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Maupan Photo

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cartolina

 

Apr.2019 Credo che l’italiano sia una lingua straordinaria, sicuramente un po’ tutte le lingue lo sono e lascio ad altri più preparati fare una classifica degli idiomi più potenti ed efficaci ad esprimere il pensiero umano, ma ciò che voglio dire ora è che la duttilità, la plasticità della nostra lingua mi affascina e mi sorprende ogni giorno di più, è come avere una bacchetta magica fra le mani (o forse dovrei dire nella bocca!) con cui inventare sempre espressioni nuove usando parole vecchie, usate e riusate, ma non così fino a quel momento; non è quindi una questione di quantità di parole presenti nel dizionario, né una questione di quanti significati possa avere la stessa parola, bensì di quanto le parole di un linguaggio si prestino ad essere utilizzate in differenti contesti assumendo dei significati sempre nuovi, voglio dire che il sapiente uso delle parole gli dona nuova vita, le rigenera; quante volte ci è capitato di rimanere estasiati e sorpresi nel leggere una frase, dei versi, che esprimevano un concetto da noi già ben conosciuto ed espresso centinaia di volte ma non così incisivamente ed intimamente come fino a quel momento?
Ecco la mia riflessione di questo mese è sulla composizione, una parola già di per se potente per i suoi molteplici significati, tra cui appunto quello di composizione fotografica, ma che prendo in prestito per soffermamrmi su un concetto più trascendente che mi ha sempre interessato come fotografo paesaggista: credo infatti che non ci sia maestra migliore e più sapiente nell’arte della composizione della Natura, gli elementi che compongono il pianeta Terra, apparentemente finiti, vengono continuamente ricombinati insieme generando nuovi paesaggi, e per quanto la conoscenza mi abbia reso più preparato alle novità ogni volta ne rimango affascinato e non viene mai meno lo stupore, così che inizi a chiederti come potrà meravigliarti ancor di più di quanto abbia già fatto la volta successiva.
Ma la cartolina di aprile di Maupanphoto racconta anche un’altra cosa: che la Natura in questa sua continua opera di rimodellamento del paesaggio cerca un equilibrio, un equilibrio che non nasce dall’appiattimento ma dalla composizione delle diversità.
Buona visione su Maupanphoto.com

cartolina

 

Aggiornamento Mar.2019
Alla fine è arrivato il nuovo aggiornamento dell’Archivio fotografico del sito come ogni volta/anno superando nuove difficoltà, si perché ogni volta dico tra me e me “bene ho trovato il sistema più efficiente per fare l’aggiornamento” e puntualmente la volta dopo si aprono nuove prospettive o difficoltà che mi inducono a cambiare qualcosa; questa volta per esempio ho colto l’occasione per riprofilare tutte le foto dell’archivio (il profilo colore di una foto è quello che permettere al software del pc ma anche del browser che stiamo utilizzando di interpretare i colori di una foto digitale), ovviamente per cercare di migliorare i colori delle stesse, ho anche in parte modificato le dimensioni delle foto (già che c’ero!), e contemporaneamente ho riaggiornato completamente con nuove foto e un paio di nuovi album il Portfolio.
Con quest’ultimo aggiornamento l’Archivio ha superato la soglia dei 1000 eventi e delle 22.500 foto, tra cui si può come sempre navigare o con la ricerca testuale (in questo caso dai risultati si può passare poi alla visione del singolo evento/gita) oppure più intuitivamente con la ricerca per aree geografiche, con dei sottolivelli che restringono poi il campo di ricerca fino all’evento fotografico prescelto; ma al di là dei numeri il mio intento non è mai stato tanto quello documentaristico (che sicuramente migliora con l’accrescimento dell’archivio) quanto quello educativo: soffermarsi sulla lettura del paesaggio, dai grandi ai piccoli spazi, per coglierne la bellezza e l’importanza, con la speranza di nutrire gli occhi per nutrire lo spirito.
Per questo il sito è un invito a muoversi, a conoscere nuovi posti, e spero che la curiosità sia il vostro “motore di ricerca” tra le pagine del sito e vi aiuti a raggiungere con successo la vostra “meta”.
Per darvi un’idea sotto riporto l’elenco dei soli eventi dell’ultimo aggiornamento che riguarda tutto il 2018.
Buona navigazione su Maupanphoto.com

