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Maupan Photo

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Cartolina Mag.2025 la Porta

L’Arco di Trevi te lo ritrovi davanti così all’improvviso, su una banalissima stradicciola di montagna, senza che sia preannunciato da cartelli altisonanti come è d’uso per le vestigia importanti, eppure ha 2200 anni di storia, della nostra storia, non sono pochi!
A guardarlo mi viene in mente che abbiamo bisogno di porte, buffo… a dire il vero sarebbe meglio che non ci fossero le porte, tutto sarebbe più scorrevole, tutto fluirebbe senza inutili fermate, contrattempi; eppure è proprio su quell’uscio che ci siamo incontrati, ci siamo salutati, ci siamo conosciuti, abbiamo commerciato e, ahimè, abbiamo anche combattuto; su quell’uscio si potrebbe dire è cresciuta pian piano la nostra umanità, la nostra socialità, il nostro bisogno dell’altro, perché che lo si voglia o no, anche quando l’altro non ci piace, è l’unica possibilità che abbiamo di “arricchirci”, di guardarci allo specchio e capire qualcosa in più di noi.
Sulle soglie di queste porte è stata fatta la storia, hanno segnato il passaggio di confini, di culture, in un incessante scambio tra le parti; ma lo scambio, di cui la storia stessa si nutre, attraverso cui l’umanità stessa è cresciuta, è sempre e solo avvenuto nel momento del passaggio: è nel varcare la soglia di una porta che troviamo qualcosa di nuovo e nello stesso tempo portiamo con noi, come delle specie aliene, il nostro bagaglio, la nostra mercanzia.
A guardarlo mi viene in mente che abbiamo bisogno di porte… aperte, una porta chiusa altrimenti vale quanto un muro che frena, interrompe, ostacola, nega qualsiasi dialogo; perché sopra ogni altra cosa, a prescindere di quale sia stato il percorso che ci ha condotto fin lì, di quale sia il percorso che ci si prospetta, che si sia arrivati come emigranti, turisti o commercianti, una porta aperta è una possibilità: la possibilità di continuare il nostro viaggio.
Buona visione con la cartolina di Maggio su Maupanphoto.com

Nicola Sansone - La fotografia come libertà minia mostra
mostra fotografica al Museo di Roma in Trastevere
19 febbraio 2025 / 06 maggio 2025

Una retrospettiva sul fotografo napoletano Nicola Sansone, parte di quella “schiera romana” di reporter che a partire dagli anni ’50 ha segnato una stagione di grande fermento culturale nell’ambito del fotogiornalismo italiano.
Per Nicola Sansone la fotografia non è stata una decisione professionale o l'identificazione di un mestiere da fare solo per necessità economica. È stata una scelta di vita, una necessità esistenziale alla ricerca di una propria identità. Al fotografo napoletano, esponente di quella “schiera romana” di reporter che a partire dagli anni ’50 ha segnato una stagione di grande fermento culturale nell’ambito del fotogiornalismo italiano, il Museo di Roma in Trastevere dedica la retrospettiva NICOLA SANSONE - La fotografia come libertà, ospitata nelle sale del Pianoforte.
Il percorso espositivo si compone di fotografie realizzate dagli anni ’50 fino alla fine degli anni ’60, in America, in Giappone e naturalmente in Italia per un totale di circa sessanta immagini in bianco e nero con stampa ai sali d’argento su carta baritata.
Il titolo della mostra, “Nicola Sansone. La fotografia come libertà” restituisce proprio il senso della libertà, la molla che ha fatto scattare in Nicola Sansone la passione per la fotografia: la libertà del viaggio, la libertà di rispondere alla sola committenza per lui possibile, quella della sua onestà intellettuale e della sua voglia di essere testimone di eventi. I giornali, i responsabili delle immagini, i capo redazione e le censure della stampa vengono dopo, operano a posteriori e si assumono, al massimo, la responsabilità, storica, di avere o non avere fatto le scelte giuste...
(estratto da: https://www.museodiromaintrastevere.it/it/mostra-evento/nicola-sansone)


