, il cuore di pietra del mondo"
minia mostra
mostra fotografica di Georg Tappeiner al Palazzo delle Esposizioni
20 giugno / 02 settembre 2018

Le Dolomiti sono un monumento d’arte diffuso che l’UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità per la loro straordinaria bellezza e importanza scientifica per la storia della Terra; ora, per la prima volta in mostra a Roma, questa magnificenza è documentata da una quarantina di prestigiosi scatti del fotografo Georg Tappeiner.
L’autore, che vive nelle Dolomiti, ha "respirato" quella bellezza che ci affascina e scattando le foto ci ha restituito arte, nell’arte; quelle di Georg Tappeiner sono vedute stupefacenti che diventano creazioni artistiche del paesaggio e tornano a restituire all’arte della fotografia quella dignità che pareva essere smarrita; non a caso il National Geographic, la prestigiosa rivista nata per ‘esplorare il mondo e prendersi cura della Terra’, ha pubblicato per prima alcuni dei bellissimi scatti di Tappeiner e proprio a seguito di questa iniziativa è nata la mostra “Dolomiti. Il cuore di pietra del mondo“.
Lo sguardo del fotografo è di grande efficacia comunicativa e, al contempo, immortala con assoluta potenza la straordinarietà del Bene Naturale Dolomiti. (estratto da: https://www.palazzoesposizioni.it/mostra/dolomiti-il-cuore-di-pietra-del-mondo)


Palazzo delle Esposizioni - Roma
Spazio Fontana - Via Milano, 13
Info line 06.39967500 - Ingresso libero
Orari: mar.mer.gio.dom. 10,00/20,00 - ven.sab. 10,00/22,30 - lun.chiuso

cartolina

 

Giu.2018 Un buon metodo per affrontare le difficoltà è quello di ripensare a situazioni simili o, meglio, più impegnative, che si è superato nel passato; nei primi anni in cui andavo in montagna per esempio, mi capitò durante un’alta via sulle Dolomiti (per l’esattezza mi trovavo con alcuni amici sulle Marmarole) di dover risalire con gli zaini pesanti da trekking durante una giornata assolta un lunghissimo canalone di ghiaie, sembrò interminabile ed alla fine eravamo tutti veramente esausti, ma a parte la soddisfazione di esserci riusciti e la bellezza del paesaggio che trovammo al di sopra, la cosa divertente fù che da allora in poi ogni volta che facevamo qualcosa di impegnativo lo paragonavamo con un’ipotetica scala di difficoltà “Vallon del Froppa” (il nome del canalone sulle Marmarole), ed al massimo si arrivava a 7/8 su 10!
È ovvio poi che con il tempo se ti lasci coinvolgere dalla passione per la montagna l’asticella si alza pian piano, e forse oggi se rifacessi il Vallon del Froppa non lo troverei in fondo così impegnativo, ma è sempre vivo comunque il suo ricordo e di tante altre gite seguite a quella dove l’impegno fisico è stato proponderante, e che divengono una spinta potente a superare la difficoltà del momento.
Perché vi racconto questo? Bè perché la foto della cartolina di giugno di Maupanphoto.com ricorda proprio una di quelle gite: il raggiungimento della Forchetta di Santa Colomba dal Vallone di Fossaceca.
Buona visione.

cartolina

 

Mag.2018 Vi è mai capitato di camminare tra i fiori? Immagino di si, ma vi è mai capitato di camminare su un mare di fiori, un tappeto fitto che si stende a perdita d’occhio?
Quando ti capita una cosa del genere non serve una fotografia per ricordartelo, una scena così ti rimane impressa nel cuore ancor prima che nella memoria, e in un certo senso diviene un termine di paragone per tante altre scene forti che ti capiterà d’incontrare, non servirà però tornare nello stesso posto e nello stesso periodo per riassaporare quella sensazione di colorata gioia, perché la natura ha un orologio tutto suo, ho compreso infatti negli anni che certe situazioni sono il risultato di particolari condizioni, anzi direi di “sfumature” di certe condizioni, quali l’innevamento invernale, l’umidità del suolo, la temperatura dell’aria e quando e per quanto tempo queste condizioni si verificano, che una fioritua così può verificarsi due anni di seguito come dopo 5, 10 anni, ed in fondo la ricchezza della natura è anche in questa sua imprevedibilità che rende sempre nuovo ogni giorno.
Buona visione con la cartolina di Maggio di Maupanphoto.com

World Press Photo 2018
minia mostra
mostra fotografica al Palazzo delle Esposizioni
27 aprile / 27 maggio 2018

