
Cartolina Gen.2025 L'Isola (aggiornamento Archivio 2024)
Era il febbraio del 2010 quando, dopo un lungo periodo di gestazione, nasceva il sito MAUPANPHOTO; alla fine mi ero deciso a provare a costruire una piccola isola, un piccolo porto dove ripararsi dalla corrente dei nostri tempi che tutto prende e trascina con se senza mai condurre in alcun luogo, e allora come oggi lo facevo con lo strumento che a me sembrava più congeniale: la fotografia, che in una società piena di rumori non strilla ma racconta (...si fa leggere), in una società piena di immagini non mostra ma riflette (…il nostro sguardo), in una società piena di divieti non chiude ma apre (…la nostra mente, la nostra fantasia), in una società che va di corsa …ti fa rallentare.
Ma immagino quest’ultimo aspetto potrebbe non essere ben compreso, chi inizia a cimentarsi con la fotografia oggi infatti, a meno che non abbia già di suo un interesse per lo strumento e la tecnica (che lo porterà sicuramente a fare dei corsi ed informarsi), ha a disposizione apparecchi (sia fotocamere che cellulari) che non richiedono alcun discernimento se non di premere un tasto, mentre il divertimento sta proprio nel costruire l’immagine finale di cui lo scatto è semplicemente l’atto finale; se si riflette un poco ci si accorge che dalla nascita della fotografia ad oggi, c’è stata sempre più una diminuzione di passaggi per arrivare al prodotto finale: l’immagine.
Oggi l’immagine è subito disponibile, usata e…gettata, tutto si consuma velocemente!
Se invece vuoi fare una bella foto, devi rallentare: devi studiare l’inquadratura, devi capire come la luce influenza il paesaggio, devi conoscere come la fotocamera risponderà alle tue regolazioni, devi spesso aspettare anche il momento giusto, devi “ascoltare”, o almeno provarci ad ascoltare la storia che quel paesaggio racconta, e nel fare tutto questo e nel come lo farai lascerai la tua firma; e non importa se non tutti gli scatti saranno ben riusciti, s’impara di più dagli errori, ma l’importante è che pian piano si formi una storia, si delinei un percorso, una meta.
La foto al pari di un libro, di un quadro, di una scultura, ha bisogno di pause sia per essere costruita che per essere goduta, e per quanto risulti come la cristallizzazione nel tempo di un momento ben preciso, credo che sia ben riuscita proprio quando infonde in noi dinamismo, vitalità, ci scuote da una pericolosa apatia.
In questo senso, al di là degli alti e bassi della vita, sono contento che questo racconto (Maupanphoto) vada avanti, sperando con queste nuove “pennellate” di renderlo sempre più ricco, più colorato, più capace di aiutarci a mantenere una sensibilità nei confronti della Natura e del paesaggio che ci ospita e ci sostiene, un legame che va tenuto vivo per non lasciarci trasportare via dalla corrente di una società troppo spesso cinica.
Tirando le somme questo aggiornamento si compone di 53 eventi, tutti italiani, che riporto di seguito suddivisi prima per area geografica, poi per gruppo/sottogruppo montuoso, così da facilitarne la ricerca una volta entrati nella pagina Archivio del sito, in alternativa si può risalire direttamente all’evento anche scrivendo il suo titolo, o parte di esso, nella casella Cerca presente sempre nella pagina Archivio.
Per finire un sentito ringraziamento a mio fratello Marzio che mi supporta sempre nei problemi informatici, senza il quale questo progetto si sarebbe arenato già da molto tempo.
