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Maupan Photo

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Cartolina Apr.2022 La prima volta
Mi ricordo come fosse ieri la prima volta, e non parlo tanto del fatto storico in se e per se, quanto delle emozioni che provai, emozioni forti, laceranti, ci furono momenti in cui mi sentii perso e l’idea di tornare indietro e di mettersi “in salvo” mi passò per la mente almeno un paio di volte, avevo tanto entusiasmo allora ma poca esperienza, d’altronde sembrava proprio che lei non mi volesse ed il rifiuto era fin troppo palesato; è in certi frangenti che ti cominci a chiedere come si fa a capire quando è giusto rinunciare e quando invece bisogna insistere per crescere, per raggiungere quel gradino in più, quell’obiettivo che altrimenti rimarrà sempre un sogno nel cassetto, allora pensavo che crescendo la vita stessa mi avrebbe dato la risposta, mi avrebbe insegnato, col tempo, la scelta più giusta per ogni situazione, oggi ho capito che non è così e ti ritrovi di fronte alle prove importanti della vita come se fosse sempre la prima volta.
E così, per quanto ti sforzi di seguire il sentiero che altri prima di te hanno tracciato, arriva il momento in cui sta a te scegliere, per me arrivò quando mi accorsi che mi stavo perdendo, e ancor peggio mi accorsi che non sarei stato in grado di tornare indietro sui miei passi, dietro di me la mia storia, le mie sicurezze cancellate con violenza; mi fermai, ero da solo e non potendo contare su l’aiuto di nessuno mi feci i conti in tasca: una carta, una bussola, ecco… una direzione da seguire e su quella scommisi.
Fu allora che provai una sensazione assai rara nella vita: il tempo sembrò fermarsi o forse dovrei dire dilatarsi, se fino ad un attimo prima i minuti, le ore, erano pesati come macigni, da quel momento in poi non mi accorsi più del fluire del tempo, ancora oggi mi sembra assurdo a pensarci eppure ogni mio pensiero si annullò finché dopo un tempo indefinito intravidi la sua sagoma ad una decina di metri nella nebbia ed urlai scaricando tutta la mia tensione, mi ricordo che invece di precipitarmi all’interno, rimasi a guardarlo qualche minuto, volevo assaporare quel momento, sapevo che il giorno dopo non sarebbe più stato lo stesso, la mia vita sarebbe cambiata.
Ancora oggi non saprei dire se fui fortunato o lucido, se fu amore o rabbia che mi spinse sulla cima del Monte Amaro, la mia prima volta, ad incontrare il Bivacco Pelino e la sua spaziale cupola a 2790m. durante un’inaspettata bufera di neve nell'autunno del 1996, ma so che fu l’inizio di una lunga storia d’amore con questa montagna che sento come una madre (come viene definita anche dagli abruzzesi), montagna che continua a regalarmi ancora oggi tanti sogni.
Buona visione con la cartolina di Aprile su Maupanphoto.com

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Cartolina Mar.2022 Smile
Non dovremmo mai far trascorrere una giornata senza almeno un sorriso, l’uomo è capace di imprese pazzesche (come anche gli animali e le piante certo), eppure nell’apparente inutilità e trascurabilità di questo gesto si cela una potenza impressionante, capace di indirizzare i nostri sentimenti, modificare le nostre scelte, cambiare la percezione delle nostre giornate; un sorriso è coinvolgente e contagioso, ed è tanto più forte il suo impatto quanto più si manifesta in situazioni di sofferenza, perché viene a smontare tutte le nostre ferree logiche, come i bambini che giocano e sorridono anche in un campo di battaglia, mi lasciano disarmato, senza giustificazioni da grande, mi fanno capire cosa sia veramente importante, per cosa valga veramente la pena …combattere.
Buona visione con la cartolina di Marzo su Maupanphoto.com