Museo di Roma in Trastevere
Piazza S.Egidio, 1b
Info tel. 06.0608
Orari: mar/dom 10,00/20,00

minia mostra Franco Fontana - Retrospective
mostra fotografica al Museo dell'Ara Pacis a Roma
13 dicembre 2024 / 31 agosto 2025

Prima grande mostra retrospettiva dedicata a Franco Fontana, un progetto espositivo che ripercorre per la prima volta l’intera carriera artistica del fotografo modenese, con opere selezionate dal suo vasto archivio.
Un viaggio straordinario attraverso l'occhio unico di uno dei più grandi fotografi italiani del XX secolo, che ha rivoluzionato il linguaggio della fotografia a colori, nella mostra Franco Fontana. Retrospective, curata da Jean-Luc Monterosso e ospitata al Museo dell’Ara Pacis.
Curatore di fama mondiale, storico fondatore e direttore della Maison Européenne de la Photographie di Parigi, Monterosso guida la visitatrice e il visitatore alla scoperta dell'universo creativo del fotografo modenese, svelandone aspetti inediti, ripercorrendone l'evoluzione artistica e la sua capacità di trasformare la realtà in pura poesia visiva.
Attraverso una selezione di oltre 200 fotografie e muovendosi in spazi immersivi, tra particolari installazioni e video, si scoprono infinite possibilità ottiche: in un’alternanza di inquadrature ardite, profondità di campo ridotta e inquadrature dall’alto si possono ammirare immagini astratte e minimaliste caratterizzate da una giustapposizione di colori brillanti e da forti contrasti, elementi che hanno reso Fontana un precursore in un mondo fotografico bianco e nero.
E seppure temi come gli skyline, i paesaggi e l'architettura urbana, continuino a ricorrere rendendo vano qualsiasi tentativo di cronologia, Franco Fontana rinnova costantemente il suo lavoro. Dalla diapositiva alla polaroid al digitale, seguirà gli sviluppi tecnici della fotografia continuando sempre a sperimentare...
(estratto da: https://www.arapacis.it/it/mostra-evento/franco-fontana-retrospective)


Museo dell'Ara Pacis - Galleria 4
Via Guido Reni 4a - Roma
Info +39 06.320.19.54
Orari: tutti i giorni 9,30/19,30