Buona visione allora con la cartolina di Gennaio ed il nuovo aggiornamento di Maupanphoto.com
ALPI SUD-ORIENTALI
Prealpi Gardesane:
- Alpiedi Ledro Alps Trek / da Storo
- Valle di Ledro e dintorni / da Storo
APPENNINO SETTENTRIONALE
Alpi Apuane:
- Pizzo delle Saette e Pania della Croce / per la Foce del Puntone
- Monte Tambura e M.Crispo / per la Cava di Formignacola
- Monte Grondilice/ per la Finestra del Grondilice
- Traversata Orto di Donna-Campocatino / per il Passo della Tombaccia
APPENNINO CENTRALE (CATENA OCCIDENTALE)
Monti Aurunci:
- Monte Forte e M.Coculo / per il Guado del Faggeto
Monti della Tolfa:
- Monte Piantangeli e la Cascata del Fosso di Costa Grande / per il Sentiero dei Monaci
- Monte Maggiore e M.Urbano / per il Faggeto
Monti Ernici:
- Monte Pedicinetto e Serra Comune / per la Valle Lunga
Monti Simbruini:
- Monte Calvo e M.Pelato / per il Passo delle Pecore
APPENNINO CENTRALE (CATENA CENTRALE)
Monti della Valnerina:
- Monte Maggiore e M.Santo / per il Passo Cattivo
- Monte Coscerno e M.Beregni / per la Forchetta di Vallo
Monti dell’Alto Aterno:
- Monte Giano e Cima Prati di M.Giano / per il Sentiero degli Alpini
- Colle di Mezzo e C.Renose / per l'Arenaro
Monti Reatini:
- Monte Bove e Colle delle Scangive / per l'Ara del Popolo
Monti della Duchessa:
- il Cocuruzzo / per la Fonte dei Copelli
- la Piaggia / per la Valforana
Monti del Velino:
- Monte Cacchitto e Cima Avezzano / per Capo di Teve
Monti Marsicani:
- Colle del Carpino e Monte Tagliareccia / per la Carrozza
- Serra del Campitello e Cima Valle di Corte / per il Vallone di Capra Morta
- Morrone del Diavolo e Colle Bernardo / per la Cresta Sud-Est
- Cima Vallone di Ciaccariello / per il Vallone del Monte
- la Montagna di Godi / per il Vallone della Grotta
Monti del Greco:
- Toppe del Tesoro e Lago Pantaniello / per le Gravare di Sopra
- Monte Paradiso e Lago Pantaniello / per la Serra del Monte Paradiso
Monti del Cornacchia:
- Monte Pietroso e la Rocca / per Macchiarvana
Monti della Meta:
- Torretta di Paradiso e la Meta / per le Finestre
- Monte Bellaveduta e Rocca Altiera / per Colle della Cesa
- Tre Mortari Settentrionale e Balzo Jancino / per la Valle di Fondillo
- Colli e Cima di Valle Lunga / per il Lago Vivo
Monti delle Mainarde:
- i Gemelli del Fraolito e Monte Forcellone / per la Forestella
- i Colli dell'Arganello e Monte a Mare / per la Costa della Cicogna
APPENNINO CENTRALE (CATENA ORIENTALE)
Monti Sibillini:
- Anticima Ovest e Monte Argentella / per la Valle delle Fonti
Monti della Laga:
- Monte di Mezzo e Colle Senarica / per Costa Sola
Gran Sasso (Nord):
- Vetta Settentrionale d'Intermesoli e Pizzo d'Intermesoli / per la Cresta Nord-Est integrale
Gran Sasso (Sud):
- Cima e Becco del Pisciarellone / per la Sella di Monte Camicia
Monti del Morrone:
- la Rocca e Colle dei Sambuchi / per Pianezza
Majella (Ovest):
- Monte Focalone e Sperone Orfento / per il Secondo Portone
- Parete Sud-Est di Pietra Cernaia / per Quarto del Barone
Majella (Est):
- Cima della Stretta / per i Lastroni del Verde
APPENNINO MERIDIONALE
Monti del Matese:
- i Campanarielli e Monte Miletto / per il Tratturello arcaico del Matese
- Grotta di Campo Braca / dal Buco degli Stregoni
Monti del Pollino:
- Monte Pollino / per la Cresta Nord-Ovest
Monti della Sila:
- Serra Stella + Timpone della Carcara / dalla Strada delle Vette
- Montenero + Montagne della Porcina / da Case Nocelle
Monti dell’Aspromonte:
- Cima Serra Nino Martino / da contrada Nardello I
- Monte Pietra Cappella e Guardia del Falcone / da contrada Nardello II
- Serro Schiavo Nord e Sud / da contrada Materazzelli
ISOLE
Monti Nebrodi:
- Monte Soro / per il Versante Nord
Monti delle Madonie:
- Pizzo Costio e P.Carbonara / per Monte Ferro
- Traversata Quacella-Mufara / per il Vallone Fra Paolo
- Pizzo Colla e Monte dei Cervi / per il Piano dei Cervi

Cartolina Dic.2024 Femme Fatale
In genere si tende a vedere come due mondi lontani, contrapposti, il mare e la montagna, e per una legge scritta non si sa bene dove alla domanda fatidica: ma ti piace di più la montagna o il mare? Non è contemplato che si possa rispondere con entrambe, si è guardati in tal caso come tipi strani, fuori dalla norma, come di chi non la racconta tutta, e si vuole tenere la scelta solo per se.