Monte Velino (non raggiunto) per il Canalone Sud / Monti del Velino
Monte Forcellone (2) per il Canale Nord-Ovest / Monti delle Mainarde
Monte di Mezzo (4) per il Fosso Rubiata / Monti della Laga
Monte Cacume per il Passo di Cerasole / Monti Lepini
Monte San Marcello e Serra Matarazzo per la Valle Lattara / Monti della Meta
Monte Magnola per Monte Cocurello e il Sasso / Monti del Velino
Pizzalto per il Versante Est / Monti della Majella
Monte Cagno per la Cresta Sud-Est / Monti di Campo Felice
Monte San Magno per la Cresta Sud / Costa sabauda
Monte Rotondo per il Canale di Lamata / Monti del Velino
Traversata della Provvidenza per la Sella dei Grilli / Monti del Gran Sasso Sud
Cima Lepri per il Fosso di Iaccio Porcelli / Monti della Laga
Monte del Papa e Timpa Scazzariddo per il Gavitone / Massiccio del Sirino
la Montea per la Cresta Sud-Est / Monti dell'Orsomarso
la Mula per Piano Casiglia / Monti dell'Orsomarso
Monte la Caccia per Serra la Croce / Monti dell'Orsomarso
Monte Faggeto per la Cresta Sud-Est / Monti Aurunci
Canalone Maiori (non completato) dallo Chalet del Sirente / Monti del Sirente
Colle Bellavista e di Mastro Cosimo per Serra le Tre Finestre / Monti del Matese
Monte Miletto per il Fondacone / Monti del Matese
Gole del Serra (non completate) da Rocca San Zenone / Monti della Valnerina
Tre Confini e i Monti di Pratolungo per il Vallone Scopinaro / Monti del Cornacchia
Spiagge e colori elbani percorsi vari / Arcipelago Toscano
Monte Capanne per la cresta di Monte Cenno / Arcipelago Toscano
Torre San Giovanni (San Piero in Campo) / Arcipelago Toscano
Cima del Monte + Castello del Volterraio dalla S.P. del Volterraio / Arcipelago Toscano
Monte San Bartolomeo da Pomonte / Arcipelago Toscano
Isola di Pianosa (Marina di Campo) / Arcipelago Toscano
Punta di Fetovaia da Fetovaia / Arcipelago Toscano
Miniere di Calamita (Capoliveri) / Arcipelago Toscano
Villa San Martino (Portoferraio) / Arcipelago Toscano
Sperone della Cavigliara e Monte Rotondo per Valle Canavine / Monti di Campo Felice
Monte Acuto e Alpe di Succiso per la Costaccia / Appennino Reggiano
Monte Cipolla e Prato per il Passone / Appennino Reggiano
Monte Lagoni e Libro Aperto per la Cresta Nord-Ovest / Appennino Modenese
Cima di Lago Vivo e Monte Altare per la Valle del Rio Torto / Monti della Meta
Monte Trascinone e Argatone per la Valle Franchitta / Monti Marsicani
Colle di Camporotondo e Serra del Campitello per la Valle Tasso / Monti Marsicani
Torre Diamantidi e Paion per la Ferrata dei Campanili / Dolomiti di Fiemme (Dolomiti)
Schenon del Latemar per Forcella Grande del Latemar / Dolomiti di Fiemme (Dolomiti)
Cima di Valsorda e Monte Agnello per Passo Feudo / Dolomiti di Fiemme (Dolomiti)
Sella del Ciampac per il Sentiero delle Pale Rabbiose / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Roda de Vael e Cima Sud-Ovest delle Coronelle per la Ferrata Masaré / Dolomiti di Garda e di Fassa
Passo Santner per la Ferrata Santner / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Catinaccio d'Antermoia per la Ferrata Ovest / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Molignon e Monte Pez per la Ferrata Laurenzi / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Denti di Terrarossa per la Ferrata Maximilian / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Anello del Sassolungo per Col de Mesdì / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Cima di Mezzo del Sassopiatto per la Ferrata Schuster / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Cima di Lausa per il Passo di Lausa / Dolomiti di Garda e di Fassa (Dolomiti)
Monte Spigolino e Corno alle Scale per il Cingio Sermidiano / Appennino Bolognese
Alpe Tre Potenze e Monte Gomito per la Valle Sestaione / Appennino Modenese
Reunion's coastlines, Isola di Reunion / Francia
Cilaos e Col du Taibit, Isola di Reunion / Francia
Bourg-Murat e Foret de Belouve, Isola di Reunion / Francia
Piton de la Fournaise, Isola di Reunion / Francia
Cirque de Mafate, Isola di Reunion / Francia
Hell-Bourg e Maison Folio, Isola di Reunion / Francia
Vanillerie e Cascades de St.Suzanne, Isola di Reunion / Francia
Whale watching a St.Gilles, Isola di Reunion / Francia
Saint Denis, Isola di Reunion / Francia
Monte Marrone e Mare per il Sentiero degli Alpini / Monti delle Mainarde
Serra Pantanella e Santa Maria per il Valico dello Scalone / Monti del Greco
Monte di Cambio (2) per il Rifugio Porcini / Monti Reatini
Cima Campi della Magnola per Monte Arso e delle Lenzuola / Monti del Velino
Monte Turchio per la Cresta Nord / Monti del Cornacchia
Monte Ginepro per la Valle Amara / Monti della Duchessa
Monte Agnello e Vermicano per il Passo del Diavolo / Monti Ernici
Monte Pietra Gentile e Macchia di Rose per il Vallone Bruciato / Monti Marsicani
Cima di Vallevona per la Cresta Sud-Est / Monti Carseolani