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Cartolina Apr.2025 Sentieri

La vita di ognuno di noi è costellata di sentieri, di molti abbiamo perso traccia camuffati dal tempo, ma chissà quante delle strade che percorriamo distrattamente oggi sono nate secoli fa come semplici sentieri, poi divenuti piste sterrate, strade selciate, oggi neri nastri d’asfalto, e chissà quante storie potrebbero raccontare queste strade!
Eppure all’inizio ogni spostamento iniziava con un sentiero, si perché non c’era altro modo all’uomo primitivo (e non solo) per spostarsi da un luogo all’altro, ed una volta che ha imparato a navigare gli stessi fiumi e i mari sono divenuti sentieri d’acqua.
Nell’epoca moderna releghiamo ormai questo compito di collegamento “primitivo” solo ai percorsi, in genere di terra battuta, che incontriamo in aree naturali, ed in particolar modo in montagna, succede così che l’escursionista divenga il soggetto privilegiato per conoscerli ed apprezzarli; camminare infatti è la condizione migliore per entrare in contatto con il paesaggio che ci circonda, con il tempo poi si scopre che è il sentiero stesso una ricchezza, perché è uno stimolo, un confronto continuo con le nostre abilità, le nostre paure, le nostre aspirazioni, e attraverso questo confronto il sentiero ci aiuta a crescere, a divenire delle persone… migliori? forse, ma sicuramente più preparate alle difficoltà della vita.
Io quando iniziai ad andare in montagna presi l’abitudine di annotare su un quaderno il nome delle cime salite, dopo un po’ di anni però mi accorsi che questo non era più sufficiente, i ricordi si confondevano col tempo, i sentieri e le cime sembravano svanire con loro, così capitava che guardando una diapositiva non ricordassi più dove l’avevo scattata; cominciai allora a prendere degli appunti, prima al termine dell’escursione una volta tornato a casa, poi durante l’escursione stessa, appunti che con il tempo divennero delle relazioni sempre più dettagliate, dei piccoli racconti.
Scoprii allora che non solo riuscivo a memorizzare meglio i luoghi e i percorsi fatti, ma a casa riportando in bella copia la relazione potevo colmare quelle lacune, quei dubbi sorti durante il percorso, “correggere il tiro” se necessario per la volta seguente, rivivere la passeggiata ed apprezzarne magari degli aspetti che avevo trascurato sul posto.
Oggi ho compreso che la relazione di un’escursione in montagna più che in altri contesti è un racconto mai definitivo, sempre in trasformazione, perché è frutto delle nostre emozioni suscitate sia dalle condizioni metereologiche incontrate, sia da quelle psicologiche e fisiche vissute in quel momento, sia infine per la stagione che la natura stessa stava attraversando, per non paralre poi del paesaggio incontrato, che specie a bassa quota cambia col tempo, e così ti accorgi che anche i sentieri invecchiano o si trasformano.
Oggi il sito Maupanphoto si arricchisce di una nuova pagina: Sentieri, una raccolta di relazioni (anche se a me piace più vederle come dei racconti) sulle escursioni da me fatte negli anni, con la speranza che siano un ulteriore stimolo, insieme alle foto, per mettersi in cammino nella Natura ed anche un po’ con noi stessi; un amico silenzioso che ci accompagni a conoscere angoli bellissimi, ricchi di fascino, storia, emozioni.
Per certi versi si potrebbe dire che questa pagina, e la raccolta che contiene, arrivi un po’ in ritardo, oggi molti escursionisti sono alla ricerca delle tracce gps, troppo alto il desiderio di arrivare alla meta, troppe le mete da raggiungere, per rischiare di compromettere l’esito finale con descrizioni testuali che debbono essere interpretate, ed a volte possono anche contenere degli errori; ma io sono troppo innamorato dei sentieri per ridurli a delle semplici linee su un visore digitale, e credo che ci sia ancora chi apprezzerà questo approccio più “primitivo” col territorio.
È stato e continua ad essere un lavoro lungo e impegnativo (al momento ho pubblicato solo le relazioni di due aree geografiche), ogni volta che rileggo una relazione vecchia o torno a percorrere un sentiero fatto anni prima, mi viene da correggere qualcosa anche solo per dirlo in un altro modo, ma alla fine mi son detto ora o mai più.
Credo che Sentieri si potrebbe definire il fil rouge degli album fotografici del sito, Sentieri infatti racconta la direzione seguita lungo tanti percorsi fatti, ma ricordate che se ne farete uso quello che poi vedrete dipenderà solo da voi!
Buona visione con la cartolina di Aprile su Maupanphoto.com

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Cartolina Mar.2025 Glifi sulla neve

C’è una caratteristica che accomuna le distese di neve e le distese di sabbia, divengono testimoni di un passaggio: che sia per pochi minuti, ore o giorni, custodiscono una memoria incompleta, ma proprio per questo affascinante, del passaggio di una "storia", non necessariamente di un essere vivente ma anche, per esempio, di un evento atmosferico; ed è divertente dal mio punto di vista risalire, da questa traccia lasciata sul terreno, all’identikit dell’arteficie, a volte viene da dire dell’artista, tanto son belle, aggraziate e fantasiose certe tracce o impronte.
Per questo mi piace, quando cammino sulla battigia così come sulla neve, voltarmi spesso per vedere quali impronte sto lasciando, quali indizi sto lasciando del mio passaggio a chi verrà dopo di me, a chi, curioso come me, si domanderà chi è passato per di là.
Ma è un gioco a tempo, basta un’onda più invadente delle altre, qualche folata di vento, o le nuvole che aprendosi lasciano arrivare al suolo gli altezzosi raggi del Sole, ed ecco che l’impronta si dissolve, svanisce, e tutto è di nuovo pronto per una nuova traccia, una nuova storia; come se il quadro del pittore tornasse improvvisamente bianco, pronto per nuovi disegni, così la Natura resetta i segni del nostro passaggio, lasciando ad altri la bellissima sensazione di essere gli artefici della propria strada, una nuova strada.
Un po’ come quando io e mio fratello da bambini giocavamo a biglie sulla spiaggia, ed io mi divertivo un mondo quando lui, prendendomi per i piedi, mi trascinava in lungo e largo sulla sabbia creando le più contorte piste da gioco, ogni giorno una nuova pista, in fondo contenti che quella del giorno prima fosse andata distrutta dalle onde o dal passaggio dei bagnanti.
Allo stesso modo ora, da grande, quando scivolo con gli sci sui luccicanti, bianchi e immacolati mantelli di neve, cerco, per quanto mi è possibile, di lasciare che il mio movimento fluisca dolce, disegnando glifi sulla neve, ben conscio di essere solo un modesto apprendista nell’opera che la Natura ha creato intorno a me, ma ben contento di lasciare dietro di me un’impronta leggera, per dare modo a chi seguirà il piacere di disegnare la sua via, la sua storia.
Buona visione con la cartolina di Marzo su Maupanphoto.com