Io sono uno di quei tipi strani: il mio amore per l’acqua è andato di pari passo con quello per la neve, entrambe al tatto mi hanno sempre comunicato un senso di libertà, di pace, di vita; così come camminare a piedi nudi sulla sabbia mi faceva sentire il calore della Terra (inteso come vitalità) allo stesso modo di quando con le mani toccavo la nuda roccia per arrampicare; per me sono sempre state due facce della stessa medaglia, e quello stesso mondo affascinante che scoprivo sopra i monti, che mi emozionava, mi faceva sognare, ho poi ritrovato sotto l’acqua una volta che ho iniziato ad immergermi.
E sarà stato forse un caso, o uno scherzo del destino, ma i miei ricordi di bambino si spingono proprio su una spiaggia, dove tra schizzi d’acqua e castelli di sabbia alzando gli occhi al cielo c’era lei, la montagna di Circe; e quando i miei genitori mi portavano a passeggiare tra i suoi boschi di leccio e sughero, selve oscure in cui avevo paura di perdermi, o in cima ai suoi picchi dove mi sembrava di dominare il mare, o nelle sue viscere, le sue grotte dove io ero spaventato e ammaliato insieme, tutto allora diventava magico, ed io mi sentivo come un personaggio di quelle favole che tanto mi piaceva ascoltare tornando a casa, a Roma.
Per tutto questo oggi per me il Promontorio del Circeo rappresenta l’archetipo del mio amore per la Natura, sia di montagna o di mare la sua faccia; e chissà che la maga che un tempo abitava questo monte, quando ancora era un’isola, sia tuttora presente sotto mentite spoglie ed abbia lanciato su di me il suo sortilegio?
Buona visione con la cartolina di Dicembre su Maupanphoto.com

Cartolina Nov.2024 Monti Invisibili
Ad un certo punto del mio cammino tra i monti, mi sono messo alla ricerca di qualcosa di cui sentivo la mancanza ma che non avevo ancora ben chiaro in mente, avvertivo la presenza di un’altra montagna che non fosse quella descritta sulle guide, riportata sulle carte, un’altra montagna che appagasse quella sete di avventura che c’era dentro di me; affascinato dai piccoli mondi nascosti che scoprivo sotto i miei piedi, tornai a volgere lo sguardo in alto, ai grandi paesaggi che mi circondavano, e fu così che scoprii i monti invisibili.
I monti invisibili sono quei monti che stanno proprio lì, sotto i nostri occhi, ma che nessuno considera, o perché nessuno prima di allora gli ha mai dato un nome, o perché non sono riportati sulle carte, sui libri, o perché spesso sono vicini di casa ad altri monti più blasonati e rimangono offuscati dalla loro ombra, o non rispondono a discutibili criteri inventati sempre da noi uomini, ma soprattutto sono monti che non possono essere visti se ci si mette in cammino cercando solo la meta finale, invece di cercare quello che io chiamo il “passaggio”, cioè di vivere intensamente il sentiero che si percorre, pronti a lasciarsi sorprendere in ogni dove da quello che la natura, la montagna, ci offre in quel mentre.