La mostra del World Press Photo 2018 si tiene a Roma, in prima assoluta italiana, presso il Palazzo delle Esposizioni dal 27 aprile al 27 maggio 2018.
Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell'ambito del fotogiornalismo; ogni anno, da più di 60 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata ad esprimersi su migliaia di domande di partecipazione inviate alla Fondazione World Press Photo di Amsterdam da fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo.
Per l'edizione 2018 la giuria, che ha suddiviso i lavori in otto categorie, tra cui la nuova categoria sull'ambiente, ha nominato 42 fotografi provenienti da 22 paesi...
L’esposizione del World Press Photo 2018 non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo; il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione. (estratto da: https://www.palazzoesposizioni.it/mostra/world-press-photo-2018-roma)


Palazzo delle Esposizioni - Roma
Via Nazionale, 194
Info line 06.39967500
Orari: mar.mer.gio.dom. 10,00/20,00 - ven.sab. 10,00/22,30 - lun.chiuso

cartolina

 

Aggiornamento Apr.2018 Per me è sempre un momento molto importante l’aggiornamento dell’archivio fotografico Maupanphoto, sono nuove storie che se fino ad un attimo prima erano solo mie ora le posso condividere con tutti, per quanto infatti una foto, per sua natura, colga un attimo, in realtà uno scatto ben riuscito fa proprio l’opposto: dilata il tempo, apre lo spazio, e induce la nostra immaginazione a navigare su quell’immagine guidata dalle emozioni che suscita in noi; ogni foto racconta qualcosa che l’eventuale descrizione non dice, se la foto è “povera” breve sarà il suo racconto, se la foto è “ricca” saremo sorpresi delle cose che ci svelerà; ma il fotografo non può fare miracoli, c’è bisogno di tempo e fantasia, un po’ come quando si legge un libro.
Gli eventi di questo nuovo aggiornamento sono tantissimi e con essi l’archivio supera la soglia delle 20.000 immagini (20.172!), si va dai monti poco conosciuti dell’Appennino Meridionale al più classico Gran Paradiso, dal mitico Sentiero Bove alle sempre bellissime Dolomiti, senza tralasciare cime o itinerari insoliti in Appennino, perché se è vero che le montagne stanno sempre lì, sta alla nostra passione e fantasia trovarne sempre di “nuove”!
Buona visione su Maupanphoto.com

p.s. la foto di presentazione del post può sembrare poco attinente al tema del camminare per monti e nella natura, ma lo è molto del cammino dello sguardo che ognuno di noi può fare riportando a casa una bellissima storia!

cartolina

 

Apr.2018 Tra le tante attività all’aria aperta che ho sperimentato credo che lo scialpinismo sia la più travolgente ma anche la più insensata, nel senso che le emozioni che ti regala sono intense e bellissime ma la sciata “perfetta” in realtà si realizza assai di rado, specie per chi come me non è uno sfegatato della sciata a tutti i costi e non vive in zone di montagna dove è più facile approfittare delle giornate più adatte a questa attività, capita raramente di trovare le condizioni ottimali per una discesa coi fiocchi (in tutti i sensi!), più che mai in un Appennino sempre più caldo; troppe le variabili che entrano in gioco e su cui possiamo fare ben poco, tra meteo, condizioni locali non solo del territorio e del manto nevoso ma a volte anche di assurdi divieti, nonché i potenziali pericoli da prevenire con attenzione, portano spesso a ridimensionare i propri obiettivi, così viene da chiedersi se valga la pena faticare così tanto a salire per poi scendere si …ma senza tutto questo godimento.
Però poi c’è lei …la giornata perfetta!
Dove tutto va come avresti voluto che andasse: un sole splendido, una leggera brezza, una temperatura mite o fredda, un ripido pendio ed un manto di neve fresca e farinosa o al contrario primaverile e lavorata, ma comunque che sostiene dolcemente le tue curve, è allora che sperimenti una leggerezza ed una gioia che non hai mai provato prima, ti sembra di volare tra i cristalli di neve e l’azzurro del cielo, è un momento magico dove la fatica sparisce e per pochi istanti riesci ad abbandonarti a questa corrente che ti porta verso il basso, poi il dolce sfregolio degli sci sulla neve ti riporta alla realtà …e freni.
Ed una volta che hai sperimentato queste sensazioni è come una droga, una buona droga che cercherai ancora, anche se il più delle volte rimarrai insoddisfatto, mai deluso però, perché la montagna non delude mai se sei pronto ad ascoltarla così da cogliere gli splendidi doni che sempre ci offre.
Buona visione con la cartolina di Aprile di Maupanphoto.com

cartolina

 