cartolina

 

Mar.2019 C’è una scogliera a picco sul mare a Baia Vignanotica in Puglia, è una falesia rocciosa, stratificata e verticale, di un bianco che appena esce un poco di sole diviene accecante, e su questa candida parete rocciosa ci sono due pini di d’Aleppo che non solo si sono permesi di germogliare, ma sono cresciuti alti e vigorosi, sicuramente non da meno dei loro fratelli che hanno scelto le più comode dune sabbiose e le colline retrostanti la vicina spiaggia; sono cresciuti a dispetto di tutto e di tutti, dove l’immaginazione stenta a credere, sfidando i gelidi venti orientali da cui non hanno la benché minima difesa, sfidando il sole accecante e le torride temperature estive che metterebbero a dura prova anche delle piante grasse, sfidando la salsedine che corrode l’acciaio più temperato, e la sabbia che modella la roccia più dura.
Una radice che fuorisce dalla roccia sta lì a raccontarci che non si tratta di magia, ma di una tenacia che supera le apparenze, che sfida le avversità, ci racconta che ogni esistenza va vissuta pienamente anche quando si capita nel posto sbagliato (un po’ come “il brutto anatroccolo”); arriverà il giorno in cui una frana, una tempesta o più semplicemente la vecchiaia farà precipitare fra le onde questi pini, forse pochi se ne accorgeranno e la loro presenza sarà presto dimenticata, ma la mia ammirazione ed il mio grazie per loro non verrà mai meno e questa foto me lo ricorderà.
Buona visione con la cartolina di marzo di Maupanphoto.com