E sono proprio i passaggi, quelli più inaspettati, che ci faranno scoprire i monti invisibili, in questo senso non esistono sentieri sbagliati, ogni sentiero è quello giusto, ogni sentiero è un’opportunità che ci si offre per aprire nuove finestre sul paesaggio circostante, per scoprire qualcosa che non era stato ancora codificato ma non per questo è meno prezioso; i monti invisibili nascono così, sempre per caso, quando scopri in quella formazione, in quel rilievo, un anelito a salire verso l’alto, un’aspirazione verso il cielo, e quella spinta nonostante sia stata modellata da milioni di anni ti sembra così attuale, così viva, che pare tu possa cavalcarla e salire in alto tramite lei insieme al monte; infine solo guardandoli, questi monti, ti accorgi che non conta la prominenza ma l’insieme.
I monti invisibili mi ricordano le persone, quelle invisibili, quelle che difficilmente troverai sui libri di storia, quelle che senza clamore, senza palcoscenico e senza applausi, affrontano mille difficoltà, mille sacrifici, per portarti verso l’alto, per aiutarti a farti crescere e a toccare il cielo; i monti invisibili mi ricordano… i miei genitori.
A loro e a tutti i genitori, monti invisibili, che si sforzano ogni giorno di far crescere i loro figli, dedico la cartolina di Novembre su Maupanphoto.com
Buona Visione.

Cartolina Ott.2024 Bussando per chiedere permesso
Inizialmente avevo pensato di intitolare ironicamente la cartolina di questo mese con “trova l’intruso”, poi mi son detto che anche se spesso ci comportiamo in maniera ostile nei confronti del pianeta su cui viviamo, in realtà non siamo intrusi ma ospiti di questa meravigliosa casa che chiamiamo Terra, e sebbene riconosco che il concetto di proprietà sia una necessità per una convivenza equilibrata nella complessa società che abbiamo creato, credo che il diritto più appropriato di cui godiamo sia identificabile con quello del comodatario: siamo cioè beneficiari di qualcosa che ci è stata concessa in prestito, e che dovremo restituire al termine di questa esistenza terrena, non certo quindi in uno stato peggiore di come ci è stata data ma semmai migliore.
Diamo troppe cose per scontate, ed una di queste è che le cose ci appartengano, così nell’era digitale, nell’era dei videocitofoni, non bussiamo più alla porta prima di entrare, pensiamo se posso…ne ho diritto, ma così ci dimentichiamo di essere degli ospiti, degli amministratori temporanei del bene più prezioso: la vita, per questo dovremmo essere rispettosi dell’ambiente e della vita di ogni altro essere che come noi è ospite su questa Terra; bussare prima di entrare per me significa questo, e lo dovremmo tenere a mente nelle nostre piccole e grandi scelte che siamo chiamati a fare di continuo nella nostra giornata.
E questa riflessione mi fa venire in mente un fatto curioso che mi impressionò molto quando iniziai a frequentare, circa trent’anni fa, un paesino sulle montagne laziali di nome Marcetelli; allora le poche persone che ci abitavano ancora stabilmente, erano persone semplici, l’ultima generazione di chi aveva vissuto una dura vita tra i campi e i boschi di castagno che circondano il paese, ed io moderno raccoglitore di castagne che veniva dalla grande città rimasi stupito, camminando tra i vicoli deserti del paese, da due cose: dal profumo dei caminetti accesi che inondava l’aria fredda dell’inverno, quasi che fosse il respiro di quelle vecchie pietre, e dalle chiavi appese nelle toppe esterne dei portoni.