Mar.2018 Strano che guardando questa immagine mi siano venuti in mente i miei primi scatti, mio padre mi aveva regalato una sua vecchia macchina fotografica a soffietto, e scelsi di andare a fare le mie prime foto agli scavi archeologici di Ostia Antica, erano foto in bianco e nero, un po’ perché avevo letto che bisognava iniziare da lì (B&N) un po’ perché costava di meno poi lo sviluppo, ma mi bastarono pochi rullini per capire che la mia passione doveva essere a colori; e di colori non mi sono mai saziato, ed anzi è stato proprio con l’avvento della fotografia digitale e con lo sviluppo del lavoro di post-produzione che mi sono sempre più soffermato a studiare questo inifinito mondo; a ben pensare infatti quando c’erano i rullini (fotografia analogica), sia che fossero negativi che dia, alla fine alla resa finale ci pensava il laboratorio, e tu potevi fare ben poco se non cambiare marca di rullino o laboratorio, magari così ci si affezzionava ad una particolare pellicola e ci si fidelizzava ad un particolare laboratorio (ed anche lì comunque non mancavano le sorprese!).
Oggi è completamente diverso, non sei solo responsabile dello scatto ma anche del risultato finale, oggi quando guardo un cielo so che quello che noi sommariamente chiamiamo “un cielo azzurro” può assummere centinaia e centinaia di tonalità diverse (a causa di molteplici variabili come: temperatura della luce, inquinamento atmosferico, inclinazione dei raggi, etc.), tonalità che tra l’altro il nostro meraviglioso occhio può cogliere se gli insegnamo a farlo, ed il discorso si può estendere ovviamente a tutto: al colore del mare, al colore dell’erba, al colore della notte, al colore di un fiore!
Ed anche se so che alla fine il risultato stesso di quello che noi vediamo non sarà uniforme perché influenzato da altrettanti fattori come: la luce ambiente, il profilo colore del programma che stiamo utilizzando, la tipologia del monitor e della scheda grafica del pc, comunque penso che valga la pena di immergersi in questo meraviglioso mondo di colori e perdere un po’ più di tempo per pubblicare una foto.
Buona visione con la cartolina di Marzo di Maupanphoto.com

minia mostra "Magnum Manifesto" Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia
mostra fotografica al Museo dell'Ara Pacis a Roma
07 febbraio 2018 / 03 giugno 2018

Arriva a Roma, nella sua prima tappa europea e unica italiana, la mostra Magnum Manifesto; l’intento della mostra è quello di celebrare il settantesimo anniversario della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo, Magnum Photos, creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947; da quel giorno, la Magnum Photos è diventata un riferimento nel tempo sempre più importante per la documentazione e per il fotogiornalismo; gli autori di Magnum hanno documentato guerre, testimoniato le tensioni sociali, interpretato il nostro tempo, ritratto tanto le persone comuni quanto i grandi della terra, preconizzato i nuovi drammi del futuro.
La mostra raccoglie parte del lavoro realizzato in tutti questi anni e getta uno sguardo nuovo e approfondito sulla storia e sull’archivio dell’Agenzia; le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria.
Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni: la prima scruta l’archivio di Magnum attraverso una lente umanista e si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione e universalismo che emersero dopo la seconda guerra mondiale; la seconda mostra la frammentazione del mondo tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, con uno sguardo particolare rivolto alle minoranze e agli esclusi; la terza, infine, segue le diverse forme espressive grazie alle quali i fotografi Magnum hanno colto i mutamenti del mondo e i pericoli che lo minacciano.
(estratto da: http://www.arapacis.it/sites/default/files/f_file/Comunicato%20stampa_4.pdf)


Museo dell'Ara Pacis - Spazio espositivo Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) - Roma
Info line 06.0608
Orari: tutti i giorni 09,30/19,30

cartolina

 