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Cartolina Feb.2022 Il Menestrello
Mi piace fotografare perché mi sembra, con la fotografia, di riuscire meglio che con le parole a raccontare una storia, che per quanto non possa essere altro che la mia storia, il mio cammino, ha in se le medesime origini, radici, della storia di ognuno di noi, solo se il fotografo riesce a costruire con il suo scatto questo collegamento, questo ponte tra la sua “storia” e la nostra, solo allora nasce una bella foto, altrimenti rimane un esercizio artistico fine a se stesso, possiamo pure fare Hoooo! di fronte ad una foto perché ci sorprende, perché ci stupisce, perché la troviamo originale, ma se non ci lascia curiosi, se non ci mette in cammino verso un dove, se “vista una volta, vista per sempre”, significa che è una fotografia morta, che non ci condurrà da nessuna parte, un muro piuttosto che una finestra aperta.
La fotografia (nel mio caso di paesaggio) screma la realtà, è per forza di cose un’esperienza parziale del vissuto di quel momento, eppure proprio questo suo limite può divenire la sua forza: primo perché essendo slegata dal linguaggio è universale, secondo perché può mettere in evidenza l’essenziale, persino…e questo si che è un bel paradosso, quello che è invisibile agli occhi!
Se non fosse così, se non dovessi rispondere a questa esigenza interiore che mi fa sentire a mio modo un moderno menestrello, probabilmente ora sarei un’altra persona, ed anche questa immagine colta con la coda dell’occhio camminando nel bosco, probabilmente ora non esisterebbe.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com

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Aggiornamento Gen.2022
È on-line l’ultimo aggiornamento dell’archivio fotografico con le foto scattate fino al 31/12/2021; quest’anno più che mai gli eventi sono concentrati sull’Appennino, dove ho cercato di esplorare meglio gruppi poco conosciuti o andare alla scoperta di aree in cui non avevo mai camminato (come l’Alta Tuscia per esempio), fortunatamente non è mancata anche l’esperienza estiva sulle Alpi, che quest’anno ho dedicato alla Valle d’Aosta.
Il tempo è volato via e alla fine dell’anno mi sembra sempre di non aver fatto abbastanza, che avrei potuto vedere più posti, portare a casa più ricordi, più emozioni, fortunatamente poi però ci sono le foto, a guardarle mi sento appagato, comprendo che non è una questione di numeri, di quantità, se godi pienamente del tempo di vacanza che ti viene concesso (è una fortuna da non dare mai per scontata!), nessuno ti potrà più togliere l’arricchimento che quelle esperienze ti hanno lasciato, un arricchimento che ci colma, perché ogni evento è prezioso quanto basta, ed anche senza andare in capo al mondo ci può dare quella carica di emozioni di cui abbiamo bisogno se vissuto intensamente; così le fotografie mi aiutano a gioire per quello che ho avuto piuttosto che a struggermi per quello che avrei potuto fare.
La direzione è tracciata: cerco come fotografo di imparare sempre più a guardarmi intorno, a saper leggere il paesaggio, a saperlo vivere e raccontare, perché continuo a sorprendermi nello scoprire che quello che non vediamo e molto di più di quello che impressiona i nostri occhi!
Buona visione dunque su Maupanphoto.com

Di seguito riporto l'elenco dei 54 eventi che costituiscono il “bottino” dell’anno appena trascorso, raggruppati per area geografica e gruppo montuoso per aiutare a dargli una più rapida collocazione; ricordo che dal sito si può risalire ad un evento (i più recenti sono sempre quelli elencati per primi nella galleria selezionata) dalla pagina di Archivio filtrando prima tramite le aree geografiche poi con i gruppi montuosi, oppure tramite una ricerca testuale nella casella Cerca (in questo caso se si conosce scrivere il titolo completo dell’evento che, salvo rare eccezioni, verrà riportato come unico risultato della lista di risposta).