Compresi nel tempo che quelle chiavi non erano certo un lasciapassare a fare quel che si voleva, quanto un avviso agli altri paesani che la famiglia di quella casa era presente, e, cosa più importante, disponibile ad accoglierti, chiunque tu fossi; non a caso non c’era possibilità che se andavi a chiedere anche solo un'informazione a qualcuno, questo ti lasciasse sull’uscio e non t’invitasse invece ad accomodarti all’interno per offrirti un’immancabile bicchiere di vino, un po’ come la Terra sempre pronta ad accoglierci con le sue ricchezze.
Buona visione con la cartolina di Ottobre su Maupanphoto.com

Cartolina Set.2024 Un Mondo diverso
Oggi è un giorno speciale, vorrei che ogni giorno fosse un giorno speciale, vorrei ogni giorno avere la capacità di scoprire quello che il giorno prima non avevo visto, quello che il giorno prima pensavo di conoscere, di sapere; se ogni giorno troverò il tempo per fermarmi, per abbassare lo sguardo e scoprire il diverso che mi sta accanto, sul mio stesso cammino, ed offrirgli una mano, un appoggio, anche solo un sorriso, beh allora avrò fatto un affare e la mia giornata non sarà passata invano.
Me lo ha insegnato la natura, l’ho imparato camminando passo dopo passo, cercando con la mia macchina fotografica di fermare quelle storie, quelle emozioni che la mia mente fragile e imperfetta non riusciva a preservare per me, così quella che inizialmente mi sembrava una limitazione è divenuta un’opportunità per crescere, per cambiare.
Così passo dopo passo ho scoperto che la diversità è bellezza,
la diversità è ricchezza,
la diversità è cambiamento,
la diversità è equilibrio,
la diversità è speranza,
la diversità è l’opportunità più bella che la vita ci offre per scoprire chi sei… e chi puoi diventare.
Buona visione con la cartolina di Settembre su Maupanphoto.com

Cartolina Ago.2024 Il segreto dell'Uva ursina
Ultimamente sono molto affascinato dalla storia dell’Universo, o forse sarebbe più corretto parlare dalle teorie sulla storia dell’Universo, e così seguendo i racconti degli astrofisici la mia mente si perde, naviga, inseguendo incredibili racconti di mondi lontanissimi eppure così legati al nostro, di velocità e legami fra i sistemi stellari che fino a pochi anni fa sarebbero stati inpensabili, cercando di spiegare dall’infinitamente piccolo del nostro pianeta l’infinitamente grande che lo circonda.
Si sono fatti piccoli passi avanti o grandi non si sa, in quanto non sappiamo quanto ancora ci manca da scoprire ed ogni risposta pone nuove domande, ma una cosa che negli ultimi anni è apparsa evidente a questi scienziati è che quello che vediamo e riusciamo a misurare dell’Universo è molto di meno di quello che in realtà è, si potrebbe anche dire scherzosamente che “i conti non tornano”; c’è una materia oscura e di conseguenza un’energia che muove intere galassie che non riusciamo a vedere ma di cui possiamo osservare gli effetti.
Si sta scoprendo che l’infinito e freddo spazio è molto meno vuoto di quanto si pensava e, ancora più paradossale, che le forze che muovono masse inimmaginabili per la nostra mente e difficilmente calcolabili persino per i più moderni super-computer, sono regolate a livello infinitamente piccolo, così piccolo che non si riesce ancora a individuare!
Così quando mi soffermo a guardare l’universo sotto i miei piedi ed il mio paesaggio diventa estremamente piccolo, mi sembra che tutto torni, che in ogni tessera per quanto minuta di questa Terra, come nella piccola bacca rossa dell'Uva ursina, sia nascosta quell’energia che muove non solo il nostro mondo ma persino l’intero Universo!
Buona visione con la cartolina di Agosto su Maupanphoto.com

Cartolina Lug.2024 Pugnali di ghiaccio
Si dice che in montagna possano avvicendarsi 4 stagioni in un giorno, ed è vero, e se questo da un lato ci spaventa dall’altro ci affascina, la montagna sovverte le nostre aspettative, non sai mai cosa aspettarti voltato l’angolo; eppure è proprio questo avvicendamento del tempo e degli spazi che ci spinge ad andare avanti, come in una storia in cui un sapiente scrittore allunga sempre il finale, e fa crescere in noi la curiosità di sapere come andrà a finire.