Feb.2018 Incontrare dei vecchi e malandati ruderi durante le mie escursioni in montagna mi fa venire sempre in mente molti pensieri, al di là dei risvolti sociali che si celano dietro l’abbandono delle terre alte da parte dell’uomo moderno, la prima constatazione è quella di notare come pian piano la natura si riappropria di quello spicchio di paesaggio che l’uomo aveva fatto suo, e quanto più la costruzione era fatta con materiali semplici e naturali come la pietra ed il legno tanto più velocemente si armonizza con il paesaggio naturale arrichendolo e non deturpandolo come purtroppo avviene molto spesso con le costruzioni moderne; poi nasce in me una curiosità quasi morbosa che vorrei conoscere a fondo la storia di quel casolare, di quella baita, di quell’alpeggio, cerco di immaginare guardando quelle pietre ed il paesaggio intorno quale fù il motivo che portò a quella costruzione, a quella scelta, ad immaginare come doveva essere quel posto quando era ancora abitato dalle persone.
È a questo punto che mi viene da pensare a chissà quante storie potrebbero raccontare quelle pietre se solo potessero parlare, di quanti sogni, di quanta sofferenza ma anche di quanta vita vissuta tra quegli angoli, di nuove nascite, di nuovi amori, di nuovi baci …a volte rubati di nascosto, di quanto lavoro sudato e faticato, e di quanta dignità; tutto è ormai perso tra quelle pietre che non possono parlare eppure sembra quasi che vogliano gridare a tutti la loro storia, eppure …eppure qualcosa quelle pietre ci raccontano, ci parlano del senso della vita che non cambia con le generazioni, del legame con la natura che è scellerato ignorare, del bisogno di pace per l’uomo interiore come per quello sociale.
E la cosa buffa di questa esperienza è che mi sono accorto che tanto più mi soffermo presso questi antichi manufatti tanto più scopro la foto giusta, riesco a trovare lo scatto che soddisfi il mio desiderio di cogliere il legame che nel tempo si è instaurato tra la costruzione, o meglio quel che ne rimane, ed il paesaggio circostante; ho compreso così che è proprio quando ci si ferma, con la mente e con i passi, che si viene nella possibilità di entrare in contatto con l’ambiente circostante e accade quello che apparentemente all’inizio sembrava impossibile: ascoltare le pietre!
Buona visione e buon nuovo mese con la cartolina di febbraio di Maupanphoto.com

cartolina

 

Gen.2018 Sono tanti anni che fotografo eppure continuo a stupirmi nel constatare che la luce è tutto nella rappresentazione della realtà intorno a noi, è impalpabile, immateriale, si potrebbe dire che non esiste (per lo meno ai nostri occhi) se non in relazione alla materia che attraversa, che incontra e la contrasta, ma ciò nonostante la scopro essere più importante della materia stessa che prende vita di fronte ai nostri occhi proprio grazie a lei; a volte provo a immaginare come potrebbe risultare un oggetto, un luogo, una persona (!) se fosse illuminata sempre dalla stessa identica luce e …mi assale il terrore, per quanto bella e colorata può essere infatti la realtà che ci circonda senza la volubile luce ci apparirebbe in breve pesante, smorta, senza pathos, sarebbe terribile.
E sono centinaia le variabili che subentrano nella propagazione della luce che la stessa scena non potrà mai apparire allo stesso modo col passare del tempo, voglio dire che a ben guardare tutte le scene sono irripetibili perché irripetibile è il momento in cui le abbiamo vissute, che sia l’angolazione del raggio di luce, la densità e il tipo di atmosfera che il raggio di luce attraversa, la sua temperatura, le condizioni ambientali locali e quelle dell’oggetto stesso che viene illuminato, ed ancora tanto altro e la combinazione di tutti questi fattori insieme, fanno si che ogni scena intorno a noi sia unica, e se c’è un momento della giornata in cui questo concetto raggiunge l’apoteosi questo è il tramonto.
Vediamo di fronte a noi come per magia tutto trasformarsi, ogni tramonto ovviamente è diverso, ma solo in alcuni si creano delle condizioni particolari dove la luce dipinge per pochi attimi con dei colori impensabili il paesaggio, in quei momenti si deve avere la fortuna di essere nel posto giusto al momento giusto e la macchina fotografica a portata di mano (quante fotografie amaramente perse nei pochi minuti per andare a prendere la fotocamera!); se si saprà cogliere quell’attimo fuggente, si potrà passare sopra ad una focheggiatura non perfetta, a delle ombre troppo pesanti e ad un dettaglio mancante, perché la protagonista dello scatto sarà lei…la Luce.
Buon Anno e buona visione con la cartolina di gennaio su Maupanphoto.com

cartolina

 

Dic.2017 Il periodo invernale dalle nostre parti si sa comporta meno ore di luce, eppure questa limitazione per chi ama camminare per i monti vista da un certo punto di vista diventa un’opportunità: è in questo periodo infatti che si finisce spesso per scegliere quelle gite non troppo lontane da casa e non troppo lunghe che altrimenti si posticerebbe sempre a “si, magari un’altra volta”; è in questo periodo infatti che è assai più probabile attardarsi alla fine della gita per vedere il sole tramontare; e perché no è sempre questo il periodo che ti fa pregustare al ritorno il calduccio che troverai a casa; o forse son solo io che non ce la faccio proprio a trovare una giustificazione per non andar per monti anche in questo periodo!
Comunque sia buone gite dicembrine con la cartolina di questo mese su Maupanphoto.com