ALPI NORD-OCCIDENTALI https://maupanphoto.com/index.php/archivio/alpi-nord-occidentali
Alpi del Monte Rosa:
- Forte di Machaby / Machaby
Alpi del Gran Paradiso:
- Alta Via del Monte Avic da Champorcher
- Monte Emilius per la Via Normale
- Becca di Nona per il Vallon de Comboé
- Pointe Valletta per la ferrata della Cresta Sud-Ovest
- Cresta del Gran Plan per il Col de Chamolé

APPENNINO SETTENTRIONALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-settentrionale
Appennino Ligure:
- Monte Maggiorasca e Bue per il Passo della Lepre
Appennino Parmense:
- Monte Bragalata & co per il Lago Squincio
Appennino Reggiano:
- le Forbici e Monte Giovarello per il Passo delle Forbici
- Monte la Nuda e Tecchia di Rometo dal Lago Padule
- Monte Cavalbianco per la Cresta Sud
Appennino Modenese:
- Monte Cimone & co per Pizzo dei Sassi Bianchi
- Alpe Tre Potenze & co per il Lago Nero
- Monte Giovo & co per il Lago Baccio
Appennino Bolognese:
- Corno alle Scale e Monte Gennaio per la Direttissima

APPENNINO CENTRALE CATENA OCCIDENTALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-occidentale
Maremma:
- Grotta Punta degli Stretti / Orbetello
- Monte Nebbiaio e Civitella per il Podere del Cornacchino
Monti Volsini e Alta Tuscia:
- Bosco del Sasseto da Torre Alfina
- Castello di Torre Alfina / Torre Alfina
- 4 passi a Vitorchiano / Vitorchiano
- Bolsena e dintorni / Bolsena
- Tour isole Lago di Bolsena da Capodimonte
- Tour di Orvieto / Orvieto
Monti Cimini e Sabatini:
- Monte Fogliano per la Cresta Nord-Ovest
- Monte Rocca Romana per San Bernardino del Malpasso
- le Gole del Biedano da Barbarano Romano
Monti della Tolfa:
- Monte Regolano e Poggio Mandrione per il Fondo Pietro Pica
- Monte Maggiore e Urbano per il Faggeto
- San Giovenale e Luni sul Mignone per il Fosso del Vesca
Monti Carseolani:
- Ponte Vecchio e Cascata delle Vallocchie per il Fosso della Cretara
Monti Simbruini:
- Cima della Retta per Prato della Macchia
Monti Ernici:
- Monte Viglio (4) per il Crestone
- Cresta di Campovano e la Monna da Campo Catino

APPENNINO CENTRALE CATENA CENTRALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-centrale
Monti Reatini:
- Cima dell'Acquasanta (2) per la Vall'Organo
- Cimata di Castello per la Cresta Est
Monti dell’Alto Aterno:
- Monte Calvo e Colle di Mezzo per Valle Lunga
Monti del Cicolano:
- Monte tra le Serre e Quarticciolo (2) per la Cresta Sud-Ovest
Monti del Velino:
- Punta Trieste & co per Vado di Castellaneta
Monti del Sirente:
- Monte Sirente (4) per il Canalone Maiori
- Cima Costone di Valle Faito & co da Vado Castello
Monti del Greco:
- Monte Greco & co per Antone Rotondo
- Toppe Vurgo (2) per i Fossoni
- Monte Pratello per la Valle del Forno
Monti Marsicani:
- Monte della Corte per la Cresta Nord
Monti delle Mainarde:
- Punta Molise per Fossa Aganello
- Punta Molise e Monte a Mare per il Praticello

APPENNINO CENTRALE CATENA ORIENTALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-centrale-cat-orientale
Monti Sibillini:
- Monte Rotondo & co da Forcella del Fargno
Monti della Laga:
- Monte Pelone Settentrionale (2) per Colle Romicito