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Cartolina Feb.2025 L'Arcobaleno

Credo, anzi ne sono certo, che la Natura con l’arcobaleno ci abbia voluto fare un grandissimo regalo, ci abbia voluto svelare uno dei suoi trucchi più riusciti: la luce.
Si perché quella luce di cui noi tanto abbiamo bisogno, non solo per illuminarci le giornate, non solo per scaldare il nostro corpo e la nostra anima, non solo per alimentare le nostre speranze e il nostro ingegno, ma che abbiamo compreso essere uno dei cardini della nostra vita, della nostra esistenza qui sulla Terra; proprio quella luce che ai nostri occhi ci appare così perfetta, così eterea, pura, che chiamiamo bianca, impalpabile e inconsistente, eppure di cui avvertiamo così pesantemente la presenza; ebbene quella luce nasce da una fusione di tanti colori, o meglio di tante radiazioni con differenti frequenze.
C’insegna che per quanto infiniti possano essere questi colori (seppure nell’arcobaleno ne riconosciamo solo alcuni), non ce n’è uno che conta di più, non una frequenza più importante delle altre, la luce si manifesta a noi come qualcosa di unitario, sia che ci troviamo sotto il solleone, a perderci in un tramonto, od a sognare sotto un cielo stellato, la LUCE è sempre e sola una, l’avvertiamo come qualcosa di unico.
Potremmo vedere l’arcobaleno come le sezioni di un’orchestra che suona, e la musica che arriva ai nostri orecchi come la luce, una sinfonia di suoni che quanto più il nostro orecchio sarà educato quanto più potremo distinguere provenire da differenti strumenti, ed anche se in certi momenti ci potranno essere degli assoli, dei colori più presenti di altri, sempre e comunque la nostra mente godrà dell’insieme, del trasporto, che la musica genererà in noi.
Una volta compreso questo, noi come l’arcobaleno, dovremmo imparare a costruire ponti, archi che uniscono le differenze, perché è proprio nella diversità che risiede la bellezza e la ricchezza di questa umanità; e non c’è prezzo per quanto caro che non valga la pena di essere pagato, non c’è tentativo per quanto vano che non valga la pena di essere speso, per ricercare quella luce che fa rima con…pace.
Buona visione con la cartolina di Febbraio su Maupanphoto.com

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Cartolina Gen.2025 L'Isola (aggiornamento archivio 2024)