Così guardando questa foto non posso fare a meno di chiedermi: “Ma come andrà a finire?”
Dove condurrà il sentiero questa escursionista colta in un delicato passaggio, dove mi condurrà il sentiero che sto percorrendo, la mia storia, dove ci condurrà la nostra storia; si perché se l’acqua passando dallo stato liquido a quello solido non si accontenta semplicemente di cambiare la sua apparenza, ma si prende la libertà di farlo in una infinità di forme, di consistenze, di colori, con una fantasia irraggiungibile anche dalla mente umana più fervida, allora mi viene da pensare che dietro a tutto questo ci sia un disegno, un fantastico finale che attende di esserci rilevato.
Buona visione con la cartolina di Luglio su Maupanphoto.com

Cartolina Giu.2024 La Parete Ardente
Questa foto me ne fa venire in mente un’altra che vidi su una rivista di fotografia molti anni fa, per cui perdonatemi se raccontadovi la storia è possibile che cambi qualche particolare; l’articolo sulla rivista parlava di un affermato fotografo americano di paesaggi (il mio settore preferito) che spiegava come aveva realizzato una foto, la foto in questione era semplicemente spettacolare, bellissima, perfetta, anche se dopo qualche secondo che l’osservavo mi diede l’idea di esserlo anche troppo…perfetta.
Si trattava di una baia australiana con dei faraglioni ripresa sotto la tenue luce delle stelle e di uno spicchio di Luna, dove tutto si distingueva molto bene nonostante l’orario, dalla spiaggia alla scogliera, ai riflessi sul mare, ad uno splendido cielo stellato.
Incuriosito dalla bellezza della foto lessi con attenzione l’articolo: il fotografo narrava che durante uno dei suoi viaggi aveva scoperto questa bellissima baia e ne aveva intuito le potenzialità, così si era studiato le fasi lunari e quando nel prossimo futuro la Luna si sarebbe trovata nella posizione che voleva lui con la luce che cercava lui, e mi sembra che lo stesso discorso valesse anche per le maree, menzionava allo scopo un paio di app per il cellulare/pc di cui diceva “che nessun buon fotografo dovrebbe fare a meno”; era tornato a casa negli Stati Uniti, quindi al momento opportuno era rivolato in Australia a passare un’altra settimana o poco più, per tornare tutte le sere sulla stessa spiaggia a fare vari tentativi; la foto, come avevo già immaginato, non era frutto di un solo scatto, ma di scatti multipli con differenti esposizioni che poi vengono combinati insieme in fase di post-produzione (per questa tecnica non solo è fondamentale un cavalletto ma necessita di un software che crea un effetto ottico finale che neppure l’occhio umano dal vivo può percepire nella stessa misura).
Dopo aver letto la storia la foto mi apparve meno bella o più semplicemente meno “mia”, al di là del costo economico per la produzione dello scatto, che limita di fatto quest’esperienza a pochi eletti, io sono legato ancora ad un’idea forse un po’ romantica del fotografo: di un vagabondo un po’ sognatore, un po’ avventuriero, un po’ squattrinato, alla ricerca di quel tesoro che gli altri non hanno ancora saputo trovare, nel tentativo di cogliere quell’essenziale che seppure frutto del suo punto di vista può essere condiviso e sperimentato da tutti, la fotografia forse più di altre forme di arte nasce proprio per questo: per comunicare, che sia una storia, delle emozioni, o entrambe, ma se per farlo diviene eccessivamente sofisticata, frutto di tecnicismi, perde quella spontaneità che è fondamentale dal mio punto di vista per trasmettere “l’emozione della storia”, quella che in fin dei conti ti coinvolge guardandola.