APPENNINO MERIDIONALE https://maupanphoto.com/index.php/archivio/appennino-meridionale
Monti del Matese:
- Colle Tamburo e Monte Miletto per Vallesecca
Monti del Partenio:
- Basiliche di Cimitile / Nola
Monti Picentini:
- Monte Cervialto da Piano Migliato di Calabrito
- Monte Polveracchio (2) per Varco delle Tavole
Monti del Pollino:
- Timpa di Pietra Castello per il Piano di Iannace
Monti dell’Orsomarso:
- Cozzo di Valle Scura per il Versante Est

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Cartolina Gen.2022 Merletti di luce...in ricordo di Dora
Credo che sia una sensazione comune a molti: quando la sveglia suona di buon ora in previsione della nostra gita in montagna, il primo sforzo che dobbiamo fare è quello di vincere la “forza lettifera”, quella che ci spinge a rimanere al caldo sotto le coperte o comunque placidamente adagiati tra le lenzuola, in fondo nessuno ci obbliga o ci paga per sobbarcarsi un lungo viaggio in auto per andare a fare una gita in qualche posto sperduto tra i monti, e poi a casa si sa ci sarebbero sempre tante cose da fare!
E devo dire che questa sensazione ce l’ho sempre avuta, anche i primi tempi quando c’era sicuramente più entusiamo per un’attività nuova che stavo scoprendo a poco a poco, e a volte mi chiedo come cavolo ho fatto in quella data occasione a svegliarmi così presto e a fare così tanti chilometri in un solo giorno per fare quella gita.
E la cosa buffa è che con il passare del tempo sono sempre più cosciente del tesoro immenso che la natura mi regala ogni volta che esco a camminare tra i monti, nel paesaggio naturale, di quella energia che mi dona ed alimenta la ricerca di bellezza della mia anima, quasi le donasse quel respiro che il mio corpo di carne non le può dare, e che non riesce a trovare tra le mura di casa per quanto accoglienti; eppure, eppure la forza lettifera è sempre lì, immune a questa coscienza, ai tanti bei ricordi che si associano a queste sveglie mattiniere; ho capito che non posso sconfiggerla, che dovrò continuare a conviverci.
Negli anni però mi son fatto un alleato, sono le mie foto, ho sempre detto che una bella foto è molto di più della rappresentazione di un momento, è una finestra aperta ad un paesaggio pià grande di quello che mostra, perché apre la strada alla nostra immaginazione, apre la strada ai nostri desideri, a volte anche a quei bisogni che coscientemente non sappiamo di avere, è un biglietto gratuito ad uno spettacolo affascinante che per quanto si replichi è sempre nuovo.
Ecco allora che al di là dei piacevoli ricordi che associo a questa foto e che possono condividere con me gli amici che parteciparono a quella gita, spero tanto che questa immagine riesca ad emanarvi quella luce speciale che riscalda l’animo, che libera la fantasia, che scardina le porte in cui a volte la sofferenza e le difficoltà rinchiudono il nostro sguardo, la stessa luce che a volte abbiamo la fortuna di ritrovare sui volti di persone molto speciali.
Buona visione con la cartolina di Gennaio su Maupanphoto.com