Era il febbraio del 2010 quando, dopo un lungo periodo di gestazione, nasceva il sito MAUPANPHOTO; alla fine mi ero deciso a provare a costruire una piccola isola, un piccolo porto dove ripararsi dalla corrente dei nostri tempi che tutto prende e trascina con se senza mai condurre in alcun luogo, e allora come oggi lo facevo con lo strumento che a me sembrava più congeniale: la fotografia, che in una società piena di rumori non strilla ma racconta (...si fa leggere), in una società piena di immagini non mostra ma riflette (…il nostro sguardo), in una società piena di divieti non chiude ma apre (…la nostra mente, la nostra fantasia), in una società che va di corsa …ti fa rallentare.
Ma immagino quest’ultimo aspetto potrebbe non essere ben compreso, chi inizia a cimentarsi con la fotografia oggi infatti, a meno che non abbia già di suo un interesse per lo strumento e la tecnica (che lo porterà sicuramente a fare dei corsi ed informarsi), ha a disposizione apparecchi (sia fotocamere che cellulari) che non richiedono alcun discernimento se non di premere un tasto, mentre il divertimento sta proprio nel costruire l’immagine finale di cui lo scatto è semplicemente l’atto finale; se si riflette un poco ci si accorge che dalla nascita della fotografia ad oggi, c’è stata sempre più una diminuzione di passaggi per arrivare al prodotto finale: l’immagine.
Oggi l’immagine è subito disponibile, usata e…gettata, tutto si consuma velocemente!
Se invece vuoi fare una bella foto, devi rallentare: devi studiare l’inquadratura, devi capire come la luce influenza il paesaggio, devi conoscere come la fotocamera risponderà alle tue regolazioni, devi spesso aspettare anche il momento giusto, devi “ascoltare”, o almeno provarci ad ascoltare la storia che quel paesaggio racconta, e nel fare tutto questo e nel come lo farai lascerai la tua firma; e non importa se non tutti gli scatti saranno ben riusciti, s’impara di più dagli errori, ma l’importante è che pian piano si formi una storia, si delinei un percorso, una meta.
La foto al pari di un libro, di un quadro, di una scultura, ha bisogno di pause sia per essere costruita che per essere goduta, e per quanto risulti come la cristallizzazione nel tempo di un momento ben preciso, credo che sia ben riuscita proprio quando infonde in noi dinamismo, vitalità, ci scuote da una pericolosa apatia.
In questo senso, al di là degli alti e bassi della vita, sono contento che questo racconto (Maupanphoto) vada avanti, sperando con queste nuove “pennellate” di renderlo sempre più ricco, più colorato, più capace di aiutarci a mantenere una sensibilità nei confronti della Natura e del paesaggio che ci ospita e ci sostiene, un legame che va tenuto vivo per non lasciarci trasportare via dalla corrente di una società troppo spesso cinica.
Tirando le somme questo aggiornamento si compone di 53 eventi, tutti italiani, che riporto di seguito suddivisi prima per area geografica, poi per gruppo/sottogruppo montuoso, così da facilitarne la ricerca una volta entrati nella pagina Archivio del sito, in alternativa si può risalire direttamente all’evento anche scrivendo il suo titolo, o parte di esso, nella casella Cerca presente sempre nella pagina Archivio.
Per finire un sentito ringraziamento a mio fratello Marzio che mi supporta sempre nei problemi informatici, senza il quale questo progetto si sarebbe arenato già da molto tempo.
Buona visione allora con la cartolina di Gennaio ed il nuovo aggiornamento di Maupanphoto.com

 

ALPI SUD-ORIENTALI

Prealpi Gardesane:

  • Alpiedi Ledro Alps Trek / da Storo
  • Valle di Ledro e dintorni / da Storo

 

APPENNINO SETTENTRIONALE

Alpi Apuane:

  • Pizzo delle Saette e Pania della Croce / per la Foce del Puntone
  • Monte Tambura e M.Crispo / per la Cava di Formignacola
  • Monte Grondilice/ per la Finestra del Grondilice
  • Traversata Orto di Donna-Campocatino / per il Passo della Tombaccia

 

APPENNINO CENTRALE (CATENA OCCIDENTALE)

Monti Aurunci:

  • Monte Forte e M.Coculo / per il Guado del Faggeto

Monti della Tolfa:

  • Monte Piantangeli e la Cascata del Fosso di Costa Grande / per il Sentiero dei Monaci
  • Monte Maggiore e M.Urbano / per il Faggeto

Monti Ernici:

  • Monte Pedicinetto e Serra Comune / per la Valle Lunga

Monti Simbruini:

  • Monte Calvo e M.Pelato / per il Passo delle Pecore

 

APPENNINO CENTRALE (CATENA CENTRALE)

Monti della Valnerina:

  • Monte Maggiore e M.Santo / per il Passo Cattivo           
  • Monte Coscerno e M.Beregni / per la Forchetta di Vallo

Monti dell’Alto Aterno:

  • Monte Giano e Cima Prati di M.Giano / per il Sentiero degli Alpini
  • Colle di Mezzo e C.Renose / per l'Arenaro

Monti Reatini:

  • Monte Bove e Colle delle Scangive / per l'Ara del Popolo

Monti della Duchessa:

  • il Cocuruzzo / per la Fonte dei Copelli    
  • la Piaggia / per la Valforana

Monti del Velino:

  • Monte Cacchitto e Cima Avezzano / per Capo di Teve

Monti Marsicani:

  • Colle del Carpino e Monte Tagliareccia / per la Carrozza
  • Serra del Campitello e Cima Valle di Corte / per il Vallone di Capra Morta
  • Morrone del Diavolo e Colle Bernardo / per la Cresta Sud-Est
  • Cima Vallone di Ciaccariello / per il Vallone del Monte
  • la Montagna di Godi / per il Vallone della Grotta

Monti del Greco:

  • Toppe del Tesoro e Lago Pantaniello / per le Gravare di Sopra
  • Monte Paradiso e Lago Pantaniello / per la Serra del Monte Paradiso

Monti del Cornacchia:

  • Monte Pietroso e la Rocca / per Macchiarvana

Monti della Meta:

  • Torretta di Paradiso e la Meta / per le Finestre
  • Monte Bellaveduta e Rocca Altiera / per Colle della Cesa
  • Tre Mortari Settentrionale e Balzo Jancino / per la Valle di Fondillo
  • Colli e Cima di Valle Lunga / per il Lago Vivo

Monti delle Mainarde:

  • i Gemelli del Fraolito e Monte Forcellone / per la Forestella
  • i Colli dell'Arganello e Monte a Mare / per la Costa della Cicogna

 

APPENNINO CENTRALE (CATENA ORIENTALE)

Monti Sibillini:

  • Anticima Ovest e Monte Argentella / per la Valle delle Fonti

Monti della Laga:

  • Monte di Mezzo e Colle Senarica / per Costa Sola

Gran Sasso (Nord):

  • Vetta Settentrionale d'Intermesoli e Pizzo d'Intermesoli / per la Cresta Nord-Est integrale

Gran Sasso (Sud):

  • Cima e Becco del Pisciarellone / per la Sella di Monte Camicia

Monti del Morrone:

  • la Rocca e Colle dei Sambuchi / per Pianezza

Majella (Ovest):

  • Monte Focalone e Sperone Orfento / per il Secondo Portone
  • Parete Sud-Est di Pietra Cernaia / per Quarto del Barone

Majella (Est):

  • Cima della Stretta / per i Lastroni del Verde

 

APPENNINO MERIDIONALE

Monti del Matese:

  • i Campanarielli e Monte Miletto / per il Tratturello arcaico del Matese
  • Grotta di Campo Braca / dal Buco degli Stregoni

Monti del Pollino:

  • Monte Pollino / per la Cresta Nord-Ovest

Monti della Sila:

  • Serra Stella + Timpone della Carcara / dalla Strada delle Vette
  • Montenero + Montagne della Porcina / da Case Nocelle

Monti dell’Aspromonte:

  • Cima Serra Nino Martino / da contrada Nardello I
  • Monte Pietra Cappella e Guardia del Falcone / da contrada Nardello II
  • Serro Schiavo Nord e Sud / da contrada Materazzelli

 

ISOLE

Monti Nebrodi:

  • Monte Soro / per il Versante Nord

Monti delle Madonie:

  • Pizzo Costio e P.Carbonara / per Monte Ferro
  • Traversata Quacella-Mufara / per il Vallone Fra Paolo
  • Pizzo Colla e Monte dei Cervi / per il Piano dei Cervi

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Cartolina Dic.2024 Femme Fatale