Per fare un paragone ora vi racconto la storia della foto della cartolina di questo mese: mi trovavo a Lampedusa e durante un giro in barca avevo notato questa bellissima scogliera, dalla cartina turistica di cui disponevo non erano segnati percorsi per raggiungere la scogliera, così un pomeriggio semplicemente mi avventurai nella direzione che ritenevo più corretta, superai un faro dopo di che ricordo iniziai a seguire vaghe tracce nella macchia riarsa dal sole, non fu molto difficile raggiungere il bordo della scogliera, ma trovai invece molta difficoltà a trovare un punto che fosse adatto per riprenderla dall’alto, spesso la vegetazione occupava il margine roccioso e non dava visibilità, inoltre bisognava fare estrema attenzione perché il pericolo di cadere di sotto era molto marcato.
Mentre cercavo il luogo più adatto arrivò un tramonto di quelli che lasciano senza fiato, mi distrassi ad ammirarlo, poi mi accorsi all’improvviso che la luce del sole morente stava colorando di rosso le chiare pareti stratificate della scogliera, riuscii a fare solo 3 scatti (allora fotografavo ancora in analogico), oltre al suggestivo colore che la roccia stava prendendo in prestito dal sole, avrei voluto far risaltare la sua stratificazione che si dipanava sulla superficie scoperta a precipizio sul mare come un sistema sanguigno, ma quella luce così meravigliosa durò solo una manciata di minuti.
Tornando a casa dei 3 scatti, uno lo scartai, e non fui pienamente soddisfatto neppure del risultato degli altri due, avrei voluto raccontare qualcosa in più di quel momento indimenticabile, c’era così tanta emozione in quella “storia”, ma il tempo e lo spazio a mia disposizione mi avevano limitato; eppure mai mi è venuto in mente di tornare sul posto un’altra volta, avrei tradito la spontaneità del momento, il caso mi aveva portato su quella scogliera in quel preciso momento e di quello dovevo farmi ambasciatore, altrimenti mi sembrerebbe di ingannare chi guarda le mie foto.
Certamente potrò tornare a Lampedusa e fare altre foto a quella scogliera, ma sarà un’altra “storia” da raccontare, non cercherò mai di rincorrere un’altra…parete ardente.
Buona visione con la cartolina di Giugno su Maupanphoto.com

Cartolina Mag.2024 Il bacio mai dato
C’è qualcosa che nessuno ti potrà mai togliere perché nessuno potrà mai avere, sono le tue emozioni, perché queste vivono del tuo sguardo, del tuo respiro, dei tuoi sentimenti, crescono dentro di te e vedono la luce solo attraversando il tuo corpo, la tua storia; perfino tu che le sperimenti in fondo non ne sei il padrone, ed una volta uscite allo scoperto volano via e non le puoi trattenere, ti lasciano un piacevole ricordo, sia pure alimentano il tuo spirito, ma non le puoi immagazzinare, perché a ben guardare si conservano ricordi non emozioni.
Ma in fondo ci piacciono anche per questo, perché ogni volta sono nuove, ogni volta, per quanto l’esperienza ci renda edotti, non sappiamo cosa aspettarci, come si manifesteranno, sappiamo che ci sorprenderanno, come ci soprendono i sorrisi dei bambini, quanti ne abbiamo visti?
Eppure ogni volta che un bambino sorride ci stupisce, ci lascia disarmati, non ci viene da pensare a quanti simili ne abbiamo già visti, ma per un attimo più o meno lungo siamo rapiti dal suo sguardo, in quel sorriso troviamo la motivazione per staccare la spina e provare la piacevole sensazione dell’abbandono dai pensieri.
Le emozioni si potrebbero definire dei fugaci buchi neri, per tutta la loro durata assorbono tutto noi stessi, in quel momento si annulla passato e futuro, si ferma il nostro tempo, perdiamo il nostro peso e siamo risucchiati come un aquilone dal vento.
Così fu quel giorno che superando il Passo del Lupo mi affacciai sulla Spiaggia delle Due Sorelle, fu allora che sorpresi il mare baciare la spiaggia, vidi un lungo, appassionato, struggente bacio blu, e il sapore di quel bacio raggiunse le mie labbra; ma non ho le prove di quel bacio, fui solo io a vederlo, ed oggi rimane solo …un bacio mai dato.