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Cartolina Dic.2021 Come d'incanto
Tanti pensieri si accavallano nella mia mente guardando questa foto, tante cose che vi vorrei raccontare, non riesco a pensare alla mia vita senza una montagna innevata, la neve che ha lasciato la sua impronta fin dagli albori di questo pianeta, continua lentamente a scrivere la sua storia sulla faccia della Terra, la plasma a volte con violenza a volte con delicatezza ma c’è sempre; è formata da cristallli, da miliardi e miliardi di cristalli eppure ognuno unico, un po’ come noi, ed un po’ come noi anche se il peso di ogni singolo cristallo è impercettibile unendosi agli altri crea una forza potente e inarrestabile.
Crea delle condizioni difficili per l’essere umano e quindi ne siamo giustamente intimoriti, cerchiamo di difenderci dalla sua gelida morsa, eppure…eppure ne siamo anche affascinati, ipnotizzati al punto che la cerchiamo, magari ognuno in forme diverse ma non possiamo fare a meno di “giocare” con lei, si perché una volta che la conosci scopri che quella gelida morsa può essere anche un soffice abbraccio.
Si torna un po’ tutti bambini a contatto con la neve, risveglia in noi la dimensione favolistica della vita, forse anche perché quando cade e ricopre il paesaggio sembra provocare una sorta d’incanto su di esso, farlo piombare in un magico sonno (come non ricordare il castello della Bella addormentata!), dove anche i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni, svaniscono; sarà quel silenzio ovattato che tutto avvolge, sarà quell’aria tersa e fredda che ci pervade con il suo profumo, sarà quel candore che nasconde ogni bruttura e abbellisce ogni cosa; e se da una parte camminare, ed ancor più sciare, sulle bianche distese infonde in noi un senso di libertà, sembra proprio la neve al termine della giornata invitarci a tornare presso il nostro caldo focolare domestico, di cui apprezziamo così ancora più la preziosità.
Un’ultima occhiata alla foto… e tutti questi pensieri svaniscono, sembra invitarmi a fare silenzio, a lasciare che il mio pensiero libero da ogni fardello si lasci guidare verso nuovi spazi, nuove speranze, e questo, forse, è l'incanto della fotografia.
Buona visione con la cartolina di Dicembre su Maupanphoto.com

L’invenzione della felicità - Fotografie di Jacques Henri Lartigue
minia mostra
mostra fotografica al WeGil di Roma
30 ottobre 2021 / 09 gennaio 2022

il WeGil di Roma, hub culturale della Regione Lazio a Trastevere, ospita L’invenzione della felicità. Fotografie la mostra dedicata al fotografo francese Jacques Henri Lartigue (1894-1986), già accolta con grande successo a Venezia e Milano.
L’esposizione raccoglie 120 immagini, di cui 55 inedite, tutte provenienti dagli album fotografici personali di Lartigue, dei quali sono esposte alcune pagine in fac-simile. A queste si aggiungono alcuni materiali d’archivio, libri quali il Diary of a Century (pubblicato con il titolo “Instants de ma vie” in francese) e riviste dell’epoca. Questi documenti ripercorrono la sua intera carriera, dagli esordi dei primi anni del ‘900 fino agli anni ‘80 e ricostruiscono la storia di questo fotografo e la sua riscoperta.
Il percorso segue un ordine cronologico affiancato da focus sui principali momenti di riscoperta dell’opera di Lartigue, a cominciare dalla rassegna del museo newyorkese, durante la quale sono presentati i suoi primi scatti precedenti la prima guerra mondiale, e che fanno di lui l’enfant prodige della fotografia. Ispirato dai giornali e dalle riviste illustrate di quest’epoca, Lartigue s’interessa alla ricca borghesia parigina che si ritrovava ai Gran premi automobilistici, alle corse ippiche di Auteuil, oltre che agli uomini e alle donne eleganti che le frequentavano.
Un interessante focus è inoltre riservato alle memorie che Lartigue scrisse negli anni ‘60 e ‘70, quando inizia a ricomporre i suoi album nei quali aveva raccolto tutti i suoi scatti.
(estratto da: https://wegil.it/jacques-henri-lartigue-linvenzione-della-felicita-fotografie/)


WeGil Roma/Trastevere
Largo Ascianghi 5
Info tel. 334.6841506
Orari: tutti i giorni 10,00/19,00