In genere si tende a vedere come due mondi lontani, contrapposti, il mare e la montagna, e per una legge scritta non si sa bene dove alla domanda fatidica: ma ti piace di più la montagna o il mare? Non è contemplato che si possa rispondere con entrambe, si è guardati in tal caso come tipi strani, fuori dalla norma, come di chi non la racconta tutta, e si vuole tenere la scelta solo per se.
Io sono uno di quei tipi strani: il mio amore per l’acqua è andato di pari passo con quello per la neve, entrambe al tatto mi hanno sempre comunicato un senso di libertà, di pace, di vita; così come camminare a piedi nudi sulla sabbia mi faceva sentire il calore della Terra (inteso come vitalità) allo stesso modo di quando con le mani toccavo la nuda roccia per arrampicare; per me sono sempre state due facce della stessa medaglia, e quello stesso mondo affascinante che scoprivo sopra i monti, che mi emozionava, mi faceva sognare, ho poi ritrovato sotto l’acqua una volta che ho iniziato ad immergermi.
E sarà stato forse un caso, o uno scherzo del destino, ma i miei ricordi di bambino si spingono proprio su una spiaggia, dove tra schizzi d’acqua e castelli di sabbia alzando gli occhi al cielo c’era lei, la montagna di Circe; e quando i miei genitori mi portavano a passeggiare tra i suoi boschi di leccio e sughero, selve oscure in cui avevo paura di perdermi, o in cima ai suoi picchi dove mi sembrava di dominare il mare, o nelle sue viscere, le sue grotte dove io ero spaventato e ammaliato insieme, tutto allora diventava magico, ed io mi sentivo come un personaggio di quelle favole che tanto mi piaceva ascoltare tornando a casa, a Roma.
Per tutto questo oggi per me il Promontorio del Circeo rappresenta l’archetipo del mio amore per la Natura, sia di montagna o di mare la sua faccia; e chissà che la maga che un tempo abitava questo monte, quando ancora era un’isola, sia tuttora presente sotto mentite spoglie ed abbia lanciato su di me il suo sortilegio?
Buona visione con la cartolina di Dicembre su Maupanphoto.com

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Cartolina Nov.2024 Monti Invisibili

Ad un certo punto del mio cammino tra i monti, mi sono messo alla ricerca di qualcosa di cui sentivo la mancanza ma che non avevo ancora ben chiaro in mente, avvertivo la presenza di un’altra montagna che non fosse quella descritta sulle guide, riportata sulle carte, un’altra montagna che appagasse quella sete di avventura che c’era dentro di me; affascinato dai piccoli mondi nascosti che scoprivo sotto i miei piedi, tornai a volgere lo sguardo in alto, ai grandi paesaggi che mi circondavano, e fu così che scoprii i monti invisibili.
I monti invisibili sono quei monti che stanno proprio lì, sotto i nostri occhi, ma che nessuno considera, o perché nessuno prima di allora gli ha mai dato un nome, o perché non sono riportati sulle carte, sui libri, o perché spesso sono vicini di casa ad altri monti più blasonati e rimangono offuscati dalla loro ombra, o non rispondono a discutibili criteri inventati sempre da noi uomini, ma soprattutto sono monti che non possono essere visti se ci si mette in cammino cercando solo la meta finale, invece di cercare quello che io chiamo il “passaggio”, cioè di vivere intensamente il sentiero che si percorre, pronti a lasciarsi sorprendere in ogni dove da quello che la natura, la montagna, ci offre in quel mentre.
E sono proprio i passaggi, quelli più inaspettati, che ci faranno scoprire i monti invisibili, in questo senso non esistono sentieri sbagliati, ogni sentiero è quello giusto, ogni sentiero è un’opportunità che ci si offre per aprire nuove finestre sul paesaggio circostante, per scoprire qualcosa che non era stato ancora codificato ma non per questo è meno prezioso; i monti invisibili nascono così, sempre per caso, quando scopri in quella formazione, in quel rilievo, un anelito a salire verso l’alto, un’aspirazione verso il cielo, e quella spinta nonostante sia stata modellata da milioni di anni ti sembra così attuale, così viva, che pare tu possa cavalcarla e salire in alto tramite lei insieme al monte; infine solo guardandoli, questi monti, ti accorgi che non conta la prominenza ma l’insieme.
I monti invisibili mi ricordano le persone, quelle invisibili, quelle che difficilmente troverai sui libri di storia, quelle che senza clamore, senza palcoscenico e senza applausi, affrontano mille difficoltà, mille sacrifici, per portarti verso l’alto, per aiutarti a farti crescere e a toccare il cielo; i monti invisibili mi ricordano… i miei genitori.
A loro e a tutti i genitori, monti invisibili, che si sforzano ogni giorno di far crescere i loro figli, dedico la cartolina di Novembre su Maupanphoto.com
Buona Visione.