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Feb.2019 Non sempre, ma a volte capita, che parti la mattina di buon ora con bei propositi, arrivato sul posto constati che il tempo non è proprio quello che ti aspettavi e le condizioni per un motivo o per l’altro non sono a tuo favore, l’esperienza ti fa capire che non puoi raggiungere la meta prefissata ed allora devi improvvisare, improvvisare un nuovo itinerario, ma non avendo le ali in montagna non è che puoi andare dove vuoi, così apri la cartina (mai partire per una gita senza una cartina anche in posti che credi di conoscere benissimo!!!) e provi ad immaginarti un nuovo percorso, e vagando con lo sguardo e con le dita sulla mappa scopri un nome buffo: Cima dei Coppi, mai sentita, che sarà mai?
“Effettivamente si potrebbe passare per di qua, poi per di là, salire la cima, poi tornare per quella cresta e passando alle spalle del monte intercettare quella sterrata, per poi tornare sul tratto iniziale e chiudere l’anello; si la quota del monte è poco significativa, poco il dislivello, ma vista la mala parata meglio che niente!”
Così ti metti in cammino…
“Però certo che la neve caduta di recente rende tutto così suggestivo e magico, anche questi campi così spogli che belli! e quella bella formazione cos’è? Ma dai, hai capito che bello il versante sud di Cima dei Coppi, chi se lo sarebbe mai aspettato con tutte quelle fascie rocciose e articolate.”
Con un po’ di difficoltà (che rende molto più “saporita” la gita) a trovare il percorso migliore tra l’abbondante neve seguo una crestina molto pittoresca che mi porta sulla cima formata da due cucuzzoli che in effetti ricordano due coppe rovesciate, e d’improvviso si apre di fronte a me un panorama meraviglioso: niente cime importanti, niente spettacolari pareti o dirupi, niente orizzonti lontanissimi, eppure c’è un incanto che ti prende, ti circonda, ti sembra di avvertire il “respiro” dell’Inverno, ed allora comprendi che è proprio vero che la bellezza, mi riferisco a quella senza tempo, metafisica, ma di cui comunque tanto abbiamo bisogno, non è un assoluto ma una condizione, una condizione che non puoi premeditare, che viene da fuori ma che ti può pervadere se sei in ascolto; e ti viene da dire …Grazie…anche se non sai a chi.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com

cartolina

 

Gen.2019 C’è una bellissima poesia di Edith Nesbit, The things that matter, che mi viene in mente ogni volta che durante le mie escursioni incontro ruderi a testimonianza di una passata presenza umana, che sia un vecchio ricovero pastorale, un antico casale, una rocca medioevale o un antico villaggio come in questo caso (il borgo medioevale di Tolfa Nuova), queste pietre più o meno sparse mi rammentano che per quanto accumuliamo nella nostra vita non potremo portare nulla con noi dopo la morte, tantomeno quel che lasceremo, per quanto “solido e ben costruito”, sarà destinato a durare a lungo, tutto lentamente tornerà alla terra sia in senso metaforico che reale e ovviamente, prima di tutto, il nostro corpo; e allora come nella poesia della Nesbit mi domando cosa resterà di tutto ciò che ho imparato, se sia più importante conoscere una ricetta per dei buoni biscotti o la Divina Commedia, se sia più importante aver visitato Parigi o i vicoli di un paese di cui non ricordi neppure il nome, sapere perché un aereo può volare nel cielo o dove preferisce posarsi il pettirosso nel mio giardino, se sia più giusto investire il tuo tempo per cercare di far carriera a lavoro o nel perseguire le tue passioni anche se non ti portano denaro, …
In effetti non sono vere e proprie domande quanto dubbi che tornano a galla ogni volta, eppure queste struggenti rovine non mi mettono tristezza, al contrario mi infondono un senso di pace, mi testimoniano che alla fine ci sarà sempre una specie di “redenzione universale”, la livella di cui parlava così argutamente Totò, e mi spingono ad essere più umile (una parola oggi così desueta!).
Buona visione con Maupanphoto.com

cartolina

 

Dic.2018 Sempre più spesso mi capita di vedere mentre cammino per strada, sono in fila ad un semaforo nell’auto, sono dentro la metro…persone chine con lo sguardo sul loro telefonino, è paradossale che proprio oggi che siamo sempre più accompagnati nella nostra vita quotidiana da mille applicazioni e servizi che ci dovrebbero connettere più facilmente con gli altri, in gergo chiamati social, siamo in realtà sempre più distaccati dalla realtà che ci circonda, sempre meno socializzanti con le persone che incontriamo per strada, sui mezzi pubblici, siamo sempre più chiusi nella nostra “cabina telefonica”, come se il mondo dovesse per forza passare di lì; ma quello che mi spaventa veramente tanto è vedere i bambini/ragazzi delle elementari e delle medie camminare con il telefonino in mano, come a dovere esser sempre pronti a rispondere, a ciattare, assai più logico sarebbe tenere il cellulare nello zaino, nella cartella, al più in tasca, ma questo comporterebbe magari di perdere l’attimo!
Ma se anche un bambino perde la capacità e la curiosità di guardarsi attorno, di relazionarsi con la “strada”…grande maestra di vita…come crescerà? Come crescerà se la realtà gli verrà sempre più filtrata attraverso degli strumenti artificiali invece che con i suoi occhi, con i suoi piedi, con la sua pelle; vorrei tanto che le mie foto risvegliassero questa curiosità a guardarsi attorno, a scoprire le cose semplici ma ricche di emozioni che ci circondano, a scoprire che non c’è bisogno di stare per forza di fronte alle Cascate del Niagara, al concerto del nostro cantante preferito, o sul grattacielo più alto di New York per stupirsi, ma che ci si può meravigliare anche del più piccolo fiore che sboccia in una crepa dell’asfalto, e capire che per vedere con gli occhi bisogna prima liberare la mente!
Buona visione e Buon Natale da Maupanphoto.com