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Cartolina Nov.2021 Yin e Yang
Inizialmente non capivo perché ero così affascinato, oserei dire ipnotizzato, dalle inquadrature, dai paesaggi in cui si fronteggiano la luce con l’ombra, quasi a rincorrersi, a cercare di compenetrarsi l’uno nell’altro, o da un altro punto di vista quasi a sfidarsi, in un’eterna contesa in cui nessuno è vincitore perché ciascuna delle parti dipende dall’altra, trae la sua essenza, la sua giustificazione proprio dall’esistenza dell’altra, che ad uno sguardo superficiale potrebbe sembrare parte avversa.
Poi ho compreso che in questa dualità così evidente e scontata che lascia molti indifferenti, si nasconde in realtà una delle più profonde verità della vita, dell’Universo stesso, e sulla quale non dovremmo mai smettere di riflettere; la natura che ci circonda non smette mai d’inviarci dei messaggi che ci aiutino a decifrare il senso di questa vita in cui ci siamo ritrovati un giorno catapultati, e lo fa anche attraverso l’alternanza della luce col buio.
Questo dualismo ci ricorda che tutta la creazione è il risultato di forze opposte, ma solo apparentemente, che l’equilibrio, ovunque lo vorremo trovare, nascerà sempre dalla diversità, perché la diversità è espressione di quella parte che era rimasta inespressa; il giorno con la notte, la vita con la morte, l’uomo con la donna, il pieno con il vuoto, il freddo con il caldo, il rumore con il silenzio, l’acqua con il fuoco, il positivo con il negativo, il bene con il male, in un elenco infinito che potrebbe quasi fornire il pretesto per un gioco: “trova l’opposto”.
Ma senza diventare troppo filosofici vorrei che questa, come altre fotografie che ho scattato, ci ricordasse prima di tutto che la luce nasce dal buio, ed ogni sconfitta per quanto dolorosa porta sempre con se il seme del riscatto, della rinascita.
Buona visione con la cartolina di Novembre su Maupanphoto.com

p.s. Per chi fosse stimolato da questo argomento, un affascinante fenomeno naturale in tal senso è quello della Serotinia, un adattamento ecologico per cui alcune piante rilasciano i semi solo al verificarsi di particolari condizioni ambientali, come la presenza del fuoco!

minia mostra Sebastião Salgado - Amazônia
mostra fotografica al Museo dell'Ara Pacis a Roma
01 ottobre 2021 / 13 febbraio 2022

Dopo il progetto Genesi, dedicato alle regioni più remote del pianeta per testimoniarne la maestosa bellezza, Salgado ha intrapreso una nuova serie di viaggi per catturare l'incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi di vita dei suoi popoli, stabilendosi nei loro villaggi per settimane e fotografando i diversi gruppi etnici. La foresta dell’Amazzonia occupa infatti un terzo del continente sudamericano, un’area più estesa dell’intera Unione Europea. Questo progetto è durato sei anni durante i quali il Maestro ha fotografato la foresta, i fiumi, le montagne e le persone che vi abitano, registrando l’immensa potenza della natura di quei luoghi e cogliendone, allo stesso tempo, la fragilità.
Nella mostra sono esposte più di 200 fotografie che propongono un’immersione totale nella foresta amazzonica, invitandoci a riflettere sulla necessità di proteggerla.
Oltre alle immagini, poste a diverse altezze e presentate in diversi formati, la mostra si sviluppa in spazi che ricordano le “ocas”, tipiche abitazioni indigene, evocando in modo vivido i piccoli e isolati insediamenti umani nel cuore della giungla. La visita è accompagnata da una traccia audio composta appositamente per la mostra da Jean-Michel Jarre e ispirata ai suoni autentici della foresta, come il fruscio degli alberi, i versi degli animali, il canto degli uccelli o il fragore dell’acqua che cade a picco dalle montagne.
Così Sebastião Salgado: “Questa mostra è il frutto di sette anni di vissuto umano e di spedizioni fotografiche compiute via terra, acqua e aria. Sin dal momento della sua ideazione, con Amazônia volevo ricreare un ambiente in cui il visitatore si sentisse avvolto dalla foresta e potesse immergersi sia nella sua vegetazione rigogliosa sia nella quotidianità delle popolazioni native. Queste immagini vogliono essere la testimonianza di ciò che resta di questo patrimonio immenso, che rischia di scomparire. Affinché la vita e la natura possano sottrarsi a ulteriori episodi di distruzione e depredazione, spetta a ogni singolo essere umano del pianeta prendere parte alla sua tutela”.
(estratto da: http://www.arte.it/calendario-arte/roma/mostra-sebastião-salgado-amazônia)