cartolina

 

Cartolina Ott.2024 Bussando per chiedere permesso

Inizialmente avevo pensato di intitolare ironicamente la cartolina di questo mese con “trova l’intruso”, poi mi son detto che anche se spesso ci comportiamo in maniera ostile nei confronti del pianeta su cui viviamo, in realtà non siamo intrusi ma ospiti di questa meravigliosa casa che chiamiamo Terra, e sebbene riconosco che il concetto di proprietà sia una necessità per una convivenza equilibrata nella complessa società che abbiamo creato, credo che il diritto più appropriato di cui godiamo sia identificabile con quello del comodatario: siamo cioè beneficiari di qualcosa che ci è stata concessa in prestito, e che dovremo restituire al termine di questa esistenza terrena, non certo quindi in uno stato peggiore di come ci è stata data ma semmai migliore.
Diamo troppe cose per scontate, ed una di queste è che le cose ci appartengano, così nell’era digitale, nell’era dei videocitofoni, non bussiamo più alla porta prima di entrare, pensiamo se posso…ne ho diritto, ma così ci dimentichiamo di essere degli ospiti, degli amministratori temporanei del bene più prezioso: la vita, per questo dovremmo essere rispettosi dell’ambiente e della vita di ogni altro essere che come noi è ospite su questa Terra; bussare prima di entrare per me significa questo, e lo dovremmo tenere a mente nelle nostre piccole e grandi scelte che siamo chiamati a fare di continuo nella nostra giornata.
E questa riflessione mi fa venire in mente un fatto curioso che mi impressionò molto quando iniziai a frequentare, circa trent’anni fa, un paesino sulle montagne laziali di nome Marcetelli; allora le poche persone che ci abitavano ancora stabilmente, erano persone semplici, l’ultima generazione di chi aveva vissuto una dura vita tra i campi e i boschi di castagno che circondano il paese, ed io moderno raccoglitore di castagne che veniva dalla grande città rimasi stupito, camminando tra i vicoli deserti del paese, da due cose: dal profumo dei caminetti accesi che inondava l’aria fredda dell’inverno, quasi che fosse il respiro di quelle vecchie pietre, e dalle chiavi appese nelle toppe esterne dei portoni.
Compresi nel tempo che quelle chiavi non erano certo un lasciapassare a fare quel che si voleva, quanto un avviso agli altri paesani che la famiglia di quella casa era presente, e, cosa più importante, disponibile ad accoglierti, chiunque tu fossi; non a caso non c’era possibilità che se andavi a chiedere anche solo un'informazione a qualcuno, questo ti lasciasse sull’uscio e non t’invitasse invece ad accomodarti all’interno per offrirti un’immancabile bicchiere di vino, un po’ come la Terra sempre pronta ad accoglierci con le sue ricchezze.
Buona visione con la cartolina di Ottobre su Maupanphoto.com

cartolina

 

Cartolina Set.2024 Un Mondo diverso

Oggi è un giorno speciale, vorrei che ogni giorno fosse un giorno speciale, vorrei ogni giorno avere la capacità di scoprire quello che il giorno prima non avevo visto, quello che il giorno prima pensavo di conoscere, di sapere; se ogni giorno troverò il tempo per fermarmi, per abbassare lo sguardo e scoprire il diverso che mi sta accanto, sul mio stesso cammino, ed offrirgli una mano, un appoggio, anche solo un sorriso, beh allora avrò fatto un affare e la mia giornata non sarà passata invano.
Me lo ha insegnato la natura, l’ho imparato camminando passo dopo passo, cercando con la mia macchina fotografica di fermare quelle storie, quelle emozioni che la mia mente fragile e imperfetta non riusciva a preservare per me, così quella che inizialmente mi sembrava una limitazione è divenuta un’opportunità per crescere, per cambiare.
Così passo dopo passo ho scoperto che la diversità è bellezza,
la diversità è ricchezza,
la diversità è cambiamento,
la diversità è equilibrio,
la diversità è speranza,
la diversità è l’opportunità più bella che la vita ci offre per scoprire chi sei… e chi puoi diventare.
Buona visione con la cartolina di Settembre su Maupanphoto.com