cartolina

 

Nov.2018 Se andate a cercare tra le guide o le cartine le Fiamme di Falasca non le troverete, eppure sono lì in bella mostra nella cartolina di Novembre su Maupanphoto, questo perché buttandomi in questa avventura dell’archivio fotografico mi accorsi ben presto di quanti luoghi, e non sto parlando di piccoli angoli di natura, ma di monti, valli o spettacolari formazioni rocciose come questa, non trovassero alcun nome sulle cartine topografiche (un discorso a parte va fatto per le pareti dove si sviluppano vie di roccia, dove il nome viene quasi sempre riportato sulle guide specialistiche), e non sempre aiuta contattare i locali che, come ho avuto modo di sperimentare, spesso attribuiscono nomi differenti allo stesso posto.
Così avendo la necessità per i fini stessi dell’archivio, ma anche perché dare un nome ad una cosa significa rivestirla di maggiore personalità, mi son trovato e mi trovo spesso a dovere attribuire un nome ad una certo luogo geografico, cerco di farlo allora con molta umiltà e col “minor male possibile” oserei dire, cioè cercando un riferimento noto che sia il più vicino possibile combinato con un appellativo riferito ovviamente alle caratteristiche del luogo; in questo caso Falasca è preso dal nome della marcata forcella che si trova al termine di questa bellissima cresta rocciosa (derivato forse da un tipo di paglia: il falasco, utilizzata per fare sedie o fasciare fiaschi e damigiane, o ancora dal nome di una popolazione originaria del centro Italia: i Falisci), mentre Fiamme…bè è abbastanza ovvio!
Buona visione su Maupanphoto.com

cartolina

 

Ott.2018 Ci sono foto che non esistono!
No non sono impazzito, ci sono foto che non esistono perché sono momenti/immagini che tu hai vissuto, scatti che hai immaginato, ma non sei riuscito a cogliere, a riportare a casa, o perché non sei riuscito a cogliere l’attimo o più semplicemente perché non avevi la macchina fotografica con te (oggi molto più difficile vista la qualità raggiunta dalle foto scattate dai telefonini che abbiamo sempre con noi), “foto” che anche se a fatica continuano a riaffiorare tra i tuoi ricordi, magari sollecitate proprio da altre foto scattate nella stessa occasione.
All’opposto ci sono foto che esistono ma solo per caso, per una fortuita coincidenza di tempi e di luoghi (come sopra oggi molto più numerose rispetto al passato per la grande diffusione di apparecchi, fotocamere o telefonini, che ci permettono di scattare una foto quasi in ogni momento delle nostre giornate ovunque ci troviamo), foto non volute, non pensate, ma semplicemente capitate.
Ed alla fine ci sono loro… le foto volute, ricercate con ostinazione, a volte con fatica (come la cartolina di Marzo 2017), ma che poi tornando a casa ti riempiono di gioia, perché la tua fantasia si è concretizzata, il tuo sguardo si è saziato!
Così fù per questa immagine: mi trovavo nell’Appennino Parmense ed avevo ideato un giro ad anello dove la chicca finale sarebbe stato il Lago Scuro di cui avevo letto bellissime recensioni, la giornata era stata ballerina, così ricordo che durante la gita tra una nuvola e l’altra avevo sperato di trovare un cielo sgombro almeno sul Lago Scuro, ma con mio dispiacere quando arrivai il paesaggio tutto era avvolto da una fitta nebbia; intuivo che il posto era bellissimo tra le velature della nebbia e fortunatamente mi trovavo da solo, quindi non spinto da alcuno a riprendere il cammino mi fermai ad aspettare nella speranza che il tempo si aprisse, seduto lungo la riva nel silenzio mi misi ad aspettare, ricordo ancora l’intensità di quei momenti così assoluti, così puri, ed alla fine dopo una ventina di minuti o poco più questo fu il risultato.
Buona visione con la cartolina di Ottobre di Maupanphoto.com

cartolina

 