Museo dell'Ara Pacis - Galleria 4
Via Guido Reni 4a - Roma
Info +39 06.320.19.54
Orari: mar/dom 11,00/19,00

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Cartolina Ott.2021 Centro di Gravità
Per me è difficile ammetterlo, per me che sono innamorato del paesaggio a 360°, dal mare alla montagna, che so che ci si può meravigliare della bellezza e straordinarietà del mondo dal giardino di casa alla maestosità delle Dolomiti, e che in ogni angolo, in ogni paesaggio grande o piccolo che sia, si trova a ben guardare tutta la storia della Terra, la forza e la sapienza della Natura (e che per questo motivo mi piace chiamare piccoli mondi), ebbene per tutto questo mi è difficile ammettere che ci siano dei posti speciali, che hanno qualcosa che li rende differenti dagli altri non tanto per questioni affettive, nel qual caso non ci sarebbe nulla di strano, ma per una sorta di magnetismo che emanano.
Quando ci arrivi, se c’è silenzio intorno e dentro di te, te ne accorgi quasi subito perché ti senti al centro di un vortice, come se tutto il paesaggio intorno convergesse verso di te; di norma chi ama andare in montagna e conquistare sempre nuove cime, quando ne raggiunge una per quanto bella e per quanto sia stato difficile arrivarci, dopo un primo momento di gioia e di appagamento, guardandosi attorno viene rapito da nuovi progetti, dal desiderio di raggiungere nuove cime, …in questi luoghi speciali no.
In questi luoghi ti senti di non aver bisogno di andare oltre, di aver raggiunto quel posto che non conoscevi ma sapevi che stavi cercando, e subentra quasi un dispiacere, un rimpianto interiore perché ti chiedi: “Ed ora dove mai potrò andare ancora?”
È una sensazione strana, difficile da spiegare a parole e ancor di più con una fotografia, una sensazione che rimane solo nostra, ed è un bene che sia così perché rimane preziosa nel tempo, un centro di gravità che sembra aver dato, anche se solo per un momento, un senso al nostro incessante cammino.
Buona visione con la cartolina di Ottobre su Maupanphoto.com

Prima, donna. Margaret Bourke-White
minia mostra
mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere
21 settembre 2021 / 27 febbraio 2022

È dedicata a Margaret Bourke-White, una tra le figure più rappresentative ed emblematiche del fotogiornalismo, la mostra retrospettiva che documenta attraverso oltre 100 immagini la visione e la vita controcorrente della fotografa statunitense.
Pioniera dell’informazione e dell’immagine, Margaret Bourke-White ha esplorato ogni aspetto della fotografia: dalle prime immagini dedicate al mondo dell’industria e ai progetti corporate, fino ai grandi reportage per le testate più importanti come Fortune e Life; dalle cronache visive del secondo conflitto mondiale, ai celebri ritratti di Stalin prima e poi di Gandhi (conosciuto durante il reportage sulla nascita della nuova India e ritratto poco prima della sua morte); dal Sud Africa dell’apartheid, all’America dei conflitti razziali fino al brivido delle visioni aeree del continente americano.
Oltre 100 immagini, provenienti dall’archivio Life di New York e divise in 11 gruppi tematici che, in una visione cronologica, rintracciano il filo del percorso esistenziale di Margaret Bourke-White e mostrano la sua capacità visionaria e insieme narrativa, in grado di comporre “storie” fotografiche dense e folgoranti.
(estratto da: http://www.museodiromaintrastevere.it/it/mostra-evento/prima-donna-margaret-bourke-white)


Museo di Roma in Trastevere
Piazza S.Egidio, 1b
Info tel. 06.0608
Orari: mar/dom 10,00/20,00