Buona visione con la cartolina di Maggio su Maupanphoto.com

Cartolina Apr.2024 Al centro dell'Universo
Il paradosso di un universo infinito è che ogni suo punto può esserne considerato il centro, ogni suo punto, anche nell’intima spirale di una foglia di felce in crescita si nasconde il centro dell’universo; ma un uomo che ha perso l’umiltà di considerarsi una parte del tutto, un uomo che ha perso l’equilibrio con il suo ambiente, con i suoi simili, dove troverà il suo centro?
Perché se manca un centro, nello spazio infinito come in un piccolo uomo, tutto si annulla, grande o piccolo che sia, tutto diviene un’assenza.
Tutto ha bisogno di una gravità verso cui tendere, attraverso cui trovare l’equilibrio, come il germoglio di una felce: nasce piccolo e raggomitolato, ricorda il feto di un bimbo, ma poi si apre e si allunga a cercare la luce, il suo centro, per quanto sia cresciuto nel più profondo sottobosco.
Buona visione con la cartolina di Aprile su Maupanphoto.com

Cartolina Mar.2024 Sospesi nell'ignoto
È quando il cielo si confonde con la terra, quando un bianco abbacinante ti avvolge e ti sospende tra realtà e immaginazione, quando i tuoi passi sembrano lasciarti sempre nello stesso posto, quando non vedi nulla eppure l’aria che ti viene incontro ti sembra più reale che mai, quasi da poterla toccare, quando l’atmosfera si fa ovattata e ti fai scrupolo a parlare per non rompere quel magico silenzio, quando le cose intorno a te perdono i loro contorni reali e si trasfigurano in figure surreali, fiabesche, quando perdi la memoria di ciò che eri perché improvvisamente conta solo il presente, quando sei combattuto tra l’abbandonare i sensi ad una piacevole sensazione di smarrimento o metterti alla ricerca del faro che ti riporti sulla rotta stabilita.
È allora, in quei momenti, che un altro me sembra staccarsi dal mio corpo, alzarsi di qualche decina di metri sopra di lui e scoprire il quadro d’insieme, comprendere che siamo tutti comparse di una sceneggiatura di cui possiamo leggere un solo capitolo, comprenderlo… forse, non conosciamo l’inizio della storia, non ne conosciamo la fine, eppure una parte, la nostra parte, per quanto piccola ci è stata assegnata.
Ma di fronte ad una storia infinita, di fronte ad un universo infinito e inconoscibile, che senso può avere?
È vero, possiamo vivere come se non ci fosse un domani, al massimo consapevoli che torneremo in quell’ignoto da cui siamo venuti, ma in questo accecante bianco si fa strada in me un’altra idea, mi viene in mente la storia del granello di sabbia.
Cos’è un granello di sabbia nei confronti del mare con cui si va a confrontare?
Cosa ne sa un granelo di sabbia di quanto sia immenso, profondo e potente, il mare che si ritrova di fronte?
E non possiamo asserire con una ragionevole certezza che il mare sia infinito nei confronti di quel piccolo, piccolissimo granello di sabbia?
Eppure lui non se ne cura, si fa piccolo, si confonde con gli altri, non cerca una posizione di preminenza perché in una spiaggia tutti valgono uno, tutti contano quanto il vicino, e nonostante ogni granello mantenga la sua unicità tutti entrano in comunione per un disegno più grande che non conoscono: arginare il mare; paradossalmente proprio la loro minuzia gli consente di unirsi tenacemente gli uni agli altri, paradossalmente proprio la loro debolezza da singoli diviene forza insieme.
E se fossimo chiamati anche noi a fare spiaggia?
È giusto un’idea, solo un pensiero, di certo anche lui sospeso nell’ignoto.
Buona visione con la cartolina di Marzo su Maupanphoto.com