Set.2018 Amo il mare delle isole, delle isole piccole, delle isole a settembre, delle isole senza frastuoni, delle isole semplici senza tanti orpelli, delle isole lontane ma vicine ai tuoi sentimenti, delle isole povere d’insegne ma ricche di profumi, di sapori, di persone, di storie, di silenzi; amo il mare che le circonda e che senza le isole diverrebbe ostile e senza speranza per il nostro animo errante, ed alla stessa maniera amo queste isole che senza il mare sarebbero terra anonima e sterile, non l’agognato e sicuro ricovero per il nostro viaggio, il caldo abbraccio per quella pace irraggiungibile che andiamo cercando, il trampolino necessario per il successivo salto.
Perché ogni porto nella vita dovrebbe essere sempre non solo un punto di arrivo ma un punto di partenza, e con questa speranza vi auguro una buona visione con la cartolina di Settembre di Maupanphoto.com

cartolina

 

Lug.2018 Mi son sempre chiesto se in una foto di paesaggio (limitiamoci a questo contesto) conti di più una buona inquadratura od una bella luce, certo il massimo ovviamente si ottiene quando i due elementi si combinano al meglio, ma se si dovesse scegliere a cosa rinunciare lì per lì sul momento dello scatto o a cosa auspicare di trovare sul posto…bè posso dire con tranquillità che sia la luce l’elemento in assoluto più importante, un’inquadratura mediocre od anche sbagliata diventerà comunque unica se la luce che la penetra sarà speciale, “sensuale” al punto da trasfigurare la realtà in qualcosa di diverso, di …oltre; e senza dilungarmi troppo credo che la cartolina di questo mese vada in questa direzione: una nevicata estiva, una parete oscura ed impervia, grigie nubi sullo sfondo, concorrono a rendere questa immagine drammatica, ma è la luce, quella luce tagliente e improvvisa che crea un’atmosfera di magia, di ipnotismo, sembra quasi che la montagna ti chiami dicendo: “Vieni a prendermi se hai coraggio!”
Buona visione con la cartolina di luglio su Maupanphoto.com

cartolina

 

Ago.2018 Ero indeciso se per questo caldo mese di agosto pubblicare come cartolina del mese una foto di montagna o di mare, poi mi è capitata sotto gli occhi questa foto e non ho più avuto dubbi!
In questo scatto c’è tutto in uno: c’è la roccia della montagna, c’è l’acqua cristallina, c’è l’azzurro del cielo, in un mix di riflessi che non sai più se è la montagna che si riflette nell’acqua o l’inverso, che a ben vedere è poi una verità che spesso ci dimentichiamo: che tutto è parte di qualcosa e nello stesso tempo riflesso di qualcos’altro, che ad ogni punto di vista ne corrisponde uno opposto, altrettanto vero e portatore di novità, che se dalla roccia nasce l’acqua così nell’acqua c’è il seme della roccia (basti pensare che le nostre meravigliose Dolomiti sono nate in fondo agli oceani!), e così l’aria stessa che ossigena entrambe e li alimenta è una colla invisibile di cui troppo spesso ci dimentichiamo inquinandola sconsideratamente.
Il riflesso che così bene apprezziamo in uno specchio come in una laghetto alpino a mio parere ci dovrebbe far riflettere che tutto attorno a noi è un “riflesso” di qualcos’altro, che tutto attorno a noi è interdipendente, e così saggiamente non limitarsi mai a considerare solo gli effetti diretti delle nostre azioni ma a considerarle sempre come parte di un equilibrio più ampio, che coinvolge la nostra umanità e la nostra Terra per intero, dovremmo considerare la Terra come un’isola fluttuante nello spazio.
Per questo sarò un po’ visionario, ma continuo a credere che anche un battito di farfalla avrà il suo peso, il suo riflesso, in questo Universo!
Buona visione su Maupanphoto.com